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25 settembre 2016 - 22 Elul 5776
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l'INCONTRO A NEW YORK SEGNA LA FINE DEL COMPLICATO RAPPORTO FRA I DUE

Netanyahu-Obama: otto anni dopo, ultimo atto

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35 minuti è durato il loro incontro. Non molto, scrivono i quotidiani americani, contando che quello a margine dell'Assemblea dell'Onu con ogni probabilità sarà l'ultimo faccia tra i due: il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Usa Barack Obama non si sono mai amati e il breve vertice a New York sembra essere l'epilogo di otto anni di scontri e incomprensioni. Da novembre sarà un altro presidente Usa a tenere i rapporti con Gerusalemme e, scrivono i quotidiani israeliani, per Netanyahu sarà un sollievo. Intanto il Premier ha voluto ringraziare Washington per l'accordo appena siglato sugli aiuti militari a Israele (38 miliardi di dollari per i prossimi 10 anni): “ho ringraziato Obama per l'accordo – il tweet di Netanyahu – Rafforza molto la nostra sicurezza”.
Sia Obama sia Netanyahu, spiega al Washington Post Jonathan Rynhold della Bar Ilan University, avevano bisogno di questo incontro: “A Netanyahu serviva dimostrare che, nonostante i suoi noti disaccordi con Obama, gli Stati Uniti continuano a sostenere Israele mentre Obama voleva dimostrare al mondo, e agli ebrei americani in prossimità del voto, che le sue divergenze con il primo ministro israeliano non hanno alterato le relazioni tra i due alleati”.

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i problemi sul rinnovo delle licenze e la competizione di uber

Sherut, il destino in bilico dei taxi collettivi

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Se siete stati in Israele, l'avrete certo visto: l'esercito di monyot sherut – minibus che prestano un servizio a metà tra un taxi e un autobus di linea normale  – che popolano le strade di Tel Aviv, Gerusalemme e delle altre città del Paese. Sono uno dei mezzi di trasporto più diffusi in Israele: seguono percorsi specifici, di solito in coincidenza con le principali linee di autobus urbani e interurbani; possono operare di sabato, nei festivi e la sera tardi, quando il servizio regolare di autobus si ferma. Una volta saliti sul minibus, si dice al “nahag” – autista – dove si vuole andare e si paga una tariffa fissa calcolata sulla distanza. Il loro essere molto popolari non li ha però messi al riparo da due problemi incombenti: il primo, il rinnovo delle licenze che scadono tutte a fine di quest'anno, situazione che ha creato molto fermento tra gli autisti degli sherut; il secondo, la concorrenza di servizi come Uber o GetTax, che hanno gradualmente portato via una fetta di utenti e quindi di incassi.

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l'app sabra per il trasporto

Gett e la sfida a Uber

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A inizio anno il quotidiano britannico Financial Times ha dedicato ampio spazio a una azienda hi-tech israeliana che sta lanciando la sfida al colosso Uber, il quale offre in molti paesi del mondo una alternativa low-cost ai taxi per gli spostamenti in città. La piccola app israeliana si chiama Gett e da alcuni anni offre nel Regno Unito e in Russia servizi di trasporto di persone per percorsi brevi in città. A differenza di Uber, che si avvale di vetture private e guidatori senza licenza, una caratteristica che in
molti paesi ha scatenato l’opposizione dei tassisti e ha indotto le autorità a vietare il servizio, Gett si appoggia unicamente a tassisti con licenza e vetture con insegna, prevenendo così qualsiasi tipo di contenzioso.
Gett è stata fondata nel 2011 da Shahar Weiser, 40 anni, emigrato in Israele dalla Russia all’età di 16 anni.

Aviram Levy


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la gara delle ferrovie israeliane

Un treno italiano in arrivo 

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Caravaggio, il nuovo treno di Hitachi Real Italy (ex AnsaldoBreda) per il trasporto regionale italiano ordinato da Trenitalia, guarda anche all'estero. Il primo Paese in lista è Israele, che a breve lancerà una gara per l'acquisto di nuovi treni e Hitachi sarà della partita. "L'ambizione - dice Maurizio Manfellotto, Ceo di Hri al telefono dalla Germania con II Sole 24 Ore - è portare Caravaggio anche in altri Paesi, europei ed extra europei. Questo treno è stato pensato e progettato con criteri di flessibilità per adattarlo alle esigenze di una pluralità di committenti".
Buone notizie, in prospettiva, per gli stabilimenti italiani di Hri - Pistoia, Napoli e Reggio Calabria - che dalla maxi-fornitura a Trenitalia (300 treni, per un valore complessivo di 2,6 miliardi) ricaveranno nuova linfa per i prossimi anni.

Marco Morino, Il Sole 24 Ore, 22 settembre


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la risposta all'appello per un donatore di midollo compatibile

Da Eilat a Haifa, il web si mobilita per Adam

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La sua storia è finita sui giornali, poi rimbalzata sui social network, dall'America a Israele e poi all'Europa e anche all'Italia. Adam Krief ha 31 anni, è sposato, ha tre bambini tra i tre anni e gli otto mesi, vive a Los Angeles. In luglio gli è stata diagnosticata una grave forma di leucemia. Le sue speranze di sopravvivere sono legate a un trapianto di midollo osseo. Un intervento che richiede un donatore compatibile: sono 25 milioni le persone iscritte alle liste di donatori di midollo osseo in tutto il mondo (l’intervento non è un invasivo). Ma nessuno è compatibile con Adam. Per questo è partita una corsa contro il tempo per sensibilizzare tutti coloro che ancora non sono donatori di midollo osseo a diventarlo. Poiché Adam è un ebreo sefardita, l’appello è stato rilanciato in Israele, dove tra i milioni di uomini e donne con la stessa origine potrebbe esserci qualcuno con le caratteristiche necessarie. Così il prossimo 28 settembre, verranno organizzati oltre 60 punti di iscrizione nei centri commerciali di tutto il paese, da Eilat a Haifa. Per dare modo a coloro che vogliono donare una speranza ad Adam, e a migliaia di ammalati, oggi e nel futuro, di farlo anche nei preparativi dei giorni più solenni dell’anno ebraico, che si aprono domenica sera con Rosh HaShanah, il Capodanno.

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