
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
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"E
corse incontro...e corse al gregge e si affrettò...." La corsa
caratterizza i primi versi di questa parasha settimanale che vede
Abramo impegnato ad accogliere tre sconosciuti che si riveleranno
angeli.
Quando siamo chiamati alla relazione e all'aiuto con e per gli altri
dovremmo saper correre, saper dare priorità, saper sfruttare il tempo.
La staticità è l'opposto dell'etica ebraica.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
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Nel
giugno 1940 l’Italia fascista decise di internare gli ebrei stranieri
residenti nel paese, “elementi indesiderabili imbevuti di odio contro i
regimi totalitari”. Oggi tutti noi siamo – se dotati di raziocinio –
piuttosto comunemente ostili ai regimi totalitari, ma dalla nostra
condizione di liberi cittadini democratici non ci affanniamo poi troppo
a contrastare l’istituzione di campi di detenzione per stranieri. Si
dirà: momenti diversi, questioni differenti. Sarà, ma secondo me, cari
amici, abbiamo un problema.
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Israele e il presidente Usa
Livni: "Su Iran ha ragione"
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In
Medio Oriente si aspetta con grande attesa quali saranno le decisioni
del nuovo presidente Usa Donald Trump sul fronte internazionale. E
Israele è tra coloro che attendono di capire le scelte di Trump.
“Certo, l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca avrà un effetto
sugli Usa, sull'Europa e sul Medio Oriente, ma è chiaramente troppo
presto per capire cosa sarà. Dico soltanto che l'interesse dei leader
politici israeliani è che la nostra dirigenza abbia un buon rapporto
con quella americana, e per questo lavoreremo anche noi alla Knesset”,
la valutazione dell'ex ministro della Giustizia israeliano Tzipi Livni,
intervistata oggi da Repubblica. La Livni, a domanda sul nucleare
iraniano e le volontà di Trump di rivedere l'accordo Usa sul nucleare,
non scende dei dettagli ma sottolinea che Teheran continua ad essere
una minaccia: mentre gli altri stati combattono il terrorismo, “non
possiamo dimenticare che l'Iran è uno stato che fomenta il terrorismo,
che lo alimenta sostenendo Hamas e Hezbollah, due organizzazioni
classificate come terroristiche. Il contenimento dell'Iran è necessario
per tutti”.
Acquedotto italiano a Gaza. La difficile situazione della Striscia di
Gaza rispetto alla disponibilità d'acqua è cosa nota. Per darvi
risposta la Banca mondiale, dopo una gara internazionale, ha finanziato
un progetto di acquedotto elaborato da un consorzio italiano formato da
Lotti Ingegneria di Roma e AI Engineering di Torino. “È prevista la
realizzazione di un dissalatore, - scrive La Stampa raccontando il
progetto- che sarà costruito a metà dei 40 chilometri della Striscia, e
di due diramazioni di tubazioni che percorreranno Gaza in direzione
Nord e Sud a partire da quel punto, sfruttando come tracciato la sede
della vecchia linea ferroviaria posata dagli inglesi agli inizi del
secolo scorso”.
Grossman e la letteratura per bambini. “Dopo ogni romanzo scrivo
qualcos'altro, commedie, poesie, testi per un'opera, saggi, ma
soprattutto fiabe. È un canale aperto con me stesso soprattutto da
quando sono nonno di due nipotine, e ho il privilegio di assistere alla
creazione di un essere umano, seguire il modo in cui impara a
camminare, giocare, vivere nel kibbutz, dire io e dire tu, trovarsi in
piccoli incidenti”. Così lo scrittore israeliano David Grossman
racconta a Repubblica il perché della sua attenzione verso i più
piccoli, con tanti libri scritti proprio per i bambini. Guardando al
presente, lo scrittore afferma che oggi però è più duro crescere:
“Quando ero bambino e giovane genitore, i limiti erano più chiari.
C'era una gerarchia, con i genitori, gli insegnanti, e più tardi
l'esercito. Un centro del mondo chiaro. Forse era un'illusione ma dava
stabilità. Ora tutto è saltato. E i bambini avvertono la fragilità
degli stessi genitori, che sono bambini anche loro”.
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a bookcity con pagine ebraiche
Dalla Rete alla Storia, a Milano
la cultura ebraica protagonista
“Pensare
che essere tutti uguali equivalga alla sicurezza è un’illusione, solo
l’unione fra tutti, nella diversità, ci può salvare”. È il messaggio
lanciato dal palco del Teatro Dal Verme da Elif Shafak, scrittrice
turca a cui è stata affidata l’inaugurazione della quinta edizione di
Bookcity Milano. La rassegna milanese ha preso il via ieri con il
confronto tra la Shafak – che ha ricevuto dal sindaco Giuseppe Sala il
Sigillo della Città - e proseguirà fino a domenica con molti eventi di
prestigio, tra cui i tre appuntamenti organizzati dalla redazione
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Questa domenica, infatti, alle 10.30, al Teatro Franco Parenti,
si parlerà de La Rete, l’odio online e il ritorno alla giungla. Assieme
alla giornalista della redazione Ada Treves saranno il filosofo Giulio Giorello, il giurista Carlo Melzi D’Eril, il sociologo Giovanni Ziccardi.
