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18 novembre 2016 - 17 Cheshvan 5777
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
"E corse incontro...e corse al gregge e si affrettò...." La corsa caratterizza i primi versi di questa parasha settimanale che vede Abramo impegnato ad accogliere tre sconosciuti che si riveleranno angeli.
Quando siamo chiamati alla relazione e all'aiuto con e per gli altri dovremmo saper correre, saper dare priorità, saper sfruttare il tempo. La staticità è l'opposto dell'etica ebraica.
 
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Nel giugno 1940 l’Italia fascista decise di internare gli ebrei stranieri residenti nel paese, “elementi indesiderabili imbevuti di odio contro i regimi totalitari”. Oggi tutti noi siamo – se dotati di raziocinio – piuttosto comunemente ostili ai regimi totalitari, ma dalla nostra condizione di liberi cittadini democratici non ci affanniamo poi troppo a contrastare l’istituzione di campi di detenzione per stranieri. Si dirà: momenti diversi, questioni differenti. Sarà, ma secondo me, cari amici, abbiamo un problema.
 
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Israele e il presidente Usa
Livni: "Su Iran ha ragione"
In Medio Oriente si aspetta con grande attesa quali saranno le decisioni del nuovo presidente Usa Donald Trump sul fronte internazionale. E Israele è tra coloro che attendono di capire le scelte di Trump. “Certo, l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca avrà un effetto sugli Usa, sull'Europa e sul Medio Oriente, ma è chiaramente troppo presto per capire cosa sarà. Dico soltanto che l'interesse dei leader politici israeliani è che la nostra dirigenza abbia un buon rapporto con quella americana, e per questo lavoreremo anche noi alla Knesset”, la valutazione dell'ex ministro della Giustizia israeliano Tzipi Livni, intervistata oggi da Repubblica. La Livni, a domanda sul nucleare iraniano e le volontà di Trump di rivedere l'accordo Usa sul nucleare, non scende dei dettagli ma sottolinea che Teheran continua ad essere una minaccia: mentre gli altri stati combattono il terrorismo, “non possiamo dimenticare che l'Iran è uno stato che fomenta il terrorismo, che lo alimenta sostenendo Hamas e Hezbollah, due organizzazioni classificate come terroristiche. Il contenimento dell'Iran è necessario per tutti”.

Acquedotto italiano a Gaza. La difficile situazione della Striscia di Gaza rispetto alla disponibilità d'acqua è cosa nota. Per darvi risposta la Banca mondiale, dopo una gara internazionale, ha finanziato un progetto di acquedotto elaborato da un consorzio italiano formato da Lotti Ingegneria di Roma e AI Engineering di Torino. “È prevista la realizzazione di un dissalatore, - scrive La Stampa raccontando il progetto- che sarà costruito a metà dei 40 chilometri della Striscia, e di due diramazioni di tubazioni che percorreranno Gaza in direzione Nord e Sud a partire da quel punto, sfruttando come tracciato la sede della vecchia linea ferroviaria posata dagli inglesi agli inizi del secolo scorso”.

Grossman e la letteratura per bambini. “Dopo ogni romanzo scrivo qualcos'altro, commedie, poesie, testi per un'opera, saggi, ma soprattutto fiabe. È un canale aperto con me stesso soprattutto da quando sono nonno di due nipotine, e ho il privilegio di assistere alla creazione di un essere umano, seguire il modo in cui impara a camminare, giocare, vivere nel kibbutz, dire io e dire tu, trovarsi in piccoli incidenti”. Così lo scrittore israeliano David Grossman racconta a Repubblica il perché della sua attenzione verso i più piccoli, con tanti libri scritti proprio per i bambini. Guardando al presente, lo scrittore afferma  che oggi però è più duro crescere: “Quando ero bambino e giovane genitore, i limiti erano più chiari. C'era una gerarchia, con i genitori, gli insegnanti, e più tardi l'esercito. Un centro del mondo chiaro. Forse era un'illusione ma dava stabilità. Ora tutto è saltato. E i bambini avvertono la fragilità degli stessi genitori, che sono bambini anche loro”.
 
