Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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Succot: il paradosso di un esilio ciclico da casa propria. Per non abituarsi troppo alla stanzialità.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee
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Breve
storia dell’Unesco. Nasce (1948) per affermare il valore universale dei
diritti umani. Nel 1952 Claude Lévi-Strauss in nome di Unesco denuncia
la gratuità, ma anche la straordinaria forza di seduzione, dei
pregiudizi e luoghi comuni che alimentano ogni idea d’identità
culturale riaffermando il legittimo diritto all'esistenza di qualsiasi
cultura.
64 anni dopo si riconosce legittimità di diritto di cultura solo a
qualcuno. Non è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera. Qualche
volta, crescendo, ci si ripensa e si decide che è meglio invertire la
marcia.
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"Italia, correggi il tiro"
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Il
testo integrale dell’appello che la presidente dell’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato alle più alte
carico dello Stato dopo il vergognoso voto dell’Unesco che nega
l’ebraicità di alcuni luoghi di Gerusalemme appare stamane sul
quotidiano La Stampa.
“Una decisione scioccante, grave e aberrante, che non ha precedenti
nella storia di questa organizzazione. Un voto che, di fatto, finisce
non solo per negare millenni di storia ebraica nella capitale unica e
indivisibile dello Stato di Israele, ma anche per riscrivere l’intera
vicenda del Cristianesimo, strettamente legata a quei luoghi, a quelle
pietre, a quella eredità” scrive Di Segni rivolgendosi al Presidente
della Repubblica, Sergio Mattarella; ai Presidenti di Senato e Camera,
Pietro Grasso e Laura Boldrini; al Presidente del Consiglio, Matteo
Renzi; alla Rappresentanza permanente italiana presso l’Unesco,
Vincenza Lomonaco.
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il 73esimo anniversario con il capo dello stato 16 ottobre 1943, un ricordo vivo
'La Memoria costruisce il futuro'
16
ottobre 1943, il giorno del rastrellamento nazista al Portico
d'Ottavia. Una ferita aperta non solo per la Comunità ebraica, che
perso oltre un migliaio dei suoi figli, ma per tutto il paese. Un
terribile ricordo da coltivare nel tempo e nelle generazioni. Perché,
come viene ribadito nel corso di tutta la giornata, non c'è futuro
senza Memoria.
A confermarlo in modo concreto è la più alta carica dello Stato, il
presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che questa ricorrenza
carica di significati sceglie di vivere assieme agli ebrei romani.
Mancano pochi istanti alle 15 quando Mattarella arriva al Portico
d'Ottavia, davanti alla lapida che ricorda le vittime della razzia e il
terribile prezzo che la Comunità pagò alla persecuzioni nazifasciste.
Depone una corona, incontra gli ultimi sopravvissuti, fa il suo
ingresso nella sede della Fondazione Museo della Shoah alla Casina dei
Vallati dove è allestita una importante mostra sul 16 ottobre.
Una
visita privata, in compagnia della presidente della Comunità ebraica
Ruth Dureghello, del rabbino capo Riccardo Di Segni, della presidente
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, del
presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia e del
curatore della mostra Marcello Pezzetti. A salutarlo anche l'ex
presidente UCEI Renzo Gattegna. L'ultimo atto, questa visita, di ore
particolarmente intense di ricordo, elaborazione, progettualità.
Ad
aprire la commemorazione, ieri sera, la tradizionale fiaccolata
organizzata dalla Comunità ebraica insieme alla Comunità di
Sant'Egidio. Da Piazza S.Maria in Trastevere all'esterno del Tempio
Maggiore, molte centinaia i cittadini in marcia per la consapevolezza.
Sul palco, oltre ai vertici della Comunità ebraica, prendono la parola
il fondatore di Sant'Egidio Andrea Riccardi, la sindaca di Roma
Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio Nicola ZIngaretti.
Memoria del passato, lavoro incentrato sul futuro: nei vari interventi
una chiave di lettura comune.
Lo
stesso slancio che anima le diverse iniziative della mattinata. La
deposizione delle corone davanti al Tempio Maggiore, la marcia
silenziosa che si conclude in sinagoga con l'abbraccio corale della
Comunità ai Testimoni (le cui parole emozionano e commuovono l'intera
platea), l'inaugurazione della mostra alla presenza tra gli altri del
vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.
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LA LETTERA ALLE PIù ALTE CARICHE DELLO STATO
Unesco, la presidente UCEI:
"L'Italia dia voce alla verità"
Dopo
il vergognoso voto dell'Unesco che nega l'ebraicità di alcuni luoghi di
Gerusalemme, la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Noemi Di Segni ha inviato alle più alte carico dello Stato il seguente
messaggio.
Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Al Presidente del Senato, Sen. Pietro Grasso
Alla Presidente della Camera, On. Laura Boldrini
Al Presidente del Consiglio, Dott. Matteo Renzi
Alla Rappresentanza permanente italiana presso l’Unesco, Dott.ssa Vincenza Lomonaco
Illustre Presidente della Repubblica, illustri presidenti di Senato e
Camera, illustre Presidente del Consiglio, Rappresentanza permanente
italiana presso l’Unesco,
Vi scrivo a nome di tutte le Comunità ebraiche italiane e di tutti i
cittadini italiani di religione ebraica, ma certa di rappresentare
anche il sentimento di chi professa altre religioni ed è ugualmente
indignato.
Nelle scorse ore l’Unesco ha votato a larga maggioranza una risoluzione
che nega l’identità ebraica di alcuni siti di Gerusalemme tra cui il
Muro Occidentale, il luogo più sacro agli ebrei del mondo intero.
