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16 Ottobre 2016 - 14 Tishri 5777
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
Succot: il paradosso di un esilio ciclico da casa propria. Per non abituarsi troppo alla stanzialità.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Breve storia dell’Unesco. Nasce (1948) per affermare il valore universale dei diritti umani. Nel 1952 Claude Lévi-Strauss in nome di Unesco denuncia la gratuità, ma anche la straordinaria forza di seduzione, dei pregiudizi e luoghi comuni che alimentano ogni idea d’identità culturale riaffermando il legittimo diritto all'esistenza di qualsiasi cultura.
64 anni dopo si riconosce legittimità di diritto di cultura solo a qualcuno. Non è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera. Qualche volta, crescendo, ci si ripensa e si decide che è meglio invertire la marcia.
"Italia, correggi il tiro"
Il testo integrale dell’appello che la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato alle più alte carico dello Stato dopo il vergognoso voto dell’Unesco che nega l’ebraicità di alcuni luoghi di Gerusalemme appare stamane sul quotidiano La Stampa.
“Una decisione scioccante, grave e aberrante, che non ha precedenti nella storia di questa organizzazione. Un voto che, di fatto, finisce non solo per negare millenni di storia ebraica nella capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele, ma anche per riscrivere l’intera vicenda del Cristianesimo, strettamente legata a quei luoghi, a quelle pietre, a quella eredità” scrive Di Segni rivolgendosi al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella; ai Presidenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini; al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi; alla Rappresentanza permanente italiana presso l’Unesco, Vincenza Lomonaco.
 
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  davar
il 73esimo anniversario con il capo dello stato
16 ottobre 1943, un ricordo vivo

'La Memoria costruisce il futuro'
16 ottobre 1943, il giorno del rastrellamento nazista al Portico d'Ottavia. Una ferita aperta non solo per la Comunità ebraica, che perso oltre un migliaio dei suoi figli, ma per tutto il paese. Un terribile ricordo da coltivare nel tempo e nelle generazioni. Perché, come viene ribadito nel corso di tutta la giornata, non c'è futuro senza Memoria.
A confermarlo in modo concreto è la più alta carica dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che questa ricorrenza carica di significati sceglie di vivere assieme agli ebrei romani. Mancano pochi istanti alle 15 quando Mattarella arriva al Portico d'Ottavia, davanti alla lapida che ricorda le vittime della razzia e il terribile prezzo che la Comunità pagò alla persecuzioni nazifasciste. Depone una corona, incontra gli ultimi sopravvissuti, fa il suo ingresso nella sede della Fondazione Museo della Shoah alla Casina dei Vallati dove è allestita una importante mostra sul 16 ottobre.
Una visita privata, in compagnia della presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello, del rabbino capo Riccardo Di Segni, della presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, del presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia e del curatore della mostra Marcello Pezzetti. A salutarlo anche l'ex presidente UCEI Renzo Gattegna. L'ultimo atto, questa visita, di ore particolarmente intense di ricordo, elaborazione, progettualità.
Ad aprire la commemorazione, ieri sera, la tradizionale fiaccolata organizzata dalla Comunità ebraica insieme alla Comunità di Sant'Egidio. Da Piazza S.Maria in Trastevere all'esterno del Tempio Maggiore, molte centinaia i cittadini in marcia per la consapevolezza. Sul palco, oltre ai vertici della Comunità ebraica, prendono la parola il fondatore di Sant'Egidio Andrea Riccardi, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio Nicola ZIngaretti. Memoria del passato, lavoro incentrato sul futuro: nei vari interventi una chiave di lettura comune.
Lo stesso slancio che anima le diverse iniziative della mattinata. La deposizione delle corone davanti al Tempio Maggiore, la marcia silenziosa che si conclude in sinagoga con l'abbraccio corale della Comunità ai Testimoni (le cui parole emozionano e commuovono l'intera platea), l'inaugurazione della mostra alla presenza tra gli altri del vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

LA LETTERA ALLE PIù ALTE CARICHE DELLO STATO 
Unesco, la presidente UCEI:

"L'Italia dia voce alla verità"
Dopo il vergognoso voto dell'Unesco che nega l'ebraicità di alcuni luoghi di Gerusalemme, la presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha inviato alle più alte carico dello Stato il seguente messaggio.


Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
Al Presidente del Senato, Sen. Pietro Grasso
Alla Presidente della Camera, On. Laura Boldrini
Al Presidente del Consiglio, Dott. Matteo Renzi
Alla Rappresentanza permanente italiana presso l’Unesco, Dott.ssa Vincenza Lomonaco

