17 Luglio 2016 - 11 Tammuz 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli e Alessandro Treves.
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Paolo Gentiloni
@PaoloGentiloni
16 lug
#Turchia al telefono con @MevlutCavusoglu: soddisfazione per il
prevalere della mobilitazione popolare e della difesa delle istituzioni
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#PE24BreakingNews
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Nizza, ancora italiani dispersi
L'azione
terroristica a Nizza e il fallito golpe in Turchia continuano a
monopolizzare l'attenzione dei media. "Una giornata col fiato sospeso,
in un’altalena di buone e cattive notizie. E più spesso di notizie che
non arrivano. Sono una decina gli italiani 'desaparecidos' nella strage
di Nizza. Molti meno rispetto ai 31 che si contavano ieri mattina -
scrive il Corriere - ma ancora troppi per chi cerca di sapere che fine
hanno fatto un parente o un amico".
È caccia intanto, da parte statunitense, al terrorista siriano Abou
Mohammed al-Adnani. Supervisore del fronte esterno dell'Isis, coordina
i combattenti in Occidente, come a Parigi o Bruxelles. Ma è anche
l'ispiratore, attraverso i suoi sermoni, spiega Guido Olimpio, “delle
azioni dei lupi solitari, dal killer di Orlando all'assassino di
Nizza”.
Sul Mattino, una intervista-appello dell'ambasciatore israeliano Naor
Gilon: "L'Europa deve fare presto. Ha il dovere di muoversi adesso,
senza ulteriori ritardi, perché altrimenti - oltre al rischio di nuovi
attentati, oltre alla minaccia terroristica jihadista - prenderanno il
volo altri fenomeni non meno pericolosi: a cominciare dalla xenofobia,
dal populismo e dai vari estremismi locali".
Scrive il presidente emerito dell'Assemblea rabbinica italiana rav
Giuseppe Laras sul Corriere: "Non è la prima volta e neppure l’ultima,
siamo solo agli inizi. Non è nemmeno nuova l'idea di lanciarsi con
mezzi motorizzati, più o meno grandi, contro la popolazione inerme.
L'attentatore ha imparato dagli attentati di Hamas contro gli ebrei
israeliani (per chiarire che Fratelli Musulmani, Hamas, Hezbollah e
Daesh, pur diversi e concorrenti, rispondono a dottrine mortifere non
dissimili). Non è nuova l'impreparazione di politici, critici
televisivi e intellettuali, anche blasonati, a decifrare i fatti.
Continua la politica suicida e ostinatamente ideologica per cui l'Islam
non c'entra nulla".
I 90 anni di Arrigo Levi. Compie
90 anni Arrigo Levi, grande giornalista, scrittore e consigliere
politico, che ripercorre oggi sul Corriere le tappe più importanti
della sua vita. "Semplicemente, mi è capitata la fortuna di fare quello
che volevo fare" risponde quando gli si chiede quale sia stato il
principale insegnamento ricevuto dalle sue esperienze in diversi ruoli:
combattente in difesa di Israele, giornalista, consigliere di
presidenti della Repubblica, padre. "Oggi, ufficialmente, Levi compie
novanta anni. Ufficialmente perché in famiglia il suo compleanno viene
festeggiato il 16 luglio, il 17 fu il giorno della registrazione
anagrafica della nascita".
La Turchia dopo il golpe fallito. Dove
va la Turchia? Sono in tanti a chiederselo in chieste ore. "Guerra
dentro e guerra fuori, tutto il contrario dello slogan ereditato da
Ataturk, il fondatore della Turchia moderna: questa è in sintesi la
situazione che stavivendo un Paese chiave per la stabilità
internazionale. Dalla drammatica prova del golpe fallito emerge un
Erdogan più forte all'interno, ma forse una Turchia più vulnerabile e
paradossalmente più isolata sul piano internazionale, soprattutto se
non si chiariranno i rapporti ambigui con gli Stati Uniti, la Nato e la
stessa Unione europea" scrive Alberto Negri sul Sole 24 Ore. Non basta
la ripresa delle relazioni con Israele e Putin, si legge ancora. La
Russia non è più come prima soltanto un partner economico e del gas,
"ma una superpotenza con cui la Turchia confina nella Siria di Assad,
alle porte di casa, in un'area come quella curda ultrasensibile per la
sua stessa definizione di Stato unitario". Quella che si gioca sulla
frontiera siriana per la Turchia ma anche per l'Occidente è così "una
partita vitale e assai pericolosa".
L'Italia, Israele e la sfida al terrorismo. Ampia
riflessione sull'Italia e la lotta al terrorismo dell'ex presidente del
Consiglio Romano Prodi (Il Messaggero): "Col progredire del pericolo –
scrive Prodi – si sono naturalmente moltiplicati anche gli apparati di
sicurezza, che comprendono ora alcune stazioni ferroviarie e centri
commerciali. E quindi gli stadi dei campionati di calcio e le più
grandi manifestazioni religiose. Ma li possiamo estendere a tutte le
scuole, a tutte le strade, a tutti i teatri e a tutte le chiese? Tra i
Paesi minacciati dal terrorismo lo ha fatto soltanto Israele che
tuttavia, pur pagando un elevatissimo prezzo in termini di normalità
della vita quotidiana (saremmo in grado di farlo anche noi?) è riuscito
a ridurre ma non certo ad eliminare gli attentati sanguinosi contro la
propria popolazione".
Con queste osservazioni, sostiene Prodi, "non voglio certo invitare a
limitare gli sforzi specifici per proteggere la nostra sicurezza, anche
perché essi sono uno strumento indispensabile per diminuire i pericoli
e per garantire lo svolgimento della vita normale dei cittadini".
Dobbiamo tuttavia avere coscienza, aggiunge, "che tutto ciò è una
condizione necessaria ma non sufficiente, soprattutto da quando gli
attentati e gli attentatori si vestono con gli abiti delle persone
normali e fanno uso degli strumenti normali e indispensabili della
nostra vita quotidiana".
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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