Roberto
Della Rocca,
rabbino
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Secondo
il Midràsh con l’espressione “Vahì”, “e avvenne”, che ricorre 24 volte
in tutta la Bibbia, viene annunciata una storia tragica. Un esempio
emblematico è quello del Libro di Ester, che seppur a lieto fine, è
pervaso da angoscia. Viceversa, quando la Bibbia inizia un capitolo con
la parola “Vehaià”, “e avverrà”, ci sta introducendo in una storia
lieta e luminosa. Secondo la regola grammaticale ebraica, la “Vav
aippuch”, la vav conversiva, il verbo viene trasformato da passato in
futuro. Possiamo dedurre da ciò che ogni volta che restiamo ostaggio di
un passato nostalgico e di un “c’era una volta”, possiamo solo
compiangerci. C’è da gioire, viceversa, ogni qualvolta che riusciamo a
trasformare il passato in un progetto futuro.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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Scrive
Magdi Cristiano Allam in un suo post su Facebook: “Con quale coraggio
il governo allestisce le tendopoli per accogliere cittadini italiani
che hanno subito un terremoto le cui conseguenze sono paragonabili a
quelle di una guerra vera, quando ospitiamo in comodi alberghi a tre
stelle e residence oltre 100 mila clandestini che al 95 per cento sono
dei parassiti che ci prendono in giro raccontandoci di essere in fuga
da fantomatiche guerre?”
Ora, si sa, per certi versi Magdi Allam è un amico di Israele, e di
amici Israele ha bisogno. Ma Allam è giornalista, conferenziere,
opinionista pubblico. Le sue parole producono pensiero e lo diffondono.
Presi a sé stanti, gli argomenti di Allam sono assolutamente leciti e se ne potrebbe discutere all’infinito, ma è
corretto e onesto mettere in relazione le tendopoli dei terremotati con
l’accoglienza agli immigrati e con la loro identificazione come
rifugiati politici o terroristi? Questa mescolanza di problemi diversi
non è una semplificazione pericolosa che rischia di apparire demagogica?
Ci si chiede allora quale sia il ruolo dell’opinionista, oltre che
quello di esprimere la sua personale opinione. Ci si chiede se la
personalità pubblica non debba sentire anche la responsabilità delle
idee che diffonde, dei collegamenti logici che mette in atto. Ci si
chiede se collegare i terremotati ai costi degli immigrati (piuttosto
che agli sprechi dei parlamentari, alle tangenti mafiose, agli stipendi
e ai bonus dei dirigenti delle aziende statali, alle pensioni dei
magistrati) non sia un modo di produrre confusione nelle menti semplici
e di diffondere sospetto e pregiudizio; odio, alla fine.
È questo il ruolo dell’opinionista?
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"Meis, cantiere sul futuro"
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“Un
cantiere aperto sul futuro”. La direttrice del Museo Nazionale
dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, Simonetta Della Seta,
racconta in un’ampia intervista al Quotidiano Nazionale i progetti e le
sfide più significative dei prossimi anni. Un lavoro intenso, al centro
della prossima Festa del libro ebraico che si svolgerà nel fine
settimana nella città estense (l’iniziativa è stata presentata ieri
alla stampa). “I musei oggi – afferma Della Seta – non sono luoghi del
passato, di oggetti in vetrina, ma poli esperienziali che servono a
sollecitare l’identità delle persone, ad aggiungere storie alla nostra
conoscenza. Sono luoghi di suggestione, tanto più un museo ebraico”.
Il governo francese al lavoro per affrontare il tema dei finanziamenti
e dell’impegno culturale e valoriale dei suoi cittadini islamici (la
seconda comunità religiosa del paese). Il ministro dell’Interno
Cazeneuve ha organizzato ieri una giornata di incontri con i
rappresentanti del Consiglio francese del culto musulmano, personalità
della società civile e parlamentari, per lanciare una fondazione che
dovrebbe “fare emergere un Islam radicato nei valori della Repubblica”
(Corriere).
Dopo tanti sorrisi, il momento delle lacrime. Lo straordinario attore
americano Gene Wilder, malato da tempo di alzheimer, se ne è andato.
Nato nel 1933 in una famiglia ebraica di origine russa, fortemente
segnato da questa identità nella sua vita e nella sua carriera, Wilder
era l’attore preferito di Mel Brooks. “La chiave di volta della
popolarità e della simpatia di Wilder – si legge sul Corriere – sta nel
suo aspetto stralunato, un Pierrot surreale e stupefatto, lunare e
azzurro come gli occhi, quella faccia spiritata e quei riccioli
semoventi che lo rendevano quasi un cartoon ma cui Brooks aveva
regalato gag e battute indimenticabili nella più fortunata parodia
horror”.
