9 Giugno 2016 - 3 Sivan 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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IDF @IDFSpokesperson
9 giugno
Tonight, terrorists killed 3 & injured 5 others in Tel Aviv.2 terrorists were shot. We will not let terror defeat us
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#PE24BreakingNews |
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Italia, il negazionismo ora è reato
In Israele è il terrore a colpirer
La
Camera dei deputati ha approvato ieri sera in via definitiva, a
larghissima maggioranza, il disegno di legge sul negazionismo. La
stampa nazionale (tra gli altri, il Corriere, La Stampa, il Giornale)
riporta la notizia, richiamando le parole del presidente dell'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, presente al dibattito
e alla votazione in aula, che ha sottolineato come con l'approvazione
della legge “si è compiuto l'ultimo atto di uno straordinario impegno
civico e culturale che ha visto protagoniste le massime istituzioni del
nostro paese”. “Con il via libera al dispositivo che introduce una
aggravante di pena per chiunque si renda responsabile di propaganda
all'odio e di negazionismo della Shoah, - ha sottolineato il presidente
Gattegna - l'Italia scrive una pagina storica della sua recente vicenda
parlamentare e dota il legislatore di un nuovo fondamentale strumento
nella lotta ai professionisti della menzogna tutelando al tempo stesso,
con chiarezza, principi irrinunciabili quali la libertà di opinione e
di ricerca”. “Il ringraziamento - conclude Gattegna - va in particolare
a tutti quei parlamentari che con inesauribile passione e impegno hanno
fatto sì che questo risultato potesse essere raggiunto nei modi e nei
tempi più adeguati". La norma introduce la reclusione da 2 a 6 anni,
nei casi in cui la propaganda, l'istigazione e l'incitamento alla
discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali
o religiosi si fondino “in tutto o in parte sulla negazione della Shoah
o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini
di guerra” come vengono definiti dallo Statuto della Corte penale
internazionale (Secolo XIX).
Attentato nel cuore di Tel Aviv.
Quattro persone sono rimaste uccise e almeno una decina ferite, di cui
quattro in modo grave, nell'attentato terroristico che ieri ha scosso
Tel Aviv. Due terroristi palestinesi, poi catturati e ora in custodia
della polizia, hanno aperto il fuoco sulla folla nel mercato Sarona,
nel pieno centro della città, colpendo diversi passanti. “Eravamo
seduti ai tavolini fuori - ha raccontato un giovane testimone - Abbiamo
sentito la prima raffica Tutti si sono messi a correre. Hanno
continuato a sparare per almeno un minuto. Era il panico totale. Poi ci
hanno detto di entrare dentro, di metterci al riparo. Abbiamo aspettato
che mettessero in sicurezza la strada, poi siamo usciti” (La Stampa).
Le autorità israeliane hanno dichiarato che i due terroristi provengono
da una cittadina nei pressi di Hebron, in Cisgiordania. I due, riporta
Paolo Salom sul Corriere, erano cugini. Non è invece stata confermata
la notizia, riportata dai quotidiani italiani (Repubblica e Corriere,
tra gli altri), che i due si fossero travestiti da ebrei ultraortodossi
per passare inosservati. In queste ore il gruppo terroristico di Hamas
ha dichiarato che i due attentatori palestinesi sono suoi
affiliati.
“L'attentato compiuto ieri sera da terroristi palestinesi a Tel Aviv
non può e non deve passare nel silenzio di un'opinione pubblica troppo
spesso distratta. - ha dichiarato in queste ore il presidente
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna -
Rappresenta infatti un nuovo terribile attacco alla democrazia, alla
libertà, alla sicurezza, alla voglia di futuro. Valori che
Israele condivide con l'Italia e con tutto il mondo progredito e che
continuano ad essere minacciati da chi alla cultura della vita
contrappone una ideologia di violenza e di morte. Non ci possono essere
mezze misure e mezze parole nella condanna di un'azione che sconvolge
per la ferocia. Nessuno taccia”.
La Memoria e la Storia di fronte al male.
È il titolo dell'approfondita analisi di Alberto Melloni su Repubblica
rispetto all'introduzione della legge sul negazionismo. “Non è una
questione di isterie accademiche, anche se queste vi sguazzano. Non
sono sottigliezze epistemologiche, anche se vi sono implicate. Non è un
problema del solo occidente europeo, anche se rimbomba forte nella sua
coscienza. - scrive Melloni - È una metamorfosi culturale profonda che
si misura col 'male" da cui nasce la nostra cultura e ne cambia il
destino, invertendo le polarità intellettuali fra storia e memoria, con
conseguenze che ci segnano tutti e che affiorano anche nei dibattiti
tedeschi sul genocidio armeno e nel nostro dibattito sulla legge contro
il negazionismo, approvata ieri dalla Camera”.
Il libro emblema dell'antisemitismo in edicola.
Sabato il Giornale uscirà in edicola con allegato il Mein Kampf. Una
scelta che “fa discutere. - ammette lo stesso quotidiano che intervista
il politologo Luca Gallesi per spiegare la scelta - Ma il
libro-manifesto della follia xenofoba e antisemita di Adolf Hitler è un
documento fondamentale per capire l'orrore della Seconda guerra
mondiale e della Shoah”. Nelle scorse ore, come rileva Il Fatto
Quotidiano, diverse voci hanno criticato la scelta del Giornale.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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