4 settembre 2016 - 1 Elul 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli.
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Le urne preoccupano la Merkel Nell'ex Ddr avanza l'ultradestra
Sarà
un test significativo, più che altro simbolico, quello di oggi in
Meclemburgo-Pomerania, il Land più agricolo della Germania, che va alle
urne con sondaggi che preoccupano la cancelliera Angela Merkel, che ha
il suo collegio elettorale qui. La Alternative für Deutschland, partito
di destra populista capeggiata da Frauke Petry, infatti è data al 23
per cento nei sondaggi. Ha superato la Cdu di Merkel, ed è a un filo
dalla Spd. Secondo alcuni, potrebbe diventare il primo partito. “Non è
minimamente un test di valore nazionale. - scrive il Corriere della
Sera - Ciò nonostante, i media tedeschi e internazionali lo stanno
gonfiando. E, in effetti, qualcosa racconta: che la questione rifugiati
è al top delle ansie della Germania persino dove i rifugiati sono
praticamente assenti. E che la signora Merkel è ritenuta l'origine del
flusso di profughi”. Intanto in Francia, Marine Le Pen, del populista
Front National, torna a parlare e lancia lo slogan per la sua campagna
per le presidenziali: “La Francia pacificata”.” Basta buonismi io
salverò la Francia”, dichiara la leader dell'ultradestra, che parla di
frontiere da chiudere e soffia sulla paura del terrorismo islamista.
Israele e la guerra all'Isis. Sergio
Romano sul Corriere risponde a un lettore che si chiede perché Israele
non stia combattendo direttamente l'Isis. “Gli israeliani sanno che una
eventuale azione militare contro l'Isis – spiega Romano, riprendendo
anche esempi del passato - consentirebbe al 'Califfo' di proclamare la
'guerra santa' contro lo Stato ebraico e di mettere in imbarazzo alcuni
Paesi musulmani. Gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali ne sono
consapevoli e non mi risulta che facciano pressioni sul governo di
Gerusalemme per coinvolgerlo”.
Festa del Libro Ebraico protagonista a Ferrara. Dopo
la grande partecipazione ieri sera al concerto d'apertura con l'Avishai
Cohen Quartet, preceduto dagli interventi di autorità e istituzioni,
tra cui quello della presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Noemi Di Segni, la Festa del Libro ebraico di Ferrara sarà
protagonista anche oggi in città. Ad aprire la giornata, ricorda
Repubblica Bologna, “alle 9.30 il dialogo sugli 'Stampatori ebrei a
Ferrara', a cui parteciperanno il rabbino capo di Ferrara, Luciano
Caro, e il direttore della testata Pagine Ebraiche, Guido Vitale,
seguito alle 10.30 dalla tavola rotonda "La partecipazione degli ebrei
italiani alla Prima guerra mondiale" con Alberto Cavaglion, Carlotta
Ferrara degli Uberti, Gadi Luzzatto Voghera e Anna Quarz. Anche La
Stampa e Libero sottolineano i tanti incontri di rilievo organizzati
nella cornice della Festa.
La poesia di Philip Schultz.
Avvenire intervista il poeta ebreo americano Philip Schultz, tra i
protagonisti del Festival Letteratura di Mantova. Schultz racconta così
il suo rapporto con l'ebraismo: “Non sono mai stato particolarmente
osservante, ma ho sempre amato la tradizione e i rituali della sinagoga
Entrare in relazione con questa parte della mia identità non è stato
semplice, proprio per l'importanza che la parola scritta ha nella
religione e nella cultura ebraiche. Oggi, però, sono del tutto a mio
agio in questa dimensione. A volte mi invitano a leggere i miei versi
in sinagoga e so per certo che, quando vengono tradotte in ebraico, le
mie parole conservano il tono dell'originale inglese. Forse questo
accade perché la poesia è la mia vera forma di spiritualità. Sono un
grande ammiratore di Dante, tra l'altro, e nel mio ultimo libro, il
romanzo in versi The Wherewithal ("Lo stretto necessario'; ndr), ho
provato a raccontare la persecuzione degli ebrei sotto il nazismo
prendendo a modello l'Inferno”.
Milano Capitale ebraica.
Per secoli agli ebrei non fu concesso di vivere all'interno di Milano,
poi, quando le porte della città si aprirono, l'improvviso incremento
della presenza ebraica in città. Una realtà però che poco più di un
secolo dopo, scrive Giulio Busi sul domenicale del Sole 24 Ore,
riprendendo il libro di Rony Hamaui sull'ebraismo milanese (Il Mulino),
sarà dimezzata dalla Shoah. La crescita demografica ebraica, continua
Busi, "riprende fino a metà degli anni Settanta" ma negli ultimi
decenni è in declino. "La comunità di Milano - aggiunge il filologo -
continua a essere motore importante. Secondo Hamaui, la minaccia più
seria alla sopravvivenza dell’ ebraismo milanese viene oggi dalla sua
demografia, ovvero dai matrimoni misti e dalla bassa natalità.
Reinventarsi, azzardare il nuovo: è un compito ebraico, milanese,
europeo. In fondo, i numeri non sono tutto”.
Mondiali: Italia-Israele, la sfida. Domani
le due nazionali di calcio si sfideranno in Israele per la prima
partita del girone di qualificazione ai mondiali 2020. A raccontare la
squadra israeliana, un articolo del Corriere dello Sport. Repubblica
invece intervista una vecchia conoscenza del calcio italiano, Tal
Banin, primo israeliano a vestire la maglia di una squadra di Serie A,
il Brescia. Banin aveva già raccontato di quegli anni passati in Italia
e del suo legame con Brescia in un'intervista pubblicata sul notiziario
UCEI Pagine Ebraiche 24.
Roma Club Gerusalemme.
“Ci sono solo squadre miste, con ebrei, arabi, drusi, cristiani, di
qualsiasi nazionalità”, così Samuele Giannetti, vice presidente del
Roma Club Gerusalemme, racconta a La Stampa l'iniziativa legata alla
società calcio della Capitale per agevolare la convivenza e la cultura
sportiva nelle diverse anime di Gerusalemme. “Abbiamo iniziato sette
anni fa, con sette bambini e un allenatore arabo, del Nord di Israele.
- ricorda Gianetti - Quest'anno dovremmo arrivare a 150 iscritti, tra i
5 e i 15 anni, con le prime due squadre di bambine”. Martedì inoltre,
proprio a Gerusalemme, un'altra iniziativa per la convivenza andrà in
scena: l'inaugurazione con il capitano della nazionale italiana Buffon
del campo polivalente nel quartiere armeno di Gerusulamme. “E la prima
volta - proprio perché il messaggio sia forte e ampio - l'una contro
l'altra si affronteranno due squadre giovanili miste di armeni, arabi e
ebrei per l'inaugurazione” (Corriere dello Sport).
Antognoni, Israele e il calcio come esempio di convivenza.
“Fare di Antognoni l'uomo immagine di un progetto di pace che abbia eco
internazionale e che porti a sfidarsi sul campo, in modo amichevole,
giovani calciatori israeliani e palestinesi”, questo l'idea raccontata
sulle pagine del Corriere Fiorentino da Adam Smulevich e lanciata dal
Viola Club Tel Aviv Giancarlo Antognoni e dalla sua presidente Daniela
Camerini Librus. “Chi meglio di Antognoni, campione nel calcio e
maestro di fair play, per lanciare un messaggio di amicizia e
condivisione di valori positivi?”, spiega la presidente del Viola club.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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