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  davar
a bookcity con pagine ebraiche
Dalla Rete alla Storia, a Milano
la cultura ebraica protagonista

“Pensare che essere tutti uguali equivalga alla sicurezza è un’illusione, solo l’unione fra tutti, nella diversità, ci può salvare”. È il messaggio lanciato dal palco del Teatro Dal Verme da Elif Shafak, scrittrice turca a cui è stata affidata l’inaugurazione della quinta edizione di Bookcity Milano. La rassegna milanese ha preso il via ieri con il confronto tra la Shafak – che ha ricevuto dal sindaco Giuseppe Sala il Sigillo della Città - e proseguirà fino a domenica con molti eventi di prestigio, tra cui i tre appuntamenti organizzati dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Questa domenica, infatti, alle 10.30, al Teatro Franco Parenti, si parlerà de La Rete, l’odio online e il ritorno alla giungla. Assieme alla giornalista della redazione Ada Treves saranno il filosofo Giulio Giorello, il giurista Carlo Melzi D’Eril, il sociologo Giovanni Ziccardi.
Alle 14.00, nella prestigiosa sala delle Colonne del Circolo Filologico di Milano, sarà la volta di una riflessione sul senso e sull’uso della Storia che vedrà, con il giornalista Guido Vitale, a confronto lo storico sociale delle idee David Bidussa e il nuovo direttore della fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea Gadi Luzzatto Voghera. Quando finisce questa Storia? Anima, corpo e destino nel pensiero di Serge Gruzinski e Yuval Harari il titolo dell’incontro, che prenderà le mosse dal pensiero dello storico francese autore di “Abbiamo ancora bisogno della Storia? Il senso del passato nel mondo globalizzato” e del filosofo israeliano autore di “Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità”.
Alle 18.00 (in piazza Missori), infine, in collaborazione con il Touring Club Italiano, la redazione darà voce allo storico della letteratura Alberto Cavaglion, autore di “Verso la terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini”, per un confronto che vedrà fra i protagonisti lo studioso Bruno Pischedda e il giornalista Paolo Salom (Corriere della Sera).
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A Bookcity con Pagine Ebraiche 
Manipolati dai social network Quell'odio 2.0 che ci minaccia
Umberto Eco (nell'immagine) aveva avvertito i naviganti: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli, che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività e venivano subito messi a tacere. Ora invece hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Il problema è che questa “legione di imbecilli” ingrossa sempre più le sue file e minaccia la serena convivenza nella società reale come dimostra un'indagine pubblicata poche settimane fa dall'Antidefamation League, organizzazione che combatte l'antisemitismo e tutte le forme d'odio. Secondo questa analisi sui social network tra l’agosto 2015 e il luglio 2016 gli attacchi antisemiti sono letteralmente esplosi ovvero nel periodo più caldo della campagna elettorale. La task force formata da esperti dell’Adl ha registrato nell’arco di questo tempo, 2,6 milioni di tweet a carattere antisemita. Molti di questi cinguettii erano diretti da sostenitori di Donald Trump – nuovo presidente Usa - a giornalisti che l’avevano più o meno criticato. E lo stesso Trump, seppur non con la retorica antisemita, ha più volte utilizzato Twitter come arma per colpire i suoi avversari politici e non. Come tutto questo abbia avuto effetto sulla società, è ancora oggetto di studio ma i dati dell'Antidefamation League sono allarmanti. E per capire di più di come si è arrivati a questa degenerazione social, la redazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha organizzato, nell'ambito di Bookcity, l'incontro La Rete, l’odio online e il ritorno alla giungla. A confrontarsi sul palco del Teatro Franco Parenti, assieme alla giornalista Ada Treves, ci saranno tre esperti di altrettante discipline che cercano di capire il fenomeno della violenza online, ovvero il filosofo Giulio Giorello, il giurista Carlo Melzi D’Eril e il sociologo Giovanni Ziccardi.
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A Bookcity con Pagine Ebraiche 
"Abbiamo bisogno di più Storia"
Scrivendo su queste pagine, lo storico delle idee David Bidussa rifletteva sul ruolo della Storia. “Ciò che chiamiamo storia – spiegava lo storico - è l’insieme delle domande che noi facciamo al passato; è la conseguenza degli strumenti e della metodologia con cui si indaga quel passato, anche sulla base di quei racconti e della procedure che producono quei racconti e dunque della memoria che si trasmette che riguarda quando, come e con quali parole si comunica il passato”. A fronte di una diffusione della memoria privata, Bidussa sottolineava come per capire il passato, ma anche il presente, la memoria non sia sufficiente perché non garantisce gli strumenti interpretativi per comprendere la realtà: da qui il suo appello, “Non occorre più memoria. Occorre più storia”. Un auspicio che Bidussa avrà modo di ripresentare a Bookcity durante l'incontro organizzato dalla redazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane questa domenica (ore 14.00). A confrontarsi con Bidussa, nella sala delle Colonne del Circolo Filologico di Milano, il giornalista Guido Vitale e il nuovo direttore della fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea Gadi Luzzatto Voghera. “Quando finisce questa Storia? Anima, corpo e destino nel pensiero di Serge Gruzinski e Yuval Harari” il titolo dell’incontro, che prenderà le mosse dal pensiero dello storico francese autore di “Abbiamo ancora bisogno della Storia? Il senso del passato nel mondo globalizzato” e del filosofo israeliano autore di “Da animali a dèi: Breve storia dell’umanità”.
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A Bookcity con Pagine Ebraiche
Gerusalemme, città del viaggio
Il vergognoso voto Unesco di qualche settimana fa che ha negato, con astensione italiana, millenni di storia ebraica. Il più recente pasticcio anagrafico che ha coinvolto la Comunità degli Italkim, raggiunta negli scorsi giorni da alcune lettere con una fuorviante indicazione "Palestina".
Gerusalemme, come tante altre volte in questi anni, è sulla bocca di molti. Inevitabile quindi che grande sia l'attenzione per l'evento che la redazione dedica al saggio "Verso la Terra Promessa – Scrittori italiani a Gerusalemme, da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini" (ed. Carocci) curato da Alberto Cavaglion, docente universitario, membro del comitato per le celebrazioni del Centenario di Giorgio Bassani e storico collaboratore del portale dell'ebraismo italiano e di Pagine Ebraiche.
Una appassionante riflessione, la sua, sul modo in cui grandi intellettuali del passato si rapportarono con questa città, con la sua storia, con le sue suggestioni.
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qui ferrara 
Un premio nel segno di Bassani
Istituito dalla Fondazione Giorgio Bassani e giunto alla terza edizione, il Premio Roberto Nissim Haggiag è stato assegnato ieri sera, nel quadro delle celebrazioni del centenario della nascita dell’autore de Il Giardino dei Finzi Contini. “Roberto Nissim Haggiag – ha sottolineato Paola Bassani, presidente della Fondazione – è stato un grande produttore cinematografico e un profondo conoscitore e amante della letteratura di mio padre. Con il Premio a lui intitolato e grazie alla generosità di Mirella Haggiag, vogliamo riportare all’attenzione delle giovani generazioni, e non solo, la cura stilistica e l’impegno civile di Giorgio Bassani attraverso le interazioni tra l’opera letteraria e il mondo circostante, riconoscendo il valore dei lavori critici più originali legati alla sua figura e alla sua opera, e realizzati da giovani studiosi meritevoli”.
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qui roma
Italia, le immagini di vita ebraica
prima del grande tradimento

