16 Giugno 2016 - 3 Sivan 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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#PE24BreakingNews |
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"Jihadisti in arrivo dalla Siria
per colpire Francia e Belgio"
Da
Bruxelles arriva l'allarme per il possibile arrivo dalla Siria di un
gruppo di jihadisti intenzionati a colpire in Belgio e in Francia, dove
si stanno svolgendo gli Europei di calcio. A sostenerlo, i servizi
segreti belgi secondo cui terroristi dell'Isis “stanno cercando di
raggiungere l’ Europa, attraverso la Turchia e la Grecia, su
imbarcazioni e senza un passaporto”. Minaccia presa seriamente da
Parigi, da dove arrivano le parole del Primo ministro Manuel Valls:
“Altri innocenti perderanno la vita (La Stampa). Questa guerra durerà
una generazione. Mi si accuserà di generare ancora più ansia, ma è la
realtà”, le parole di Valls, che ha poi difeso le forze dell'ordine
francesi dalle critiche mosse dopo l'attentato compiuto da Larossi
Abballa, il jihadista di Magnanville fedele all'Isis, che lunedì ha
ucciso un poliziotto e sua moglie (Repubblica). Secondo l'ex presidente
francese Nicolas Sarkozy, intervistato da Repubblica, l'Europa non sta
facendo abbastanza per rispondere alla minaccia terroristica, a quella
che definisce la “guerra contro l'islamismo radicale”, e individua tre
punti su cui operare: “Per prima cosa tutti i detenuti islamici devono
essere messi in isolamento per evitare il proselitismo nelle prigioni.
- afferma Sarkozy - Secondo: chiedo la creazione urgente di un servizio
d'intelligence nelle carceri. Terzo: qualsiasi persona straniera o con
la doppia nazionalità che abbia legami con attività terroristiche deve
essere espulsa dal paese”.
Israele, il disertore che scopre le carte di Hamas.
Ha oltrepassato il confine tra Gaza e Israele e si è consegnato nelle
mani dell'esercito israeliano e con lui molte informazioni sul gruppo
terroristico di Hamas e i suoi tunnel. A prendere questa decisione,
secondo fonti palestinesi rilanciate dai media israeliani, un alto
ufficiale delle Brigate Izzad-Dina al Qassam, l'unità d'élite di Hamas.
Le autorità israeliane non hanno confermato la notizia ma sembra che
l'ufficiale abbia detto ai famigliari che andava a fare una camminata,
mentre invece, computer al seguito, si è consegnato a due soldati
oltreconfine che lo stavano aspettando. Le informazioni in suo
possesso, sottolinea La Stampa, potranno essere utili per smantellare
la rete di tunnel del terrore costruita da Hamas nel corso di questi
anni e già duramente colpita da Israele durante il conflitto a Gaza del
2014.
Sanità, la cecità dell'Oms.
Il Foglio denuncia oggi l'atteggiamento dell'Organizzazione mondiale
della Sanità, organismo dell'Onu, che invece che concentrarsi sulle
emergenze quali “il disastro umanitario nello Yemen martoriato dalla
guerra, degli ospedali bombardati dal governo siriano o della crisi in
Venezuela” stila un “report particolare, l'unico dedicato a un solo
paese, sulle 'condizioni sanitarie' in quell'inferno che è Israele
certo peggiore di tutti i luoghi sopracitati, dove urge indagare la
situazione dei, e qui citiamo, 'territori palestinesi occupati' e delle
'alture occupate del Golan'. L'Oms, che si occupa di prevenire le
pandemie, sta contribuendo al contagio dell'odio”.
Orlando, dopo la strage.
Sul Corriere della Sera la testimonianza di alcuni sopravvissuti alla
strage di Orlando, dove un uomo, che aveva giurato fedeltà all'Isis, è
entrato in un locale gay e ha ucciso 49 persone e ne ha ferite oltre
50. Su Repubblica invece un reportage tra i musulmani della città,
comunità che conta 28mila persone in città, “che all'indomani della
strage, - scrive il quotidiano - sconvolta dal massacro compiuto nel
nome dell'Islam, è andata in massa a donare il sangue”. E di Islam
moderato e radicale discute Furio Colombo sul Fatto Quotidiano,
richiamando la Storia per spiegare l'attualità: “ogni religione può
diventare un'arma mortale. Ma è sempre un trucco per coprire la mano
del boia e farci credere che sia la mano di Dio”.
Milano verso il voto, la questione Sumaya.
A tre giorni dal voto decisivo per la scelta del futuro sindaco di
Milano, tiene banco la questione della candidatura di Sumaya Abdel
Qader nelle file del Pd. Il candidato del centrosinistra Beppe Sala ha
condannato gli attacchi espressi dai famigliari di Sumaya contro
Israele ma, accusa il Giornale, la posizione sulla questione della
candidata (che entrerà in Consiglio, con 1.016 preferenze, se domenica
il centrosinistra vincerà il ballottaggio contro Stefano Parisi) non è
chiara.
Milano, la fotografia di Klein in mostra.
Apre oggi al Palazzo della Ragione, a Milano, l'esposizione dedicata al
grande fotografo William Klein (Corriere). In un'intervista al Corriere
Klein, nato a New York del 1928 da una famiglia di ebrei osservanti di
origine ungherese, racconta il suo modo di vedere la vita e la
fotografia.
Tel Aviv al cinema.
Applaudito dalla critica, Repubblica racconta La casa delle estati
lontane, il primo lungometraggio diretto dall'israeliana Shirel Amitay,
incentrato sulla storia di tre sorelle, la casa ereditata nei pressi di
Tel Aviv e l'atmosfera di Israele negli anni Novanta.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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