31 gennaio 2016 - 21 Shevat 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli.
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The Jerusalem Post@Jerusalem_Post
31 gen
Israel not surprised by US/UK spying but says changes needed http://dlvr.it/KMS54g #IsraelNews
Haaretz.com@haaretzcom
31 gen
'Syrians think the worst of Israel. Until they receive Israeli medical care' http://htz.li/4Bo
The Independent@Independent 30 gen
This Jewish man gave a powerful reminder of why Islamphobia is so very dangerous http://i100.io/eFVz7zl
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
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Family Day, numeri e polemiche
Ampio
spazio sui quotidiani di oggi per la manifestazione contro le unioni
civili – e contro la legge Cirinnà che le istituirebbe - tenutasi ieri
al Circo Massimo a Roma. Gli organizzatori, tra cui il movimento
“Difendiamo i nostri figli” - sostiene ci fossero due milioni di
persone in piazza, trecentomila la stima della questura (Corriere della
Sera, Repubblica). Nel corso della manifestazione, nota come Family
Day, era stata letta una presunta lettera di adesione del rabbino capo
di Roma Riccardo Di Segni ma, terminato shabbat, è arrivata la
smentita: “Riccardo Di Segni non ha partecipato né aderito alla
manifestazione denominata Family Day di oggi, né ha inviato alcun
messaggio – si legge nel comunicato della Comunità ebraica romana -
Qualcuno non autorizzato potrebbe aver citato una risposta alla
precedente manifestazione che comunque non era da intendersi come
un'adesione ma un'invito al dialogo” (Corriere e Messaggero).
Il post Family Day.
La linea intransigente dei manifestanti del Family Day contro il ddl
Cirinnà sulle unioni civili ha fatto saltare una possibile mediazione,
scrive La Stampa, e ora la palla passa in parlamento. Sul Corriere
della Sera il cardinale Camillo Ruini si fa portavoce della
manifestazione mentre sul Fatto Quotidiano Furio Colombo scrive: “ciò
che è accaduto a Roma, a cura della Chiesa cattolica,è uno
straordinario esercizio di egoismo antico e barbaro fondato sulla
celebrazione della fertilità di maschi e femmine, che si dichiara
minacciato dal desiderio appassionato delle famiglie gay(che,sia
chiaro, nel loro caso non è un diritto) di avere un bambino da
stringere e crescere come un figlio”.
Venezia e i 500 anni del Ghetto. Su
La Stampa un lungo articolo che racconta l'istituzione del ghetto di
Venezia nel 29 marzo 1516. “Qui gli ebrei dovevano stare rinchiusi dal
tramonto all'alba (e chatzer, in ebraico «recinto», è il nome con cui
sempre lo designarono), - scrive il giornalista del La Stampa,
accompagnato nelle strade dell'antico ghetto dallo scrittore Riccardo
Calimani - pena sanzioni pecuniarie e nei casi recidivi la prigione.
L'area era chiusa da alti muri, le vie di accesso presidiate da
cancelli sorvegliati”.
Israele, estremisti contro intellettuali.
Il movimento israeliano di estrema destra Im Tirzu “ha dato il via a
una campagna a colpi di cartelloni contro alcuni scrittori israeliani,
tra cui i noti Amos Oz, Abraham Yehoshua e David Grossman, definiti
'talpe nella cultura'. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu e numerosi
membri della sua coalizione conservatrice si sono uniti al coro di
condanna nei confronti di chi denigra questi pilastri della culturali
israeliana. - scrive sul New York Times Steven Erlanger, il cui pezzo
compare tradotto su Repubblica - Eppure, alcuni di questi stessi
ministri hanno preso parte a molte altre battaglie di questo tipo: in
particolare Miri Regev, ministra della Cultura e dello Sport, di negare
gli aiuti statali alle istituzioni che non esprimono "lealtà" a
Israele”. Repubblica intervista inoltre la scrittrice israeliana Dorit
Rabinyan, “al centro dell'ultimo caso letterario in Israele: la
cancellazione dai curriculum scolastici ciel suo Borderlife, storia di
amore fra una giovane israeliana e un ragazzo palestinese a New York”.
Il futuro della Comunità ebraica di Firenze.
“A un mese dalle nuove elezioni del Consiglio, che si tengono ogni 4
anni, la comunità ebraica fiorentina si interroga e si divide. Dibatte
e discute”, scrive Repubblica nelle pagine fiorentine, parlando della
realtà ebraica della città guidata dal presidente Sara Cividalli.
Nell'articolo si parla del calo demografico interno alla Comunità e
secondo il rabbino capo Joseph Levi, “per non disperdere la miniera
della nostra cultura, che va salvata e tramandata, quello che conta è
che la dottrina sinagogale o la storia ebraica non siano ignorate ma
vengano integrate da iniziative per aprirsi alla società. Un
particolarismo non può ignorare l'universalismo”.
Vivo e impunito uno dei boia di Fucecchio.
Si trova attualmente libero in Baviera il novantetreenne Robert Riss,
giudicato tra i responsabili della strage di Fucecchio, in Toscana,
compiuta dai nazisti nel agosto 1944. A denunciarlo da Israele, il
Centro Wiesenthal (Repubblica Firenze). “Il passare del tempo - ha
spiegato Efraim Zuroff, direttore del Centro - non diminuisce in alcun
modo la colpa dei killer. Il nostro obbligo per le vittime del nazismo
è quello di fare un serio sforzo contro quelli che hanno infierito su
uomini, donne, bambini innocenti, alcuni dei quali erano anziani quanto
lo sono oggi questi criminali”.
Torino, la scienza non deve avere ideologie.
“Prevede scambi tra studenti, dottorati e ricercatori su tematiche
biomediche. La scienza travalica ogni ideologia e non ha confini”. Così
Federico Bussolino, vicerettore per la ricerca dell'Università di
Torino difende l'accordo siglato con il Technion di Haifa che un
piccolo gruppo di professori (27) vorrebbe boicottare (La Stampa
Torino). Nell'accordo rietra anche il Politecnico di Torino, in cui
nessun professore ha firmato la petizione contro i colleghi israeliani.
La catena del rabbino Safran.
Sul Sole 24 Ore l'ebraista Giulio Busi riflette sulla figura del gran
rabbino di Bucarest Alexandre Safran:“Pensate a una catena, gettata
dall'alto, acuì vorreste tendere la mano. La catena oscilla, v'invita,
balena di riflessi, scompare. Se era un sogno, l'avete persa per
sempre. Se era un libro, potete riaprirlo. Il simbolo della catena,
calata da Dio affinché l'uomo l'afferri, è una delle immagini preferite
da Alexandre Safran, gran rabbino di Bucarest prima e di Ginevra poi,
protagonista della storia del Novecento, mistico.”
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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