27 Ottobre 2016 - 25 Tishri 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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Israel Foreign Min. @IsraelMFA
26 ottobre
PM Netanyahu: #UNESCO deserves condemnation not only for its present blindness but for its past blindness as well.
Antonio Tajani @Antonio_Tajani
27 ottobre
Cancellare cristianesimo ed ebraismo a Gerusalemme è contemporaneamente
un atto di stupidità e di violenza culturale inammissibili @UNESCO
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#PE24BreakingNews |
Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
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Centro Italia, torna la paura
nuove scosse di terremoto
Ore
di angoscia e preoccupazione in tutto il Paese per le popolazioni
colpite ieri sera dal sisma nel Centro Italia. Le organizzazioni degli
ebrei italiani, dopo la solidarietà concreta portata ad Amatrice e
nelle altre località devastate in agosto, seguono con attenzione
l'evolversi dei fatti.
"Se confermata l'assenza di vittime e feriti gravi il bilancio del
terremoto di ieri sera è miracoloso vista l'intensità delle scosse"
dichiara intanto il ministro dell'Interno Angelino Alfano.
Gentiloni: "Se si voterà di nuovo all'Unesco, l'Italia sarà per il no".
Come riportano i media nazionali, il ministro degli Esteri Paolo
Gentiloni, dopo aver incontrato alla Farnesina la Presidente
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, ha
spiegato al parlamento il cambio di rotta della diplomazia italiana
all'Unesco, che nelle scorse ore ha votato una nuova risoluzione
(Repubblica) che nega il rapporto tra ebraismo e Monte del Tempio di
Gerusalemme (l'Italia non era tra gli aventi diritto al voto). “Se le
stesse proposte ci saranno ripresentate ad aprile, il governo italiano
passerà dall'astensione al voto contrario”, ha spiegato Gentiloni
durante il question time alla Camera. “La risoluzione – ha sottolineato
il ministro - si ripropone due volte l'anno dal 2010. Dal 2014 contiene
le formulazioni che negano le radici ebraiche del Monte del Tempio”.
“Con grande apprezzamento - ha dichiarato la Presidente Di Segni, che
ha guidato la delegazione ebraica alla Farnesia e di cui hanno fatto
parte il vicepresidente dell’Unione Giorgio Mortara, il segretario
generale UCEI Gloria Arbib e la Presidente della Comunità ebraica di
Roma Ruth Dureghello - accolgo le rassicurazioni del ministro, siamo
certi che d'ora in poi in sede Unesco e nelle altre istituzioni
internazionali i nostri rappresentanti faranno registrare un deciso
cambio di rotta” (tra gli altri, Avvenire e il Foglio). Per Gentiloni
infatti “non si può accettare l'idea” che l'Unesco “invece di
concentrarsi sul patrimonio culturale diventi cassa di risonanza di
tensioni politiche: l'Unesco faccia l'Unesco”.
Unesco, la vergogna continua.
Nelle scorse ore il World Heritage Committee dell'Unesco (in cui
l'Italia al momento non è rappresentata) ha confermato la vergognosa
risoluzione votata la scorsa settimana dall'organizzazione delle
Nazioni Unite che si dovrebbe occupare di cultura, negando il rapporto
tra ebraismo e Gerusalemme. In risposta, il Primo ministro israeliano
Benjamin Netanyahu ha richiamato l'ambasciatore d'Israele all'Unesco,
spiega il Giornale. Secondo Libero, il governo israeliano ha chiesto al
Vaticano di mobilitarsi per ostacolare iniziative come quella del
World Heritage Committee, in quanto nega anche il legame tra
cristianesimo e Gerusalemme. E su questo tema, diverse le riflessioni
che compaiono sui quotidiani italiani: sull'inserto Origami de La
Stampa David Bidussa parla sia del voto Unesco sia della scelta del
governo austriaco di abbattere la casa natale di Hitler. E sul primo
spiega che scegliere di non menzionare il nome ebraico del Monte del
Tempio e riferirsi ad esso con il solo nome islamico, come fa la
risoluzione Unesco, non è una scelta neutra. “I nomi – scrive Bidussa -
contengono storia. Eliminarli equivale a togliere pezzi di storia”. Sul
Corriere della Sera compare invece un'editoriale a firma Tzipi Livni,
ex ministro degli Esteri israeliano: secondo Livni, “la risoluzione
approvata dall'Unesco rischia di trasformare il conflitto (tra
israeliani e palestinesi) in una guerra di religione” ed è pertanto un
ostacolo alla pace.
