3 Luglio 2016 - 27 Sivan 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli e Alessando Treves.
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Matteo Renzi
@matteorenzi
2 lug
L'Italia tutta insieme, tutta unita, piange i nostri connazionali
uccisi a #Dacca. I nostri valori sono più forti dell'odio e del terrore
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#PE24BreakingNews
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Bangladesh, orrore jihadista l'Italia manda gli investigatori
Lutto
nazionale per i nove civili italiani trucidati a Dacca da terroristi
islamici. Di fronte alla strage di italiani più grave dopo quella del
novembre 2003 a Nassiriya in Iraq, il governo sceglie di essere in
prima linea al fianco delle autorità bengalesi contro i fondamentalisti
dell’Isis. Il primo ministro Matteo Renzi, per dare il segno del cambio
di strategia, ha deciso di inviare sul posto un team investigativo. Una
decisione, scrive tra gli altri il Corriere (Fiorenza Sarzanini), che
arriva al termine di una notte di consultazioni tra lo stesso Renzi, il
ministro degli Esteri Gentiloni e il sottosegretario all’intelligence
Minniti.
“Siamo come una famiglia – ha detto Renzi, intervenendo a Palazzo Chigi
– che ha subito una perdita dolorosa ma che non ha nessuna intenzione
di darla vinta a chi pensa che la distruzione dei nostri valori sia
l’obiettivo al quale consacrare la propria esistenza. Noi siamo più
forti”.
Di ritorno in Italia il capo dello Stato Sergio Mattarella, che ha
interrotto la sua visita in America Latina e, nella giornata di ieri,
si è limitato a incontri strettamente istituzionali a Città del Messico
“per partecipare al lutto della nazione e rendere omaggio alle vittime”.
Intervenendo al termine dello Shabbat, il presidente UCEI Renzo
Gattegna ha definito l’azione terroristica “un’azione sconvolgente che
conferma la gravità di questa minaccia, in qualsiasi forma essa si
manifesti, contro chiunque sia rivolta, e che non può che trovarci
uniti in una risposta ferma e determinata”.
“C’è chi vuole sconvolgere la nostra quotidianità, facendoci
precipitare in un abisso di paura, barbarie, violenza. C’è chi vuole
distruggere tutti i nostri valori e tutte le nostre conquiste
democratiche. Ma noi, istituzioni e comuni cittadini – ha sottolineato
Gattegna – non glielo permetteremo”.
Elie Wiesel (1928-2016). Scompare
all’età di 87 anni il grande scrittore, intellettuale e Testimone della
Shoah Elie Wiesel, insignito del Nobel per la Pace nel 1986.
“Elie Wiesel ci ha IasciatI: l’annuncio arriva dalla collina dello Yad
Vashem, il memoriale della Shoah a Gerusalemme, ed è come un’eco triste
che risuona ai quattro angoli del mondo, ovunque lui ha vissuto,
scritto, lottato” scrive Elena Loewenthal (La Stampa).
“È morto Elie Wiesel. Aveva 87 anni. No, è sbagliato: aveva i 5776 anni
della memoria ebraica, della sofferenza dei popoli, del mai
dimenticare” osserva Leonardo Coen sul Fatto Quotidiano.
Sul Corriere Fiorentino (Adam Smulevich) un racconto di come fu
scoperto, per caso, sugli scaffali di una libreria del capoluogo
toscano, il suo capolavoro La notte, la cui pubblicazione diede avvio
all’avventura della casa editrice ebraica La Giuntina.
Ugo Sacerdote (1924-2016). Se
ne è andato anche l’ex partigiano Ugo Sacerdote. Di origine ebraica,
aveva subito le leggi razziste e combattuto con Giustizia e Libertà.
Ricorda La Stampa: “È stato presidente del comitato di coordinamento
delle associazioni partigiane piemontesi, oggi al suo posto c’è Bruno
Segre. Sacerdote era amico e allievo di Emanuele Artom, catturato dai
nazisti mentre erano in un’azione insieme”.
Cinquestelle in Medio Oriente. Con l'obiettivo Gaza. Puntano
ad entrare a Gaza i parlamentari grillini (tra cui Manlio Di Stefano,
non proprio un amico di Israele) che prenderanno parte alla missione
del Movimento Cinquestelle che, nei prossimi giorni, partirà alla volta
di Gerusalemme, Tel Aviv e della Cisgiordania. Nella prima parte del
viaggio, organizzato assieme all’ambasciata italiana, scrive la Stampa,
“ci saranno incontri con esponenti della società civile di Israele,
associazioni e intellettuali”. Ancora il programma non è completo, ma
dovrebbe comunque prevedere “una visita al museo dell’Olocausto e un
faccia a faccia con qualche autorità politica”. Nella seconda parte i
grillini saranno invece a Gerusalemme, incontreranno anche qui
associazioni e autorità palestinesi, prima di spostarsi al confine con
la Striscia con l’obiettivo di passare dall’altra parte del confine.
L'analisi dell'ambasciatore. “Dire
che gli israeliani sbagliano non è antisemitismo. La critica della
politica di Israele è il nostro pane quotidiano. Ma associarlo a ogni
male è antisemitismo. Invece di odiare i singoli ebrei si sceglie di
odiare lo Stato ebraico. Oggi dire che lo Stato ebraico ha la
responsabilità della guerra, che gli ebrei uccidono deliberatamente i
bambini palestinesi è una manifestazione di odio che risale a 2000 anni
fa”. Così l’ambasciatore israeliano a Londra, Mark Regev, in un
colloquio con Alain Elkann (La Stampa).
L'Islam e le masse. Sull’inserto
La Lettura del Corriere, una riflessione di Donatella Di Cesare su
Jihad, Islam politico e mobilitazione delle masse.
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