Alle 14.00, nella prestigiosa sala delle Colonne del Circolo Filologico di Milano,
sarà la volta di una riflessione sul senso e sull’uso della Storia che
vedrà, con il giornalista Guido Vitale, a confronto lo storico sociale
delle idee David Bidussa e il nuovo direttore della fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea Gadi Luzzatto Voghera.
Quando finisce questa Storia? Anima, corpo e destino nel pensiero di
Serge Gruzinski e Yuval Harari il titolo dell’incontro, che prenderà le
mosse dal pensiero dello storico francese autore di “Abbiamo ancora
bisogno della Storia? Il senso del passato nel mondo globalizzato” e
del filosofo israeliano autore di “Da animali a dèi: Breve storia
dell’umanità”.
Alle 18.00 (in piazza Missori), infine, in collaborazione con il Touring Club Italiano, la redazione darà voce allo storico della letteratura Alberto Cavaglion,
autore di “Verso la terra promessa. Scrittori italiani a Gerusalemme da
Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini”, per un confronto che vedrà fra i
protagonisti lo studioso Bruno Pischedda e il giornalista Paolo Salom (Corriere della Sera). Leggi
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A Bookcity con Pagine Ebraiche
Manipolati dai social network Quell'odio 2.0 che ci minaccia
Umberto
Eco (nell'immagine) aveva avvertito i naviganti: “I social media danno
diritto di parola a legioni di imbecilli, che prima parlavano solo al
bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività e
venivano subito messi a tacere. Ora invece hanno lo stesso diritto di
parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”. Il
problema è che questa “legione di imbecilli” ingrossa sempre più le sue
file e minaccia la serena convivenza nella società reale come dimostra
un'indagine pubblicata poche settimane fa dall'Antidefamation League,
organizzazione che combatte l'antisemitismo e tutte le forme d'odio.
Secondo questa analisi sui social network tra l’agosto 2015 e il luglio
2016 gli attacchi antisemiti sono letteralmente esplosi ovvero nel
periodo più caldo della campagna elettorale. La task force formata da
esperti dell’Adl ha registrato nell’arco di questo tempo, 2,6 milioni
di tweet a carattere antisemita. Molti di questi cinguettii erano
diretti da sostenitori di Donald Trump – nuovo presidente Usa - a
giornalisti che l’avevano più o meno criticato. E lo stesso Trump,
seppur non con la retorica antisemita, ha più volte utilizzato Twitter
come arma per colpire i suoi avversari politici e non. Come tutto
questo abbia avuto effetto sulla società, è ancora oggetto di studio ma
i dati dell'Antidefamation League sono allarmanti. E per capire di più
di come si è arrivati a questa degenerazione social, la redazione
dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha organizzato,
nell'ambito di Bookcity, l'incontro La Rete, l’odio online e il ritorno
alla giungla. A confrontarsi sul palco del Teatro Franco Parenti,
assieme alla giornalista Ada Treves, ci saranno tre esperti di
altrettante discipline che cercano di capire il fenomeno della violenza
online, ovvero il filosofo Giulio Giorello, il giurista Carlo Melzi
D’Eril e il sociologo Giovanni Ziccardi. Leggi
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A Bookcity con Pagine Ebraiche
"Abbiamo bisogno di più Storia"
Scrivendo
su queste pagine, lo storico delle idee David Bidussa rifletteva sul
ruolo della Storia. “Ciò che chiamiamo storia – spiegava lo storico - è
l’insieme delle domande che noi facciamo al passato; è la conseguenza
degli strumenti e della metodologia con cui si indaga quel passato,
anche sulla base di quei racconti e della procedure che producono quei
racconti e dunque della memoria che si trasmette che riguarda quando,
come e con quali parole si comunica il passato”. A fronte di una
diffusione della memoria privata, Bidussa sottolineava come per capire
il passato, ma anche il presente, la memoria non sia sufficiente perché
non garantisce gli strumenti interpretativi per comprendere la realtà:
da qui il suo appello, “Non occorre più memoria. Occorre più storia”.
Un auspicio che Bidussa avrà modo di ripresentare a Bookcity durante
l'incontro organizzato dalla redazione dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane questa domenica (ore 14.00). A confrontarsi con
Bidussa, nella sala delle Colonne del Circolo Filologico di Milano, il
giornalista Guido Vitale e il nuovo direttore della fondazione Centro
di documentazione ebraica contemporanea Gadi Luzzatto
Voghera. “Quando finisce questa Storia? Anima, corpo e destino nel
pensiero di Serge Gruzinski e Yuval Harari” il titolo dell’incontro,
che prenderà le mosse dal pensiero dello storico francese autore di
“Abbiamo ancora bisogno della Storia? Il senso del passato nel mondo
globalizzato” e del filosofo israeliano autore di “Da animali a dèi:
Breve storia dell’umanità”. Leggi
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A Bookcity con Pagine Ebraiche
Gerusalemme, città del viaggio
Il
vergognoso voto Unesco di qualche settimana fa che ha negato, con
astensione italiana, millenni di storia ebraica. Il più recente
pasticcio anagrafico che ha coinvolto la Comunità degli Italkim,
raggiunta negli scorsi giorni da alcune lettere con una fuorviante
indicazione "Palestina".
