Giuseppe Momigliano,
rabbino
|
“Essi
faranno un’arca (Aron) di legno di acacia, la cui lunghezza sarà
di due cubiti e mezzo, la larghezza un cubito e mezzo l’altezza
di un cubito e mezzo” (Esodo 25,10). L’espressione con la quale il
Signore prescrive la costruzione dell’Arca, destinata a contenere le
Tavole del Patto su cui erano incisi i Dieci Comandamenti e che quindi
rappresenta l’insieme stesso della Torah, differisce dall’ordine
dettato per gli altri oggetti sacri del Mishkan.
|
|
Leggi
|
Davide
Assael,
ricercatore
|
In un’intervista concessa ieri a Repubblica
il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman dichiara che i
tempi sono maturi per un’alleanza strutturale fra Israele e gli Stati
sunniti moderati, tra cui pare includere, oltre a Egitto e Giordania,
l’Arabia Saudita. L’ho trovata una battuta divertentissima perché non
esiste cultura civica più arretrata di quella dei sauditi.
|
|
Leggi
|
 |
Usa, l’ondata antisemita
continua a fare paura
|
Una
volta sono le minacce di attentati contro i centri ebraici e le scuole.
Un’altra gli atti di vandalismo. Un’emergenza quotidiana ormai, scrive
La Stampa. E anche una situazione piuttosto inconsueta per gli Stati
Uniti d’America, che raramente nella storia hanno affrontato questo
tipo di insidia. L’ultima ondata lunedì, con l’evacuazione in
contemporanea di 21 edifici. “Le minacce si ripetono spesso uguali,
attraverso telefonate fatte con voci distorte, e raggiungono più volte
gli stessi centri. Si potrebbe trattare di singole persone, o anche di
soggetti mentalmente instabili, ma l’Fbi – viene spiegato – non esclude
la partecipazione di gruppi”.
Sempre dagli Stati Uniti si apprende che Trump sarebbe aperto a quello
che il Corriere definisce un “clamoroso compromesso”. E cioè la
possibilità che venga avviato un percorso di legalizzazione per milioni
di migranti che vivono clandestinamente negli Usa. Il presidente ne ha
parlato durante un incontro con alcuni giornalisti televisivi alla Casa
Bianca. La notizia è stata poi confermata dal New York Times, dopo una
prima indiscrezione della Cnn.
Sul Corriere, Gian Antonio Stella torna sul velenoso intervento di
Marine Le Pen relativo agli ebrei con passaporto doppio, francese e
israeliano. Ad essere rievocato è l’affare Dreyfus, condannato da Emile
Zola nel suo celebre “J’accuse” e frutto, sottolinea Stella, di un
antisemitismo che fu radicato nella cultura d’Oltralpe. “Sono circa
mezzo milione gli ebrei che vivono in Francia e che si sentono ebrei e
francesi. Tanti. A maggior ragione – scrive il giornalista – dopo la
Shoah che vide troppi francesi non solo accettare i trasferimenti, ma
collaborare attivamente con i nazisti”. Anche l’Italia e gli italiani
portano il peso in questa tragedia, aggiunge Stella. “Ma forse la
signora Le Pen, specie di questi tempi, dovrebbe contare settanta volte
sette prima di fare le sue sparate”.
Nel pomeriggio il ministro della Cultura Dario Franceschini sarà a
Carpi per presentare il catalogo del Museo Monumento al Deportato,
concepito in collegamento con il campo di Fossoli. Così La Stampa
racconta quel luogo, che fu anticamera al lager per molte migliaia di
perseguitati: “La strada per il Campo di Fossoli è un viaggio a ritroso
nel tempo: i casolari agricoli si diradano man mano che ci si allontana
da Carpi, l’umidità annacqua i colori, la Pianura Padana sembra ancora
più piatta nel suo tendere verso il nulla. Accanto corre la ferrovia.
Poi d’un tratto, dopo una curva, appaiono il cancello d’ingresso, la
torretta di guardia, le baracche tristi oltre la recinzione
arrugginita”.
|
|
Leggi
|
|
|
ucei e comunità ebraica di bologna
"Illustre rettore, lasciamo il Bds fuori dalle nostre università"
La
Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni
e il Presidente della Comunità ebraica di Bologna Daniele De Paz, a
seguito della preoccupante notizia di un evento legato al Bds
organizzato all'Università di Bologna, hanno deciso di concerto di
inviare il seguente messaggio congiunto al rettore Francesco Ubertini:
Illustre rettore, siamo venuti a conoscenza di un'iniziativa
particolarmente inquietante che sarà ospitata nel pomeriggio di domani
nel vostro ateneo: "Israele nelle nostre Università: tra libertà
accademica e legittimità politica", incontro a più voci convocato in
occasione dell'Israeli Apartheid Week.