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APPUNTAMENTO A FERRARA Da Casale Monferrato a Lecce
cresce la rete della cultura Da
Casale Monferrato a Lecce, da Trieste a Roma, cresce attraverso la
Penisola la rete culturale dei musei ebraici italiani. Il numero di
settembre attualmente in distribuzione del giornale dell’ebraismo
italiano Pagine Ebraiche contiene fra l’altro un dossier dedicato al
mondo dei musei ebraici in Italia e in Europa che non ha certo la
pretesa di offrire un quadro completo di un mondo sempre più complesso,
ma vuole offrire molti spunti di riflessione. Nel dossier una cartina,
ancora provvisoria ma già ricca di indicazioni, che qui riportiamo
nella sua versione aggiornata, segna i punti di alcune delle esperienze
più significative attraverso l’Italia. Solo l’inizio di un progetto
mirato a portare in evidenza la nuova rete dei musei che dovrà essere
rinnovato a cadenza regolari per seguire i diversi progetti vivi e che
vedrà a Ferrara un significativo momento di incontro la prossima
domenica, 4 settembre, in occasione della Festa del libro ebraico e
delle altre manifestazioni attorno al nascente Museo Nazionale
dell’ebraismo italiano.
MUSEO EBRAICO DI ASTI
Nei locali dell’antico tempio della città, espone oggetti liturgici e testimonianze della presenza ebraica ad Asti
info@israt.it
COMPLESSO MUSEALE EBRAICO DI CASALE MONFERRATO
È formato dal Museo degli Argenti, con la sua grande collezione di arte
ebraica, dal Museo dei Lumi, che ospita Chanukkiot d’arte
contemporanea, e dall’antica sinagoga.
www.casalebraica.info
MUSEO EBRAICO “C. e V. WAGNER” DI TRIESTE
Espone oggetti delle tre sinagoghe sorte in città tra il 1748 e il 1825
e smantellate con l’inaugurazione del Tempio maggiore nel 1912
www.triestebraica.it/museoebraicotrieste
MUSEO EBRAICO DI VENEZIA
Nel campo del Ghetto Novo, tra le due più antiche sinagoghe veneziane,
dal 1954 espone esempi di manifattura orafa e tessile databili tra il
XVI e il XIX
www.museoebraico.it
MUSEO DELLA PADOVA EBRAICA
Si trova nell’edificio che un tempo ospitava la Sinagoga Tedesca. Al
suo interno, un’installazione audiovisiva e oggetti della vita ebraica
padovana
www.moked.it/padovaebraica/museo-della-padova-ebraica/
MEB MUSEO EBRAICO DI BOLOGNA
Nella zona dell’ex-ghetto ebraico, si trova nel cinquecentesco palazzo
Pannolini. La sezione permanente è incentrata sul tema dell’identità
ebraica
www.museoebraicobo.it/
MUSEO EBRAICO “F. LEVI” SORAGNA – PARMA
Dedicato alla memoria di Fausto Levi che lo inaugurò nel 1981, espone
le testimonianze della presenza ebraica in città dal Seicento
www.museoebraicosoragna.net
MUSEO EBRAICO DI FERRARA
Il Museo nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah (MEIS) è in via
di realizzazione e sorge nell’ampio complesso delle ex carceri
cittadine.
www.meisweb.it
Al momento il museo della Comunità è chiuso a causa del terremoto del
2012. Si trova nel cuore della città medievale, dove una volta sorgeva
il ghetto
museoebraico@libero.it
MUSEO EBRAICO DI FIRENZE
Fondato nel 1981 all’interno della Sinagoga maggiore, ospita una ricca collezione di oggetti cerimoniali d’arte ebraica
www.moked.it/firenzebraica/orari-museo/
MUSEO EBRAICO “Y. MARINI” LIVORNO
Situato nell’oratorio Marini, espone alcuni degli arredi un tempo
custoditi nella Monumentale Sinagoga, eretta a partire dal 1593
www.moked.it/livornoebraica/servizi/museo/
MUSEO EBRAICO DI PITIGLIANO
Del complesso sono visitabili la sinagoga del 1598, il bagno rituale,
la cantina e il macello, l’antica tintoria, il forno delle azzime e la
mostra di cultura ebraica
www.lapiccolagerusalemme.it
MUSEO EBRAICO DI ROMA
All’interno del complesso del Tempio Maggiore, offre una preziosa raccolta risalente ai secoli del ghetto (1555-1870)
www.museoebraico.roma.it
MUSEO SINAGOGA S. ANNA TRANI
Ospita i reperti della storia ebraica cittadina posseduti
dall’Arcidiocesi e numerosi documenti archivistici legati alle famiglie
ebraiche
www.sinagogatrani.sistemab.it
LECCE EBRAICA MEDIEVALE “PALAZZO TAURINO”
Il sito su cui sorge è il fulcro dell’antico quartiere ebraico
cittadino e vi si trovava l’antica sinagoga della giudecca leccese
www.palazzotaurino.com
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LE VALUTAZIONI DELL'EX CAPO DEL MOSSAD Le inquietudini di Tamir Pardo: "Paese a rischio se ci dividiamo"
Parlando
a una cerimonia organizzata per commemorare i soldati drusi caduti per
difendere Israele, l’ex capo del Mossad Tamir Pardo (nell’immagine
d’archivio al fianco del capo dello Shin Bet Yoram Cohen) ha lanciato
un chiaro monito ai vertici politici e alla società. “Alla fine della
giornata, ci sono molte cose che ci uniscono rispetto a quelle che ci
dividono, ma ci sono coloro che dall’interno della società israeliana
preferiscono enfatizzare le divisioni. Non posso puntare il dito contro
un gruppo o un leader singolo; questo fenomeno esiste in tutti i
settori del nostro paese”, ha dichiarato l’ex numero uno dei servizi
segreti israeliani, aggiungendo che “se una società divisa sorpassa una
certa linea, si può arrivare, nel più estremo dei casi, alla guerra
civile”. Parole forti, quelle di Pardo, per porre l’attenzione su un
trend a suo dire molto preoccupante. Leggi
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L'INIZIATIVA DI RADIO RADICALE
L'ebraismo italiano e Israele,
a confronto con la presidente
L’impegno
ebraico al fianco delle popolazioni colpite dal terremoto, Israele e il
futuro del Medio Oriente, i grandi temi di politica italiana ed estera.
