IDENTITA’
Capire Giona con Scholem
Immaginate
una città in cui tutte le luci si spengono alle otto e mezzo di sera.
In giro per le strade non rimane anima viva, eccezion fatta per gli
stranieri. Poiché è tempo di guerra, e la Svizzera neutrale è un buon
posto per sfuggire a eserciti e battaglie, di forestieri a Berna ce ne
sono parecchi. Sono loro ad aggirarsi inquieti dopo il tramonto, a
discutere, a divertirsi, qualche volta a bere più del dovuto. Gershom
Scholem ha appena vent'anni. Se n'è andato dalla Germania per sfuggire
a un conflitto che non condivide. In Svizzera, assieme all'amico Walter
Benjamin, Scholem studia, sogna, s'innamora. È il consueto turbine di
curiosità e d'emozioni dei ventenni. Ma sono tempi straordinari, e i
due —Scholem e Benjamin - non sono certo giovanotti qualsiasi. Irene
Kajon, dell'Università la Sapienza di Roma, ha recuperato alcuni
scritti giovanili di Scholem, testimonianza di questo biennio bernese
(1918-19), e più in generale del lavoro intellettuale del futuro
storico della qabbalah durante il periodo bellico. Sono testi brevi,
spesso allo stato di abbozzo, con la freschezza che aleggia sugli
incompiuti letterari.
Giulio Busi, Il Sole 24 Ore Domenica
5 giugno 2016
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