“Oggi è veramente una giornata particolare. Anche considerando il luogo in cui avviene la proiezione, Villa Torlonia, oggi spazio pubblico, di cultura, che ospita questa importante iniziativa di Memoria”. Con queste parole Livia Ottolenghi, Assessore a Scuola, Formazione e Giovani dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha presentato la proiezione del filmato “Una giornata particolare” realizzato dal giornalista Claudio Della Seta, avvenuta ieri pomeriggio nella suggestiva cornice del teatro della villa che fu la residenza di Benito Mussolini.
Un evento promosso dall’UCEI, che ha supportato la realizzazione del progetto, e che era iniziato al mattino con gli appuntamenti destinati a scolaresche dei licei romani. In una data non casuale: il 17 novembre infatti è l’anniversario della promulgazione delle leggi razziste del 1938, che segnarono l’inizio della persecuzione degli ebrei in Italia e, simbolicamente, l’inizio della Shoah italiana.
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L’iniziativa del Foglio a Roma 
“Israele, un presidio per tutti”
Di Israele si parla sempre in modo emotivo, si vedono solo soldati israeliani e bambini palestinesi. Dobbiamo colmare questo divario e capire cos’è veramente Israele e la verità è che è la patria del popolo ebraico, ma incarna anche i valori del mondo libero: la democrazia, ma anche la tecnologia che arricchisce il mondo intero”. Ha raccolto numerosi applausi l’ex ministro degli Esteri di Israele, Tzipi Livni, ospite ieri dell’iniziativa in difesa delle ragioni dello Stato ebraico organizzata dal Foglio al Tempio di Adriano. Un intervento molto atteso, che arriva in conclusione di una serata particolarmente intensa e significativa per le testimonianze che vengono portate all’attenzione del pubblico. “Israele, frontiera dell’Europa".
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Qui Vercelli
L’identità servita a tavola
Domenica scorsa, nella grande Sala dell’Opera Pia Foa, storico luogo di incontri delle autorevoli personalità ebraiche del tempo, delle feste ottocentesche di allievi e insegnanti del prestigioso Collegio, dove riecheggiano ancora gli eventi gioiosi, le prolusioni rabbiniche, le poesie di Giuseppe Levi, i canti corali diretti dal Maestro Ezechiello Levi e accompagnati dall’antico harmonium, le assemblee post-emancipazione che hanno contribuito a fare la Storia delle Università Israelitiche del Piemonte, si è svolta la seconda cena conviviale del ciclo avente per tema “Le tradizioni alimentari ebraiche”.

