24 gennaio 2016 - 14 Shevat 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli.
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Mika Official
@mikasounds
23 gen
I am too sad for the judgement and lack of tolerance in Italy when an important and necessary step forward is about to be taken.
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#PE24BreakingNews
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Milano, le ultradestre riunite
Un ex ministro tra i relatori
Fa
discutere la partecipazione dell’ex ministro della Difesa Mario Mauro
al convegno delle ultradestre d’Europa a Milano. “Sono un cattolico, un
popolare, onestamente conservatore” si descrive Mauro al Corriere. E
poi aggiunge: “Non sono io a dovermi giustificare, semmai gli
organizzatori che dovranno spiegare il motivo dell’invito all’inventore
di Mare Nostrum. Io porterò le mie convinzioni e il mio punto di vista
filo-occidentale e filo-Atlantico”.
"Io sono il Ghetto".
Su Repubblica, ampio reportage di Paolo Rumiz sul Ghetto di Venezia.
“Pochi gli abitanti rimasti – si legge – ma bastano e avanzano i muri a
raccontare la storia, e quei muri dicono un’assenza che è più forte di
una presenza viva. In mezzo al campo, il vecchio pozzo e una fontana
gelata. In alto, case altissime, fino a sette piani, le più alte di
Venezia, segno di un affollamento (sette metri quadrati a persona) oggi
inimmaginabile. Sul lato del Rio San Girolamo, i nomi degli oltre
duecento assassinati nei lager. Sugli stipiti delle porte, l’incavo
diagonale che alloggiava la mezuzah, l’astuccio scaramantico con i
versi della Bibbia. Affacciati alla piazza, i portici con le tracce dei
banchi dei pegni. Io sono il Ghetto, dicono quelle pietre”.
Le note della Memoria. Sul
domenicale del Sole 24 Ore Viviana Kasam presenta il grande
concerto-omaggio ad Arturo Toscanini in programma il 27 gennaio
prossimo. "Con i tre concerti per il Giorno della Memoria - racconta -
abbiamo cercato di ridare la voce e l'identità culturale a coloro cui
la persecuzione ha cercato di toglierla: agli strumenti destinati a
tacere per sempre, alle musiche che si è cercato di cancellare,
uccidendo che le scriveva e chi le interpretava, e impedendone
l'esecuzione pubblica. Ora, con questo concerto, speriamo di
contribuire a diffondere la consapevolezza che si può resistere al
Male, che si possono avere e realizzare grandi sogni anche nelle
avversità".
Scrivere per la giustizia. Dopo l’anticipazione apparsa su Pagine Ebraiche di gennaio, anche il Corriere recensisce il saggio Writing for Justice
(‘Scrivere per la giustizia’), opera dalla professoressa Elèna Mortara
e pubblicato negli Stati Uniti da Dartmouth College Press. Il libro
tratta dell’impegno dell’intellettuale afroamericano Victor Séjour per
sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso di Edgardo Mortara. “Séjour
era un cattolico devoto – viene spiegato – ma giudicava inaccettabile
una simile ferita inferta al valore della famiglia”.
"Sull'Iran l'Italia parli chiaro". Alla
vigilia della visita di Rohani a Roma il Giornale intervista Naor
Gilon, ambasciatore israeliano in Italia. “Rohani arriva a Roma alla
vigilia del Giorno della Memoria, mentre nel suo Paese, come ogni anno,
viene bandito un concorso con premi in denaro per la migliore vignetta
che prende in giro l’Olocausto. Sarebbe giusto – afferma il diplomatico
– che il governo italiano prendesse una posizione pubblica, non nel
chiuso delle stanze, su almeno uno dei tanti temi che l’accordo sul
nucleare non ha nemmeno scalfito”.
Tratti distintivi. “Ero
molto emozionata ma anche fiera di rappresentare la mia comunità.
Quando si deve rappresentare una comunità come la nostra, bisogna fare
al meglio e nel mio abbigliamento volevo mostrare un momento di
orgoglio: era importante che venissero ribaditi certi tratti che
caratterizzano la bimillenaria comunità di Roma”. Così la presidente
della Comunità ebraica Ruth Dureghello in una intervista a La Stampa
sulla recente visita del papa in sinagoga.
Arnoldo Foà, un'emozione lunga un secolo. Considerato
da Strehler uno dei cinque grandi attori italiani del ‘900, Arnoldo Foà
compirebbe oggi 100 anni. L’anniversario sarà celebrato per tutto il
2016 con una serie di iniziative accolte dalle città a lui più care per
rievocare un personaggio – scrive il Messaggero – “che ha attraversato
la storia del nostro Paese, dalla guerra alle leggi razziali, dai
successi in teatro alle battaglie per la nascita del Sindacato Attori”:
Olp-Berna: le carte parlano.
Viene alla luce, dopo molti anni, l’accordo che sarebbe stato siglato
da Olp e governo svizzero per evitare attentati su voli di linea
elvetici o in strutture e ambienti della Confederazione. “I documenti
dell’accordo (‘la resa al terrorismo': titolano i quotidiani in
Svizzera) sono ancora secretati, il governo attuale dice di non saperne
niente. Anche l’Italia, negli stessi anni, avrebbe stipulato un’intesa
con i gruppi legati ad Arafat, come hanno rivelato Francesco Cossiga,
l’ex presidente della Repubblica morto nel 2010, e Bassam Abu Sharif in
due interviste al Corriere della Sera nel 2008″ (Corriere).
Chi sono i negatori. Sul
Giorno, intervista sul tema del negazionismo allo storico Claudio
Vercelli. “Per il negazionista – dice Vercelli – il nazismo è
un’ideologia come le altre, con la colpa di essere stata sconfitta e
sottoposta ad una ‘dannato memoriae’ immeritata. È un modo per
riabilitarsi. Il suo obiettivo è mutare il giudizio di valore condiviso
e consolidato dall’opinione pubblica stravolgendo il dato di fatto. Per
farlo, purga il Terzo Reich degli aspetti più devastanti”.
Adam Smulevich @asmulevichmoked
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