14 Ottobre 2016 - 12 Tishri 5776 |

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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas
Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una
riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano e Ilana Bahbout.
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Amit Zarouk @portavoceIsrael 13 ottobre
Una barzelletta da @UNESCO oggi: nessuno legame fra la spianata della
moschea a #Gerusalemme e l'ebraismo. Una vergogna @IsraelinItaly
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
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La presidente Di Segni: "Unesco, su Gerusalemme voto aberrante"
"Con
un voto sconcertante e fuori dalla storia, su cui anche l'Italia porta
delle responsabilità, il Consiglio esecutivo dell'Unesco ha avallato la
pretesa di alcuni paesi arabi di sradicare ogni riferimento alla radice
ebraica dall'area della Città Vecchia di Gerusalemme in cui sorge il
Muro Occidentale, il luogo più sacro agli ebrei di tutto il mondo.
Gerusalemme, la capitale unica e indivisibile di Israele. Città nella
quale oggi, tutte le fedi trovano il loro spazio, garantito dallo
Stato, per professare liberamente il proprio credo”, così la presidente
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha
commentato la risoluzione votata ieri dall'Unesco, organizzazione delle
Nazioni Unite dedicata alla tutela dei patrimoni artistici, che nega il
legame tra l'ebraismo e il Monte del Tempio di Gerusalemme.
“Una decisione che non esito pertanto a definire aberrante - continua
Di Segni - e che non può passare nell'indifferenza dell'opinione
pubblica, dell’intero governo Italiano e delle Istituzioni europee.
Oggi più che mai è invece necessaria una corretta, e non distorta,
lettura delle reali concatenazione storiche che hanno portato
all’assetto attuale dei rapporti in Medio Oriente.
Nella risoluzione votata ieri a larga maggioranza dal Consiglio,
ci si riferisce a questi luoghi soltanto con il nome indicato
dalla tradizione islamica. Dei 58 paesi rappresentati nel Consiglio,
soltanto sei si sono opposti. Voglio qui ricordarli: Stati Uniti
d'America, Regno Unito, Germania, Olanda, Lituania ed Estonia.
Questa risoluzione conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la totale
sconnessione delle Nazioni Unite dagli obiettivi autentici e sinceri
che hanno ispirato la sua costituzione nel Dopoguerra.
Un’organizzazione che di unito non ha più nulla – conclude la
presidente dell'Unione - e che nelle sue diverse ramificazioni si
esprime sempre più come realtà politicizzata e appiattita, miope e
incapace di farci sognare un futuro di pace e sicurezza”.
Il Nobel a Bob Dylan. Molti
gli approfondimenti sui quotidiani sulla vita e le canzoni di Bob
Dylan, a cui ieri è stato conferito a sorpresa il Nobel per la
Letteratura, e di cui il Portale dell'ebraismo italiano moked.it ha
ricordato il legame con Israele. “Un premio alla nostalgia”, scrive
Vittorio Zucconi su Repubblica, parlando di “un riconoscimento che
l'Accademia Svedese ha voluto assegnare, essendo certamente avvertita
dei rischi che l'America civile sta correndo con l'avvento possibile
alla Casa Bianca di un personaggio torvo e prosaico come Donald Trump,
alla nobiltà popolare, alla generosità culturale di una storia
americana minacciata oggi dalla paura, dal rancore e dal populismo
tossico”. “Nessuno immaginava – sottolinea Francesco Prisco sul Sole 24
Ore - che ad aggiudicarsi il premio Nobel per la letteratura non
sarebbero stati Philp Roth o Don De Lillo, ma Robert Allen Zimmerman,
meglio noto come Bob Dylan.
Premio Bottari Lattes ad Amos Oz.
Il grande scrittore israeliano Amos Oz sarà oggi ad Alba per ricevere
il premio internazionale Bottari Lattes. "Lo abbiamo scelto per la
qualità letteraria e la verità umana dei suoi libri" spiega a La Stampa
Torino il professor Gianluigi Beccaria, presidente del premio.
Roma, la Memoria e la medicina.
Dall'8 al 10 novembre partirà da Roma una delegazione di medici della
Capitale per visitare Auschwitz. Il viaggio seguirà quello guidato dal
sindaco Virginia Raggi, che accompagnerà in Polonia oltre 100 studenti
romani. “Esamineremo con attenzione gli aspetti relativi al ruolo dei
medici nazisti nei campi, nello sterminio degli ebrei e nella
persecuzione delle altre minoranze”, spiega a Repubblica Roma Marcello
Pezzetti, direttore scientifico della Fondazione Museo della Shoah di
Roma. Lo storico accompagnerà anche il sindaco nella visita ad
Auschwitz, dove i presenti ascolteranno la tragica quanto preziosa
testimonianza di Sami Modiano, che da quel luogo di morte riuscì a
uscire vivo.
Bauman e la paura dell'altro. Sull'Osservatore
Romano un'anticipazione dell'intervista del direttore del mensile
Tracce, Davide Perillo, al grande intellettuale ebreo Zygmunt Bauman.
Nell'intervista, un'ampia riflessione sul perché il populismo e la
paura dello straniero continui ad attecchire in Europa: “Gli stranieri,
soprattutto i migranti, i nuovi venuti, - afferma Bauman - tendono a
mettere in questione quello che 'noi', i nativi, siamo, almeno nel
regno dell'opinione (ovvero nel sapere in cui crediamo, ma su cui non
riflettiamo). Ci spingono, anzi, quasi ci obbligano a spiegare in che
modo perseguiamo gli obiettivi della nostra vita. A rendere ragione di
convinzioni e comportamenti che per noi sono ovvi, evidenti e perciò
auto-esplicativi. Facendo così, quindi, disturbano. Sconvolgono la
nostra tranquillità spirituale e intaccano la nostra sicurezza, così
necessaria per un'azione decisa”.
Dario Fo (1926-2016).
“Dalla fedeltà a Salò all’ostilità per l’Occidente”, titola La Stampa
l'articolo di Mattia Feltri dedicato a Dario Fo, scomparso ieri a 90
anni. “Volontario nella Rsi, simbolo della gauche, antisionista: la
parabola dell’estremismo attraverso il Novecento”, la descrizione di
Fo, premio Nobel per la Letteratura, presentata da Feltri.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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