Firenze e i libri ebraici salvati dall'alluvione.
Apre oggi al pubblico (inaugurazione alle 17.30, preceduta da una
tavola rotonda alle 15.30) la mostra “E le acque si calmarono” che la
Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze ospita per tre mesi
dedicandola ai libri ebraici alluvionati e al loro emozionante ritorno
in città a 50 anni dall’esondazione dell’Arno. “La mattina del 4
novembre – racconta il Corriere Fiorentino - i rabbini Fernando
Belgrado e Umberto Sciunnach furono sorpresi dall'onda di fango che
aveva spalancato le porte del Tempio di via Farini sommergendo le
panche e tutti gli oggetti rituali che trovava. Prima di essere
costretti a mettersi in salvo, riuscirono ad aprire l'armadio sacro che
conteneva oltre cento Sefer Torah, i rotoli della legge, e a portarne
al sicuro alcune decine”. “Ne abbiamo conservati tre come testimonianza
- racconta al quotidiano il vice presidente della Fondazione per i Beni
Culturali Ebraici in Italia, Renzo Funaro - due esposti nel museo
ebraico di Firenze, e uno, il meno danneggiato è questo”, indicando, al
centro della Sala di Dante della Biblioteca Nazionale Centrale, il
pezzo più importante della mostra.
Sul fondo della coscienza. Il dialogo religioso e i conflitti contemporanei.
È il tema del dibattito organizzato dall'Enciclopedia Reccani che si
tiene questa mattina alle 10,30 a Roma, nella sede dell'Enciclopedia a
Palazzo Mattei di Paganica. Dopo l'introduzione, affidata a Massimo
Bray, seguiranno, moderati dal giornalista Antonio Polito, gli
interventi di studiosi ed esponenti di varie religioni: rav Riccardo Di
Segni, Daniele Menozzi, Giorgio Pressburger, Abdellah Redouane, Lucetta
Scaraffia, Davide Scotto, Silvano Maria Tomasi, Giovanni Maria Vian
(Avvenire e Corriere della Sera).
Milano, il no di Sala a “via Almirante”.
Il Giornale Milano riporta l'ennesima iniziativa che vorrebbe
intitolare a Giorgio Almirante una via, questa volta a Milano. Il
quotidiano riporta il no di Giuseppe Sala, sindaco della città,
rispetto a questa proposta portata avanti da Fratelli d'Italia: “Io non
dimentico Salò”, la risposta di Sala. “Il fascismo è stato un male non
solo per gli ebrei ma per tutti gli italiani. Ha portato guerra, dolore
e distruzione. Trovo impropria un'iniziativa del genere. Preferirei
persone che abbiano costruito qualcosa di positivo”, il commento sul
quotidiano di Davide Romano, assessore alla Cultura della Comunità
ebraica di Milano.
Contro le falsificazioni del passato. Sull'inserto
Origami de La Stampa, un brano tratto dall'introduzione di In guerra
con il passato - Le falsificazioni della storia (Rizzoli), il nuovo
libro di Paolo Mieli. “La guerra contro il passato è la più praticata
ma anche la più stupida di tutte le guerre - scrive Mieli - È una forma
di belligeranza, peraltro mai dichiarata, che si propone di frantumare
la storia, semplificarla, smontarne la complessità così da rendere gli
accadimenti dei tempi remoti adattabili alle categorie e alle esigenze
del presente”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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