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14 OTTOBRE 2016
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Opinioni a confronto

Libertà, responsabilità

Per me un eroe è qualcuno che comprende a quale livello di responsabilità porti la libertà.

Bob Dylan

 

solidarietà

I rifugiati vogliono studiare

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È stata un’estate passata in un campo profughi di Ulm, in Germania, a segnare Adam Sella. Passarvi alcuni mesi da volontario ha cambiato la prospettiva di questo giovane studente di Cincinnati. Nel campo ha incontrato tanti ragazzi, studenti della sua età scappati dalla Siria e da altre zone di guerra, giovani per cui lo studio è diventato un privilegio difficile da raggiungere. Per questo, una volta tornato negli Stati Uniti, Adam ha deciso di proseguire l’impegno in favore dei rifugiati, con l’idea di lavorare in particolare con coloro che desiderano studiare o proseguire gli studi interrotti.
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giovani

"Informatevi, raccontate"

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Il patto è stato siglato. “Cari giovani, adesso è il vostro turno. Informatevi, studiate, raccontate. Fate in modo che questa terribile pagina non sia più condannata all’oblio”. Gadiel Taché è a sua volta un giovane uomo, 38 anni. Ma le ferite che porta, nel fisico e nella mente, l’hanno fatto diventare grande in fretta. Molto prima di tanti coetanei. E a 34 anni dall’attentato alla sinagoga di Roma in cui perse la vita suo fratello Stefano e in seguito al quale lui stesso (quattro anni allora) fu sospeso tra la vita e la morte per molti giorni, ha voluto testimoniare con chiare parole il suo messaggio.
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scuola e mondo social

WhatsApp, rabbia e rancori

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Per molti decenni il conflitto nella scuola è stato tra studenti e insegnanti, tra la giovinezza e l’autorità, tra il desiderio fisiologico di libertà e il richiamo all’ordine, al dovere, alla responsabilità. Pinocchio contro la scuola, la spensieratezza contro la pesantezza. Poi, negli Anni 70, questo contrasto generazionale ha preso una dimensione politica. Gli studenti sentivano di incarnare istanze rivoluzionarie, di essere protagonisti di un mondo nuovo e percepivano gli insegnanti come difensori dell’ordine costituito, della conservazione, di un passato ingiusto e decrepito.
Ma anche questo periodo è ormai finito, oggi viviamo nell’epoca della competizione, della lotta durissima per emergere dalla palude.

Marco Lodoli per Repubblica.it

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regno unito

Storia di un questionario

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Questo mercoledì politici e giornalisti italiani si sono indignati dopo essere venuti a conoscenza di “un questionario per schedare gli studenti napoletani – e siciliani – in Inghilterra”, come riporta il Corriere del Mezzogiorno. Il primo quotidiano ad accorgersene è stato il Messaggero che già da sabato si mostrava critico con “la burocrazia di Sua Maestà”: «Lei è italiano, siciliano o napoletano?». Questa richiesta della burocrazia di Sua Maestà ha fatto storcere il naso a molti connazionali che vivono oltre Manica. E in tanti, dopo l’estemporanea iniziativa degli uffici pubblici inglesi del dopo Brexit, ancora si chiedono se si tratta di una forma di sondaggio voluto proprio per evitare che vi siano discriminazioni o una paurosa gaffe etnica.

articolo pubblicato su Valigiablu.it

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