22 Febbraio 2016 - 13 Adar 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di
Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
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The Jerusalem Post@Jerusalem_Post
22 feb
Huge increase in European products passing through Israel to Arab states http://dlvr.it/KZLzbH #IsraelNews
Jewish Daily Forward@jdforward 21 feb
“#Yiddish conveys humor better than English.” - @MADmagazine's Al Jaffe http://jd.fo/w2DE
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
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Da Israele, la proposta di Livni:
"Una donna a capo dell'Onu"
“La
nomina, il prossimo anno, di una donna al ruolo di Segretario generale
aprirà simbolicamente un milione di finestre per donne e ragazze in
tutto il mondo”. È la battaglia dell'ex ministro di Giustizia
israeliano Tzipi Livni che ha inviato, in vista delle elezioni del
prossimo anno all'Onu, una lettera-appello a 30 leader donne del mondo
perché promuovano la nomina di una guida al femminile per l'ente
internazionale. Intervista da Mara Carfagna sul Tempo, Livni tocca
diversi argomenti, dal contrasto dell'antisemitismo in Europa - “è un
problema che non riguarda soltanto gli ebrei. Mi aspetto che tutti i
livelli di leadership combattano tale fenomeno” -, al terrorismo fino
al significato della visita di Bergoglio al Tempio Maggiore di Roma -
“l'invito del papa alla comprensione e alla tolleranza è il messaggio
più importante che il mondo ha bisogno di sentire nel nostro tempo”-.
Siria, la nuova carneficina dell'Isis. Oltre
130 i morti causati dai quattro attentati che ieri hanno colpito
Damasco e Homs. A rivendicare i sanguinosi attacchi, le milizie di
Daesh. E intanto continuano le mediazioni sull'altro fronte tra i
ribelli e il dittatore Bashar Al Assad. Il Segretario di Stato Usa John
Kerry si dice fiducioso sulla possibilità di una tregua (Corriere della
Sera) mentre Assad in persona (di cui compare su Repubblica la
traduzione dell'intervista rilasciata a El Pais) dice di essere pronto
a trattare. “Bisogna innanzitutto smettere di sparare, ma anche
impedire che i terroristi ne approfittino per rafforzare le loro
posizioni. - afferma Assad che nell'itntervista apre a una sua
possibile futura uscita di scena - Bisogna poi impedire ad altri paesi,
in particolare alla Turchia, di inviare uomini, armi e ogni sostegno
logistica ai terroristi”.
Samuel Willenberg (1923-2016).
È morto a 93 anni a Tel Aviv Samuel Willenberg, l'ultimo sopravvissuto
al campo di sterminio nazista di Treblinka. A ricordarlo, diversi
quotidiani italiani tra cui la Gazzetta del Mezzogiorno che riporta le
parole della figlia, “era una persona ottimista, vedeva l'aspetto
positivo in tutto. Ma Treblinka non lo abbandonava mai”.
Usa-Italia, la crisi di Sigonella e la “vittoria di Craxi”.
La Stampa torna sull'attacco terroristico dell'Achille Lauro - la nave
sequestrata nel 1985 da un commando palestinese che uccise un
passeggero ebreo americano in sedia a rotelle – riportando la
valutazione dell'allora ambasciatore John Holmes sulla gestione del
caso da parte del Premier italiano Bettino Craxi. Per gli americani,
spiega La Stampa, Craxi fu il vincitore di Sigonella - gli Usa
chiesero la consegna dei terroristi dell'Achille Lauro e del mediatore
Abbas, ma a Sigonella i carabinieri impedirono ai marines di
intervenire -, almeno sul piano della politica interna, perché si
presentò come il difensore della sovranità e dell'orgoglio nazionale.
Il quotidiano torinese racconta inoltre il piano delle autorità
italiane, poi all'ultimo saltato, per salvare gli ostaggi dell'Achille
Lauro.
I triti stereotipi di Dario Fo. “L’equazione
non fa una piega. Per via del vitello d’oro Mosè ordinò l’esecuzione di
donne e bambini e per ovvia conseguenza gli ebrei usano 'la loro
brutalità contro chi segue altre religioni'. Il semplice ragionamento
si articola in una intervista che Dario Fo ha rilasciato a Repubblica,
quasi alla vigilia dei suoi più che rispettabili novant’anni”, racconta
Lea Luzzati su La Stampa. “L’equazione di Dario Fo racchiude il più
trito paradigma dello stereotipo – prosegue Luzzati - che fa del popolo
ebraico un improbabile miscuglio di potere e meschinità. E allora, al
venerando 'laureato', un timido consiglio, leggersi un poco di Bibbia a
tempo perso”.
Musica e Shoah.
Filippo Facci su Libero racconta “l'atroce concorso organizzato dai
nazisti nel 1938” per creare un inno al campo di concentramento di
Buchenwald. Una volta trovato, “Il direttore del campo, Rodl, 'ubriaco
fino a puzzare', continuava a pretendere che tutti ricantassero l'inno
fino a quando non avesse funzionato: l'infernale concerto durò quattro
lunghe ore sotto la violenza dei riflettori”.
Le salme del Secolo breve.
Lo storico Giovanni De Luna, conversando con il Fatto Quotidiano,
tratteggia il Novecento attraverso le rappresentazioni nelle diverse
realtà della morte e delle salme dei morti. Ad esempio, l'ostentazione
dei corpi morti ha una categoria mediorientale, spesso islamica, che si
tratti di ragazzi ammazzati odi ras rovesciati dalla rivoluzione. "In
Palestina, l'Intifada ha una sua strategia mortuaria. - afferma lo
storico - Il corpo dei martiri è ostentato in un rituale politico, che
serve a mantenere compatta la comunità. Al contrario, le vittime
israeliane dei kamikaze pongono un altro problema perché per la
religione ebraica il corpo morto deve essere unito e quindi ci sono
specialisti nella ricomposizione dopo gli attentati".
D'Ancona, erudito e patriota.
Sul Corriere della Sera, Sergio Romano ricorda la figura del grande
intellettuale dell'Ottocento Alessandro D'Ancona. “D’Ancona – ricorda
Romano - discendeva da una famiglia ebrea di Pesaro, aveva fatto i suoi
studi a Torino, riconosceva a Carlo Alberto con gratitudine il merito
di avere abolito le interdizioni giudaiche e di avere conferito agli
ebrei del suo regno una piena cittadinanza. Apparteneva quindi a quella
generazione di ebrei italiani che s i erano profondamente identificati
con i moti unitari”.
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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