Rossella Bottini Treves,
presidente Comunità ebraica di Vercelli 

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pilpul
Poteri forti e minoranze snob
Quando si parla di poteri forti, lobby, élite e simili che dominano o cercano di dominare il mondo mi vengono i brividi: istintivamente ho la sensazione che più o meno consapevolmente si vogliano tirare in ballo gli ebrei. Di conseguenza provo un certo disagio misto a preoccupazione quando si parla con entusiasmo di voto popolare che ha sconfitto le élite, quando si esalta la gente comune in contrapposizione a intellettuali, giornalisti, giudici, politici, ecc. E non solo perché quasi sempre tra i personaggi bersagliati ci sono molti ebrei, ma soprattutto perché sono convinta che la diffidenza, se non l’ostilità aperta, verso gli intellettuali non possa portare niente di buono a chi, come il popolo ebraico, ha sempre attribuito un grande valore alla cultura e all’istruzione.

Anna Segre, insegnante
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Usa, gli estremisti da scaricare
“Come si può essere antisemiti e filo-israeliani allo stesso tempo?”. Si domanda Naomi Zeveloff sul Jewish Forward in riferimento alla nomina di Steve Bannon come consigliere alla Casa Bianca proposta dal neopresidente degli USA Donald Trump. Bannon è stato definito da numerosi media come antisemita e xenofobo – tra cui dall'Antidefamation League - e contemporaneamente è presidente esecutivo del portale Breitbart News, nato come filo-israeliano, e diventato secondo l'ex redattore Ben Shapiro, proprio con l'arrivo di Bannon uno dei principali siti promotori di idee appartenenti all'alt-right.

Francesco Moises Bassano
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Andare o conoscere
“Vai verso te stesso” o “Conosci te stesso”? Qual è la formula giusta, quella che Dio rivolge ad Abramo o quella che Socrate insegna ai suoi discepoli? È più importante dirigersi consapevolmente verso il proprio cammino o essere consapevoli dei propri limiti?

Ilana Bahbout
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