21 aprile 2016 - 13 Nissan 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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Peter Lerner @LTCPeterLerner 21 aprile
“Palestinians are understanding there is no efficiency in these terror attacks” https://www.washingtonpost.com/
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#PE24BreakingNews |
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Oslo, i diritti del killer di Utoya
La sentenza vinta dal neonazista
“Un
tribunale danese ha riconosciuto una parziale violazione dei diritti di
Anders Behring Breivik, il neonazista che il 22 luglio 2011 massacrò 70
giovani sull'isola di Utoya. Breivik, condannato a 21 anni di
reclusione, aveva fatto causa allo Stato sostenendo di subire in
carcere un trattamento pari alla tortura. “La Corte ha
riscontrato nella vita sigillata del condannato la violazione
dell'articolo 3 della Convenzione europea che vieta tortura e
trattamenti disumani e degradanti – scrive il Corriere della Sera -
troppo duro sopportare la solitudine in cella per 22-23 ore al giorno,
la parete di vetro costituisce una 'misura di sicurezza
sproporzionata', le autorità non hanno fatto nulla per alleviare le
sofferenze del detenuto malgrado il suo comportamento 'esemplare'”.
Hamas, dietro l'attentato a Gerusalemme.
Solo una breve di Avvenire riporta la notizia che dietro l'attentato ad
un autobus di Gerusalemme di lunedì scorso, in cui sono rimaste ferite
21 persone, è stato rivendicato dal gruppo terroristico di Hamas. “La
rivendicazione è giunta poco dopo che le autorità hanno annunciato la
morte di uno due feriti più gravi, che non era stato identificato.
Secondo Hamas era un giovane di 19 anni del campo profughi di Aida,
vicino Betlemme”.
Il manoscritto di Bassani, la donazione al Meis. “Cara
Teresa, senza il tuo aiuto Il giardino dei Finzi Contini non sarebbe
mai stato scritto. Desidero che questi quaderni restino per sempre con
te”, è la dedica scritta da Giorgio Bassani, di cui quest'anno si
celebra il centenario dalla nascita, all'amica Teresa Foscari Foscolo
sul manoscritto originale del Giardino dei Finzi-Contini. Quattro
quaderni cartonati di grande formato, riporta il Corriere della Sera,
che gli eredi della Foscari, in particolare il nipote Ferigo Foscari –
che ricorda la nonna come una “donna colta, libera, spigolosa, faziosa,
bellissima” - ha deciso di consegnare alla Biblioteca comunale Ariostea
di Ferrara. “La convenzione siglata dal detentore con il Comune e
con il Meis – scrive il Corriere - prevede che i quaderni siano esposti
negli spazi di quest'ultimo, non appena il restauro dell'ex carcere
sarà ultimato (gli studiosi disporranno delle copie digitali). Dice il
presidente Dario Disegni: 'II fatto che le carte di Bassani avranno
ospitalità nelle stesse celle in cui lo scrittore fu rinchiuso aggiunge
un notevole significato simbolico'”.
I prodotti casher a Cibus.
“Si attendono 70mila visitatori per il prossimo Cibus, il Salone
dell'alimentazione organizzato da Fiere di Parma e Federalimentare in
programma dal 9 al 12 maggio. Tra le novità, una sezione dedicata ai
prodotti certificati Halal, per i musulmani, e Kosher, per gli ebrei”
(Avvenire).
Sara Netanyahu e l'articolo della Nirenstein.
Il quotidiano israeliano Haaretz torna sulla vicenda della nomina ad
ambasciatore d'Israele a Roma dell'ex parlamentare di Forza Italia e
giornalista Fiamma Nirenstein. Dopo aver rivelato delle indiscrezioni
(smentite da Palazzo Chigi) secondo cui il governo italiano avrebbe
chiesto al Premier israeliano Benjamin Netanyahu di scegliere un'altra
persona per l'ambasciata italiana, Haaretz ha riferito ieri di un
articolo scritto da Nirenstein nel 1996 in cui la giornalista definiva
la moglie di Netanyahu, Sara, “un mostro vestita da first lady”.
Secondo una successiva ricostruzione del quotidiano israeliano, il
testo era presente sul sito ufficiale di Nirenstein e sarebbe stato
rimosso pochi minuti dopo la pubblicazione delle considerazioni di
Haaretz. In Italia, a ricostruire la vicenda, un articolo pubblicato da
Repubblica.
Il genocidio armeno. Sulle
pagine di Tempi, Vittorio Robiati Bendaud ripercorre le vicende del
genocidio armeno “messo in atto dai Giovani Turchi e dagli assassini
loro sodali” un secolo fa per analizzarne il significato.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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