Ma anche uno sguardo sul ruolo, le prospettive, le prerogative delle 21
Comunità dell’ebraismo italiano.
Questi e molti altri argomenti hanno segnato la partecipazione della
presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni
a Transnazionale, appuntamento quotidiano di approfondimento che Radio
Radicale ha voluto dedicarle nella giornata di ieri. Condotto da
Francesco De Leo, lo spazio serale di confronto è stato aperto alle
domande di alcuni giornalisti. In studio, accanto alla presidente Di
Segni, l’ex direttore dell’Unità Peppino Caldarola. In collegamento
telefonico invece il direttore de La Stampa Maurizio Molinari oltre ad
Anna Momigliano e Gad Lerner.
Qua il link alla trasmissione
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lutto nel mondo del cinema Gene Wilder (1933-2016)
Il
suo urlo “si… può… fa-re!” (“It could work, nella versione originale)
in Frankestein Junior è una di quelle scene che rimarrà per sempre
nella storia del cinema. Così come la sua interpretazione
dell’eccentrico Willy Wonka in La fabbrica di cioccolato o del
paranoico e impacciato Leo Bloom in Per favore, non toccate le
vecchiette (The Producers). Gene Wilder è scomparso ieri all’età di 83
anni ma i suoi film, come dimostrano le tante testimonianze di affetto
di queste ore, continueranno ad accompagnarci. Molte le classifiche
delle scene migliori dei suoi film pubblicate dai quotidiani
internazionali e sui social network – oltre a quelli già citati,
Mezzogiorno e mezzo di fuoco, Tutto quello che avreste voluto sapere
sul sesso* (*ma non avete mai osato chiedere), Nessuno ci può fermare,
sono i più gettonati – a dimostrazione di quanto l’ironia di Wilder,
figlio di una coppia di ebrei polacchi (la madre) e russi (il padre),
sia diventata famigliare per milioni di persone. Un’ironia mai volgare,
anche quando spinta, velata di una malinconia che aveva radici lontane.
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Freud, l'Esperanto, l'Ebraico
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Un
canto vuol dire riempire una brocca, anzi, meglio, rompere la brocca.
Romperla in pezzi. Nel linguaggio della Qabbalah potremmo forse
chiamarlo: Vasi infranti. (H. Leivick)
1897. È un anno particolarmente denso di significati per la recente
storia dell’ebraismo. A Basilea, Theodor Herzl riunisce il primo
congresso del movimento sionista. A Est, si riunisce il primo congresso
del Bund, la prima organizzazione socialista nell’impero zarista. Nello
stesso anno Sigmund Freud elabora la teoria dell’Edipo. Sullo sfondo
del lutto per la perdita del padre, e in risposta all’antisemitismo,
Freud aderisce al movimento internazionale dei B’nai B’rith.
L’atto di nascita del progetto di Ben Yehuda, è un articolo del 1878 in
cui si faceva appello agli ebrei di parlare solo in ebraico. L’atto di
nascita dell’esperanto, è del 1887. Non è un caso che la denominazione
sia la stessa dell’inno nazionale ebraico, l’Hatikvah (speranza).
David Meghnagi, Consigliere UCEI
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Storie - Ernst Nolte
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Con
la morte di Ernst Nolte a 93 anni la settimana scorsa, scompare il
padre del revisionismo nel Novecento. Il controverso storico e filosofo
tedesco, originario di Witten, allievo di Heidegger, professore di
storia contemporanea all’università di Marburgo e alla Freie
Universitat di Berlino, ebbe il merito nel 1963 con il suo saggio Il
fascismo nella sua epoca di sviscerare gli elementi e le radici comuni
al fascismo italiano e al nazismo hitleriano, invitando poi a non
ignorare le storture del comunismo sovietico e la portata degli altri
stermini.
La sua determinazione a liberare la Germania da “Il passato che non
passa”, come s’intitola il suo articolo pubblicato il 3 giugno 1986 sul
quotidiano “Frankfurter allgemeine zeitung”, sviluppato l’anno
successivo nel volume “La guerra civile europea 1917-1945”, lo fece
scivolare però nei due decenni successivi su posizioni, come lo accusò
Habermas, di “giustificazionismo”.
Mario Avagliano
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