Illustre Presidente della Repubblica, illustri presidenti di Senato e Camera, illustre Presidente del Consiglio, Rappresentanza permanente italiana presso l’Unesco,
Vi scrivo a nome di tutte le Comunità ebraiche italiane e di tutti i cittadini italiani di religione ebraica, ma certa di rappresentare anche il sentimento di chi professa altre religioni ed è ugualmente indignato.
Nelle scorse ore l’Unesco ha votato a larga maggioranza una risoluzione che nega l’identità ebraica di alcuni siti di Gerusalemme tra cui il Muro Occidentale, il luogo più sacro agli ebrei del mondo intero.
Una decisione scioccante, grave e aberrante, che non ha precedenti nella storia di questa organizzazione. Un voto che, di fatto, finisce non solo per negare millenni di storia ebraica nella capitale unica e indivisibile dello Stato di Israele, ma anche per riscrivere l’intera vicenda del Cristianesimo, strettamente legata a quei luoghi, a quelle pietre, a quella eredità.
Al momento del voto l’Italia ha scelto incomprensibilmente di astenersi, gettando un’ombra, con questa decisione, sulla sua solida amicizia con lo Stato di Israele e con l’intero popolo ebraico. A nostro modo di intendere questa scelta rappresenta un’offesa ai valori fondamentali dell’Italia stessa, ai principi della Costituzione e dell’Europa stessa, chiamata a difendere con forza ogni tentativo di distorsione, di negazionismo e revisionismo della storia.
Il Muro occidentale di Gerusalemme è stato inaccessibile agli ebrei fino alla liberazione della città dall’occupazione Giordana nel 1967. Solo da quella data, da quando l’Amministrazione israeliana ha riunito la città, Gerusalemme è davvero città aperta a tutte le religioni e il Kotel luogo di raccolta e di preghiera universale.
Nei prossimi giorni questa risoluzione sarà sottoposta a un voto definitivo. Chiediamo pertanto alle più alte istituzioni dello Stato italiano di adoperarsi anche con gli altri Paesi affinché sia data voce alla verità, alla libertà, esprimendosi nel senso più risoluto a difesa dei valori che oggi uniscono i popoli, e recuperare quel tanto che resta della credibilità delle Nazioni Unite, anche in vista del nuovo corso che va aprendosi.
Auspichiamo di leggere martedì una risoluzione esattamente opposta che inviti tutti coloro che vivono a Gerusalemme e che raggiungono la Città e i suoi luoghi sacri a riconoscerne la sua specialità e storicità di rilievo per tutte le religioni, che inviti a recitare la medesima preghiera per la vita, seppur ciascuno nella sua lingua.

Noemi Di Segni,

presidente Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

IL CORDOGLIO DELL'ITALIA EBRAICA
Silvio Norzi (1924-2016)
Ebraismo piemontese e italiano in lutto per la scomparsa di Silvio Norzi, ultimo presidente della Comunità ebraica di Alessandria.
Oggi sezione della Comunità di Torino, la kehillah alessandrina fu condotta da Norzi fino al 1989 (anno del suo scioglimento) con passione, determinazione e impegno. Qualità che gli vengono riconosciute con gratitudine e che seppe garantire anche negli anni successivi, che lo videro tra i principali protagonisti del lavoro di salvaguardia e valorizzazione delle testimonianze ebraiche cittadine. A partire, naturalmente, dalla sinagoga.
I funerali di Norzi si svolgeranno mercoledì 19 ottobre. Dall'Ospedale Civile di Alessandria il feretro sarà portato nella sezione ebraica del locale cimitero (la sepoltura avverrà nel pomeriggio, in orario ancora da definire).
Messaggi di partecipazione al dolore, tra gli altri, sono stati inviati ai familiari dalla Comunità ebraica di Torino e dal vicepresidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Giulio Disegni.

"Un uomo disponibilissimo, di una umiltà straordinaria" lo ricorda Aldo Perosino, attivo studioso dell'ebraismo locale.
La redazione del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it e di Pagine Ebraiche si unisce al dolore dei familiari, degli amici, di tutti coloro che hanno visto in Norzi un formidabile esempio.
Che il suo ricordo sia di benedizione.
sorgente di vita
Sukkot, il lungo viaggio
Sukkot, la festa delle capanne, apre la puntata di Sorgente di vita di domenica 16 ottobre, registrata prima della ricorrenza. La festa ricorda i quaranta anni passati dagli ebrei nel deserto dopo l’esodo dall’Egitto. Ogni anno, all’inizio dell’autunno, si rinnova il ricordo del lungo viaggio verso la terra promessa, quando il popolo ebraico viveva in alloggi provvisori: oggi la sukkà, la capanna, è un luogo reale dove vivere e studiare per otto giorni, ma allo stesso tempo luogo simbolico che evoca la precarietà della vita umana.
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pilpul

L'ottobre del nostro sconcerto
Soffermarsi sulla triste ricorrenza di oggi, 16 ottobre, è fatto tanto obbligato, e quindi dovuto, quanto non necessitante di ulteriori delucidazioni storiche. Forse anche le commemorazioni, che servono come esercizio di memoria e di deferente rispetto, poco altro possono aggiungere al persistente senso dell’assenza. Di coloro che furono trascinati via. Una assenza, a ben pensarci, che forse deve rimanere tale. Non esiste risarcimento per ciò che è avvenuto. Sappiamo quel tanto che basta per sentirci in difetto: di quanti furono rapiti e poi assassinati, ma anche di ciò che fu tolto una volta per sempre, a partire dalla residua cittadinanza, laddove quest’ultima non era un formalismo giuridico ma il suggello dell’evidenza, ossia il fatto di costituire parte integrante di una comunità nazionale, quella italiana, da tempo quasi immemore. La “razzia del ghetto”, la caccia agli ebrei romani del 16 ottobre 1943, è un evento tanto traumatico quanto insuperabile

Claudio Vercelli
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