Gerusalemme, come tante altre volte in questi anni, è sulla bocca di
molti. Inevitabile quindi che grande sia l'attenzione per l'evento che
la redazione dedica al saggio "Verso la Terra Promessa – Scrittori
italiani a Gerusalemme, da Matilde Serao a Pier Paolo Pasolini" (ed.
Carocci) curato da Alberto Cavaglion, docente universitario, membro del
comitato per le celebrazioni del Centenario di Giorgio Bassani e
storico collaboratore del portale dell'ebraismo italiano e di Pagine
Ebraiche.
Una appassionante riflessione, la sua, sul modo in cui grandi
intellettuali del passato si rapportarono con questa città, con la sua
storia, con le sue suggestioni. Leggi
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qui roma
Italia, le immagini di vita ebraica
prima del grande tradimento
“Oggi
è veramente una giornata particolare. Anche considerando il luogo in
cui avviene la proiezione, Villa Torlonia, oggi spazio pubblico, di
cultura, che ospita questa importante iniziativa di Memoria”. Con
queste parole Livia Ottolenghi, Assessore a Scuola, Formazione e
Giovani dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha presentato la
proiezione del filmato “Una giornata particolare” realizzato dal
giornalista Claudio Della Seta, avvenuta ieri pomeriggio nella
suggestiva cornice del teatro della villa che fu la residenza di Benito
Mussolini.
Un evento promosso dall’UCEI, che ha supportato la realizzazione del
progetto, e che era iniziato al mattino con gli appuntamenti destinati
a scolaresche dei licei romani. In una data non casuale: il 17 novembre
infatti è l’anniversario della promulgazione delle leggi razziste del
1938, che segnarono l’inizio della persecuzione degli ebrei in Italia
e, simbolicamente, l’inizio della Shoah italiana. Leggi
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Qui Vercelli
L’identità servita a tavola
Domenica
scorsa, nella grande Sala dell’Opera Pia Foa, storico luogo di incontri
delle autorevoli personalità ebraiche del tempo, delle feste
ottocentesche di allievi e insegnanti del prestigioso Collegio, dove
riecheggiano ancora gli eventi gioiosi, le prolusioni rabbiniche, le
poesie di Giuseppe Levi, i canti corali diretti dal Maestro Ezechiello
Levi e accompagnati dall’antico harmonium, le assemblee
post-emancipazione che hanno contribuito a fare la Storia delle
Università Israelitiche del Piemonte, si è svolta la seconda cena
conviviale del ciclo avente per tema “Le tradizioni alimentari
ebraiche”.
Rossella Bottini Treves,
presidente Comunità ebraica di Vercelli Leggi
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Poteri forti e minoranze snob |
Quando
si parla di poteri forti, lobby, élite e simili che dominano o cercano
di dominare il mondo mi vengono i brividi: istintivamente ho la
sensazione che più o meno consapevolmente si vogliano tirare in ballo
gli ebrei. Di conseguenza provo un certo disagio misto a preoccupazione
quando si parla con entusiasmo di voto popolare che ha sconfitto le
élite, quando si esalta la gente comune in contrapposizione a
intellettuali, giornalisti, giudici, politici, ecc. E non solo perché
quasi sempre tra i personaggi bersagliati ci sono molti ebrei, ma
soprattutto perché sono convinta che la diffidenza, se non l’ostilità
aperta, verso gli intellettuali non possa portare niente di buono a
chi, come il popolo ebraico, ha sempre attribuito un grande valore alla
cultura e all’istruzione.
Anna Segre, insegnante
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Usa, gli estremisti da scaricare
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“Come
si può essere antisemiti e filo-israeliani allo stesso tempo?”. Si
domanda Naomi Zeveloff sul Jewish Forward in riferimento alla nomina di
Steve Bannon come consigliere alla Casa Bianca proposta dal
neopresidente degli USA Donald Trump. Bannon è stato definito da
numerosi media come antisemita e xenofobo – tra cui dall'Antidefamation
League - e contemporaneamente è presidente esecutivo del portale
Breitbart News, nato come filo-israeliano, e diventato secondo l'ex
redattore Ben Shapiro, proprio con l'arrivo di Bannon uno dei
principali siti promotori di idee appartenenti all'alt-right.
Francesco Moises Bassano
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Andare o conoscere |
“Vai
verso te stesso” o “Conosci te stesso”? Qual è la formula giusta,
quella che Dio rivolge ad Abramo o quella che Socrate insegna ai suoi
discepoli? È più importante dirigersi consapevolmente verso il proprio
cammino o essere consapevoli dei propri limiti?
Ilana Bahbout
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