2 dicembre 2016 - 2 Kislev 5777 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Giuseppe Momigliano e
Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto
Cavaglion e Francesco Lucrezi.
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Eylon Aslan-Levy
30 novembre
Today, we mark the Expulsion and Exodus of Jews from Arab Lands and
Iran. 850,000 indigenous Middle East Jews who fled to refuge in Israel.
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#PE24BreakingNews
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Renzi: 'Sono un amico di Israele.
Lavoro per due popoli, due Stati'
Sul
Corriere di oggi lunga intervista al Primo ministro Matteo Renzi in
vista del referendum di domenica sulla riforma costituzionale. Secondo
Renzi “Questo Sì e questo No saranno pesanti. Molto pesanti.
Decideranno i prossimi vent'anni. Spero che siano pensati oltre che
pesanti. Non è un gioco di parole: è che quando si arriva al punto che
un leader come Grillo chiede ai suoi di "non votare con il cervello",
se no votano Sì, siamo già oltre ogni immaginazione. Io chiedo, invece,
- afferma il presidente del Consiglio - agli italiani un Sì di testa,
un Sì di cuore. No agli insulti, sì ai ragionamenti”. Su eventuali
dimissioni in caso di vittoria del No, Renzi afferma “non sarò mai uno
dei tanti che si barcamena per conservare uno strapuntino al sole. Sono
diverso dalla generazione di politici che ha attraversato tante
stagioni del nostro Paese. Se possiamo continuare a cambiare, io ci
sono”. Tra i punti toccati anche la “frecciata”, come la definisce il
Corriere, di Massimo D'Alema sui rapporti tra Renzi e il governo di
Israele: “Quanto alla critica sulla mia amicizia con il premier
Netanyahu, - afferma il Premier - sono un amico del popolo di Israele e
lavoro come tutti alla soluzione "due popoli, due Stati". Se dico che è
un errore il boicottaggio universitario contro le università israeliane
o certe vergognose polemiche antisemite non mi devo certo vergognare,
anzi: ne vado fiero”.
Gran rabbinato d'Israele e l'incontro con la Chiesa.
L'Osservatore Romano pubblica la traduzione in italiano del comunicato
congiunto diffuso al termine della quattordicesima Riunione della
Commissione bilaterale delle delegazioni del Gran rabbinato d'Israele e
della Commissione della Santa Sede per i rapporti religiosi con
l'ebraismo. Diversi i punti toccati, tra cui la promozione della
tolleranza tra i popoli: “Di fronte alle sfide e alle tragedie umane
contemporanee – si legge nel testo - è stata sottolineata l'importanza
che le guide religiose diano esempi di tolleranza e di rispetto”. È
stata inoltre ribadita dalla Commissione la sua posizione contro quanto
emerso dalla vergognosa risoluzione dell'Unesco su Gerusalemme: “nella
discussione di argomenti di attualità, è stato affermato il principio
del rispetto universale per i luoghi santi di ciascuna religione,
ponendo attenzione ai tentativi di negare l'attaccamento storico del
popolo ebraico al proprio luogo più santo. La commissione bilaterale ha
preso posizione con forza contro la negazione politica e polemica della
storia biblica, esortando tutte le nazioni e le fedi a rispettare tale
legame storico e religioso”.
L'Onu e l'ossessione anti-israeliana.
“Quali valori può effettivamente rappresentare un organismo come le
Nazioni Unite che, mentre il mondo brucia, continua a condannare
ossessivamente Israele? A quali valori fa riferimento il nostro Paese
quando non prende posizioni chiare contro queste distorsioni?”, gli
interrogativi posti dalla Presidente dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Noemi Di Segni di fronte all'ennesimo attacco delle
Nazioni Unite a Israele. Come racconta anche il Giornale, il 30
novembre sono state infatti votate sei risoluzioni aspramente critiche
su Israele, contenenti solo una velata condanna del terrorismo
palestinese e nessun esplicito riferimento al movimento terroristico di
Hamas. L'atteggiamento dell'Onu, hanno spiegato le autorità israeliane,
non favorisce certo la pace ma anzi è un ostacolo per i colloqui. E
sulla questione negoziati interviene oggi lo storico israeliano Benny
Morris, intervistato da La Stampa sul ruolo di Donald Trump in Medio
Oriente e sulla questione israelo-palestinese. Secondo lo storico “Ciò
che Trump potrebbe fare, e che Obama non ha fatto, è mettere l'accento
sul fatto che i veri nemici della soluzione dei due Stati sono i
palestinesi. Obama ha sottolineato gli ostacoli posti da Israele, Trump
potrebbe sottolineare la resistenza che fanno i palestinesi a
sottoscrivere un accordo con Israele”.
La giornalista che raccontò Exodus. La
storica Anna Foa racconta sulle pagine dell'Osservatore Romano la
storia di Ruth Gruber, classe 1911, figlia di ebrei russi emigrati
negli Usa e scomparsa recentemente a New York. “Un personaggio
assolutamente fuori dal comune: scrittrice, giornalista, fotografa,
funzionaria del governo americano, sempre impegnata dove si trattava di
difendere diritti e salvare vite umane”, racconta Foa, ricostruendo
alcuni passaggi della vita di Gruber. Tra questi l'aver coperto le
famose vicende della nave Exodus, con i suoi 4500 passeggeri scampati
ai lager, diretti nel dopoguerra verso la futura Israele. “La nave fu
attaccata dagli inglesi, i profughi furono rinchiusi nei campi inglesi
a Cipro, poi rinviati in Europa, in Francia dove si rifiutarono di
sbarcare e infine in Germania, dove furono collocati in campi che erano
stati precedentemente campi di concentramento nazista. L'impatto
dell'opinione pubblica in Europa e in America fu enorme.- sottolinea
Foa - L'unico giornalista che ebbe il permesso di accompagnare i
profughi in Germania fu appunto Ruth Gruber, che li intervistò e
fotografò”.
Il giudice e il paragone con Salò, il Csm apre istruttoria.
Le frasi contro i sostenitori del Sì al referendum scritte del
presidente del Tribunale di Bologna, Francesco Caruso, finiscono sul
tavolo del Csm: si valuta se aprire un'istruttoria che potrebbe portare
al trasferimento del presidente del Tribunale di Bologna, spiega il
Corriere sul suo dorso bolognese. Il giudice aveva paragonato, in
un post su Facebook, i sostenitori del Sì ai fascisti che scelsero di
aderire alla repubblica di Salò. “Su Salò sono stato frainteso mai
pensato di offendere”, le parole di Caruso riportate da Repubblica
Bologna, che per scusarsi afferma di aver “soltanto espresso la mia
opinione con alcuni amici in forma privata”. Difficile interpretare un
post su Facebook come privato e il paragone rimane inaccettabile. Su
quest'ultimo il giudice afferma: “Non ho detto che chi vota Si è un
repubblichino, ma che commette un errore storico grave come quello dei
sostenitori della Repubblica di Salò. È una cosa completamente
diversa”.
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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