Una decisione scioccante, grave e aberrante, che non ha precedenti
nella storia di questa organizzazione. Un voto che, di fatto, finisce
non solo per negare millenni di storia ebraica nella capitale unica e
indivisibile dello Stato di Israele, ma anche per riscrivere l’intera
vicenda del Cristianesimo, strettamente legata a quei luoghi, a quelle
pietre, a quella eredità.
Al momento del voto l’Italia ha scelto incomprensibilmente di
astenersi, gettando un’ombra, con questa decisione, sulla sua solida
amicizia con lo Stato di Israele e con l’intero popolo ebraico. A
nostro modo di intendere questa scelta rappresenta un’offesa ai valori
fondamentali dell’Italia stessa, ai principi della Costituzione e
dell’Europa stessa, chiamata a difendere con forza ogni tentativo di
distorsione, di negazionismo e revisionismo della storia.
Il Muro occidentale di Gerusalemme è stato inaccessibile agli ebrei
fino alla liberazione della città dall’occupazione Giordana nel 1967.
Solo da quella data, da quando l’Amministrazione israeliana ha riunito
la città, Gerusalemme è davvero città aperta a tutte le religioni e il
Kotel luogo di raccolta e di preghiera universale.
Nei prossimi giorni questa risoluzione sarà sottoposta a un voto
definitivo. Chiediamo pertanto alle più alte istituzioni dello Stato
italiano di adoperarsi anche con gli altri Paesi affinché sia data voce
alla verità, alla libertà, esprimendosi nel senso più risoluto a difesa
dei valori che oggi uniscono i popoli, e recuperare quel tanto che
resta della credibilità delle Nazioni Unite, anche in vista del nuovo
corso che va aprendosi.
Auspichiamo di leggere martedì una risoluzione esattamente opposta che
inviti tutti coloro che vivono a Gerusalemme e che raggiungono la Città
e i suoi luoghi sacri a riconoscerne la sua specialità e storicità di
rilievo per tutte le religioni, che inviti a recitare la medesima
preghiera per la vita, seppur ciascuno nella sua lingua.
Noemi Di Segni,
presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
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IL CORDOGLIO DELL'ITALIA EBRAICA Silvio Norzi (1924-2016) Ebraismo
piemontese e italiano in lutto per la scomparsa di Silvio Norzi, ultimo
presidente della Comunità ebraica di Alessandria.
Oggi sezione della Comunità di Torino, la kehillah alessandrina fu
condotta da Norzi fino al 1989 (anno del suo scioglimento) con
passione, determinazione e impegno. Qualità che gli vengono
riconosciute con gratitudine e che seppe garantire anche negli anni
successivi, che lo videro tra i principali protagonisti del lavoro di
salvaguardia e valorizzazione delle testimonianze ebraiche cittadine. A
partire, naturalmente, dalla sinagoga.
I funerali di Norzi si svolgeranno mercoledì 19 ottobre. Dall'Ospedale
Civile di Alessandria il feretro sarà portato nella sezione ebraica del
locale cimitero (la sepoltura avverrà nel pomeriggio, in orario ancora
da definire).
Messaggi di partecipazione al dolore, tra gli altri, sono stati inviati
ai familiari dalla Comunità ebraica di Torino e dal vicepresidente
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giulio Disegni.
"Un uomo disponibilissimo, di una umiltà straordinaria" lo ricorda Aldo Perosino, attivo studioso dell'ebraismo locale.
La
redazione del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it e di Pagine
Ebraiche si unisce al dolore dei familiari, degli amici, di tutti
coloro che hanno visto in Norzi un formidabile esempio.
Che il suo ricordo sia di benedizione.
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sorgente di vita
Sukkot, il lungo viaggio Sukkot,
la festa delle capanne, apre la puntata di Sorgente di vita di domenica
16 ottobre, registrata prima della ricorrenza. La festa ricorda i
quaranta anni passati dagli ebrei nel deserto dopo l’esodo dall’Egitto.
Ogni anno, all’inizio dell’autunno, si rinnova il ricordo del lungo
viaggio verso la terra promessa, quando il popolo ebraico viveva in
alloggi provvisori: oggi la sukkà, la capanna, è un luogo reale dove
vivere e studiare per otto giorni, ma allo stesso tempo luogo simbolico
che evoca la precarietà della vita umana. Leggi
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L'ottobre del nostro sconcerto
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Soffermarsi
sulla triste ricorrenza di oggi, 16 ottobre, è fatto tanto obbligato, e
quindi dovuto, quanto non necessitante di ulteriori delucidazioni
storiche. Forse anche le commemorazioni, che servono come esercizio di
memoria e di deferente rispetto, poco altro possono aggiungere al
persistente senso dell’assenza. Di coloro che furono trascinati via.
Una assenza, a ben pensarci, che forse deve rimanere tale. Non esiste
risarcimento per ciò che è avvenuto. Sappiamo quel tanto che basta per
sentirci in difetto: di quanti furono rapiti e poi assassinati, ma
anche di ciò che fu tolto una volta per sempre, a partire dalla residua
cittadinanza, laddove quest’ultima non era un formalismo giuridico ma
il suggello dell’evidenza, ossia il fatto di costituire parte
integrante di una comunità nazionale, quella italiana, da tempo quasi
immemore. La “razzia del ghetto”, la caccia agli ebrei romani del 16
ottobre 1943, è un evento tanto traumatico quanto insuperabile
Claudio Vercelli
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