7 agosto 2016 - 3 Av 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli.
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IDF @IDFSpokesperson
6 agosto
44 yrs after Munich, we remember the victims. In their honor we salute our largest-ever delegation #RioOlympics.
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#PE24BreakingNews
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Bruxelles, torna l'incubo jihad
Terrorista ferisce due poliziotte
Nel
pomeriggio di ieri, intorno alle 16, un uomo ha attaccato a colpi di
machete due poliziotte a Charleroi, cittadina a sud di Bruxelles.
L'attentatore, ucciso da una terza agente, prima di colpire ha urlato
Allah Akbar. Le autorità belghe, riporta il Corriere, indagano per
capire se si tratti di un attacco dei cosiddetti lupi solitari o se
fosse un attentato pianificato da lontano. La Stampa spiega invece come
Charleroi sia diventata una culla di foreign fighters e base del
terrorismo dell'Isis in Europa: “e qui che Amedy Coulibaly ha comprato
le sue armi, utilizzate nell'assalto al supermercato Hyper Cacher di
Parigi due giorni dopo la strage di Charlie Hebdo”. E sempre a
Charleroi sono stati arrestati negli scorsi mesi uomini di una cellula
jihadista che “stava progettando un attentato contro gli ebrei a Parigi
subito dopo le stragi del 13 novembre scorso”. Ma è tutto il Belgio, in
particolare Bruxelles ad essere “una fucina di Jihadisti”, scrive
Repubblica: da qui sono partiti tra 400 e 500 foreign fighters, il
numero più alto tra i paesi europei in proporzione alla popolazione.
Bloccare i finanziamenti islamisti.
Secondo la procura antimafia italiana “I principali attentati di
matrice islamica sono stati preceduti da invio di denaro agli esecutori
materiali”. Sotto controllo dunque tutto il sistema dei money transfer,
spiega la Stampa, ma i jihadisti si finanziano anche in altri modi come
ha accertato, ad esempio, il Nucleo di polizia tributaria di Torino con
l'operazione 'Araba fenice', che nei mesi scorsi – riporta il
quotidiano torinese - ha portato a galla un giro d'affari da 70 milioni
di euro legato all'acquisto di macchinari agricoli usati, riferito a
soggetti in contatto con Hezbollah e considerati vicini ad altre
organizzazioni terroristiche quali Jamaa Al Islamya”.
“Musulmani, denunciate i jihadisti”.
L'appello del ministro Angelino Alfano che, intervistato dal
Messaggero, sottolinea come in Italia ci sia una buona collaborazione
tra le autorità e le comunità islamiche ma queste ultime “faticano
ancora ad avere un atteggiamento di assoluta intransigenza” nei
confronti dei radicalisti. Alfano poi risponde alle critiche del
vicepresidente della Camera Di Maio secondo cui aver messo a
disposizione degli Usa le basi per attaccare la Libia (e Sirte in
particolare, l'ultimo avamposto dell'Isis nel Paese, scrive il Corriere
raccontando la roccaforte islamista) espone il nostro paese al
terrorismo: “Noi - afferma Alfano - lavoriamo per prevenire il rischio,
il livello di attenzione è altissimo, l'azione di prevenzione efficace
e i 5Stelle non sono grandi maestri in politica estera e di sicurezza,
se consideriamo le performance di Di Battista sulla Nigeria e Boko
Hamm, e i discutibili contenuti delle missioni in Israele e Palestina
dello stesso Di Maio”.
Rio, lo spirito olimpico manca ai libanesi.
La delegazione olimpica libanese ha impedito con la forza alla
delegazione israeliana di salire su di un bus diretto allo stadio
Maracanà. A raccontare l'episodio, il velista israeliano Udi Gal che
sui social scrive: “è successo che ci siamo trovati a dividere il bus
con i libanesi, ma quando se ne sono resi conto non ci hanno fatto
salire” (Gazzetta dello Sport). “I vertici del Comitato olimpico –
scrive Gianni Riotta nel suo editoriale in prima dedicato alle
Olimpiadi in corso a Rio - provano a far passare il brutto caso sotto
silenzio, ma Gal posta tutto nella sua pagina Facebook. Giusto in tempo
per scoprire che Facebook ha dimenticato di inserire la bandiera di
Israele tra gli emoji dei Giochi, salvo far imbarazzata retromarcia di
fronte alle proteste”.
Rivoluzione nel kibbutz Kerem Shalom.
In una riunione degli abitanti di Keren Shalom, kibbutz che s'infila
nell'angolo tra Israele, Egitto e la Striscia di Gaza, è stato deciso
di cambiare “lo statuto e trasformarsi da compagni in soci: stipendi
differenziati, case e terreni a prezzi (quasi) di mercato, apertura
verso chi lavora fuori e vuole vivere qui senza dover condividere le
mansioni o i guadagni”, racconta il Corriere.
Venezia, gli ebrei e l'Europa. Spazio
sul Corriere Lettura alla mostra curata da Donatella Calabi, esposta
fino al 13 novembre a Palazzo Ducale a Venezia, e dedicata ai 500 anni
del Ghetto. “Non è solo un'indagine su uno spicchio di città nel
sestriere di Cannaregio, che conta alcune delle più belle sinagoghe
d'Europa, ma la ricostruzione di un intero ambiente culturale, quello
della Serenissima dal Rinascimento alla modernità, dei continui scambi
culturali (linguaggio, artigianato, costumi) con la comunità ebraica.
'Una vicenda di permeabilità' scrive Calabi”.
Il poligamo Piccardo. “Sala
celebra le unioni tra coppie di fatto? Se è solo una questione di
diritti civili , anche la poligamia lo è. Lo Stato regolamenti le nozze
plurime”. Una rivendicazione, riporta il Corriere, che ha il sapore
della provocazione, quella firmata su Facebook da Hamza Piccardo,
fondatore dell’Unione delle comunità islamiche (Ucoii) e padre di
Davide, portavoce del Coordinamento d elle associazioni islamiche
milanesi (Caim). Alle polemiche che ne sono seguite ha risposto il
sindaco Sala: “È ora di finirla di attribuire chissà quale vicinanza
mia e della mia giunta a Piccardo. Personalmente condivido molto poco
del suo pensiero, certamente non le recenti dichiarazioni sulla
poligamia. Con il mondo islamico come con ogni comunità della nostra
città si dialoga, ma io non ho certo un rapporto privilegiato con il
signor Piccardo, proprio no”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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