6 Marzo 2016 - 26 Adar 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli e Alessandro Treves.
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Gianni Riotta
@riotta
5 mar
Su ostaggi italiani #Libia come su #Regeni non aspettatevi alcuna
verità, il fumo della guerra nasconderà tutto malgrado gli sforzi
italiani
Guido Olimpio
@guidoolimpio
5 mar
Mediatori pensano a piano B per governo di unità in Libia. (Ma che senso ha forzare le cose se non vogliono intesa?)
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#PE24BreakingNews
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Il ministro: "No a guerra lampo"
“Deve
essere chiaro che non ci sono scorciatoie illusorie, esibizioni
muscolari. È vero, il tempo stringe, ma non c’è alle porte nessuna
guerra lampo”. Così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in una
intervista al Sole 24 Ore. “Il governo – afferma ancora – è consapevole
degli errori del passato e sta lavorando per creare le condizioni di
stabilizzazione in Libia. È un’operazione politica prima che militare
ed è questa la grande sfida della comunità internazionale che vede
l’Italia in prima fila”.
Numerose le opinioni pubblicate oggi sui principali quotidiani. Scrive
Maurizio Molinari sulla Stampa: “Il dramma attraversato dai quattro
tecnici di Bonatti evidenzia la dissoluzione della Libia, suggerisce
l’entità dei pericoli che ne conseguono per l’Italia e impone la
necessità di una nuova dottrina sulla sicurezza nazionale”. Osserva
Paolo Mieli sul Corriere: “Assumere il controllo della coalizione è un
grande onore. Ma non guasterebbe anche una coraggiosa valutazione delle
conseguenze che ne possono derivare”.
Per l’ex capo di Stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini,
intervistato dal Corriere, nessun intervento sarebbe possibile in Libia
“senza la richiesta esplicita e circostanziata di un governo, di
un’autorità locale che abbia il controllo del territorio”.
Svolta sui migranti?
Potrebbe essere il summit della svolta sui migranti. Almeno così,
riporta Repubblica, “sperano nelle istituzioni europee e nelle grandi
cancellerie del continente alla vigilia del vertice dei Capi di Stato e
di governo dell’Unione”. Domani si ritroveranno a Bruxelles per un
summit in due tappe: prima l’incontro con il premier turco Davutoglu,
poi una riunione a ventotto. “Con il clima politico tra partner Ue,
segnalano gli sherpa, che sta cambiando: per i più ottimisti dopo mesi
di litigi il vertice può segnare l’inizio della fine della crisi dei
migranti”.
Donne del coraggio. “Hanno
sfidato la morte, il fondamentalismo, l’oppressione. In nome della
propria dignità, ma ancor prima di quella dell’umanità”. Sono le sei
figure femminili a cui Gariwo ha deciso di dedicare un albero e un
cippo, nella data simbolica dell’8 marzo, in occasione della Giornata
dei Giusti, che si celebra oggi in tutta Europa con il sostegno tra gli
altri dell’UCEI (Repubblica).
Saluto romano, parla La Russa. “Se
non c’è niente di più quel gesto da solo va assolto”. Così l’ex
ministro Ignazio La Russa, avvocato difensore, sulla sentenza della
Corte di Cassazione che ha assolto in via definitiva sette
simpatizzanti di estrema destra che a Milano, durante la commemorazione
di Sergio Ramelli, avevano fatto il saluto romano (Il Giorno Milano)
Valdesi in Vaticano. Per
la prima volta in Vaticano una delegazione ufficiale della Tavola e del
Sinodo valdese metodista. “È stato un incontro all’insegna
dell’informalità, della sincerità in cui abbiamo ripreso la valutazione
comune, molto positiva, del nostro incontro di giugno a Torino”
racconta ad Avvenire il moderatore della Tavola Eugenio Bernardini.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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