Da molti anni, questa settimana rappresenta un concentrato d'odio
anti-israeliano e anti-ebraico che ha pochi eguali nel mondo della
scuola e dell'università e che alla perfezione si salda con le attività
organizzate durante l'anno dai sostenitori del BDS, lo squallido
movimento di boicottaggio della cultura e dei saperi d'Israele che
inizia ad attecchire anche nel nostro paese e che non a caso è tra i
promotori di questa mobilitazione.
Invece del dialogo, prospettiva imprescindibile per la regione
mediorientale, si finiscono così per favorire odio, rancore,
strumentalizzazioni. Un fatto già grave di per sé, ma che assume un
peso ancor più rilevante in ragione della particolare cornice di questo
incontro.
Auspichiamo pertanto un suo fermo intervento e un atto di
responsabilità sociale non dissimile da quello avvenuto negli scorsi
giorni a Roma dove, opportunamente, si è deciso di cancellare un evento
dello stesso tenore che si sarebbe dovuto tenere in Campidoglio.
Noemi Di Segni, Presidente UCEI
Daniele De Paz, Presidente Comunità ebraica di Bologna
Leggi
|
Melamed - qui roma
Anna e Zef, vita e dolore in note
Un’“opera
multimediale” ispirata ad Anna Frank, che affronta tematiche
drammaticamente attuali attraverso il racconto di due giovani: Anna, la
bambina scomparsa nella Shoah autrice del famoso diario, e il suo
coetaneo Zef, un ragazzo albanese, immaginario ma la cui storia suona
terribilmente reale, ucciso in una faida famigliare che lo aveva
costretto a nascondersi in casa per due anni.
Anna e Zef vivono vicende separate nel tempo e nello spazio, ma sono
uniti dallo stesso destino: una vita prematuramente spezzata dalla
violenza degli adulti. Si incontrano in un aldilà che riflette la loro
eterna giovinezza e, con la leggerezza e l’irriverenza propria della
loro età, condividono le loro storie e il futuro che li attende.
L’opera andrà in scena all’Auditorium Parco della Musica di Roma
domenica 12 marzo, è rivolta ai giovani delle scuole secondarie di
primo e secondo grado, e si avvale di una regia multimediale innovativa
e coinvolgente, che integra le forme tradizionali del teatro musicale
con la magia delle proiezioni e dei motion graphics. Frutto di una
co-produzione internazionale tra l’Accademia Santa Cecilia e la
Netherland Philharmonic Orchestra, è realizzata nell’ambito del
progetto europeo Music Up Close Network – connecting orchestral music
to young audiences, che vede l’Accademia capofila di un consorzio di
importanti orchestre e istituzioni musicali europee. Leggi
|
qui milano - la lezione al cdec
L'antisemitismo nella modernità
Prosegue
il ciclo di incontri sull'antisemitismo organizzato dal Centro di
documentazione ebraica contemporanea di Milano in collaborazione con
l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, la Casa della Cultura e
dell’Istituto nazionale per la Storia del movimento di Liberazione in
Italia. Domani sera infatti, nella sede di via Eupili del Cdec, avrà
luogo il sesto appuntamento (ore 18.00) dedicato ai “Caratteri odierni
dell’antisemitismo”. Nello specifico, la sociologa Betti Guetta
analizzerà, a partire dalla recente definizione operativa di
antisemitismo elaborata dall’International Holocaust Remembrance
Alliance IHRA, le diverse tipologie di giudeofobia che hanno ricadute
sull’attualità e tra queste: l'antisemitismo classico, moderno,
contingente; il negazionismo e post-verità; l'antisemitismo online e
offline.
|
Ticketless - Se non opa, quando? |
Sì,
non è un refuso. “Se non opa, quando”. Era per tutta la settimana in
screenshot sul sito di “Repubblica”. Fino a scadenza dell’opa di
Parmalat, reclamizzata pure con paginate sui massimi quotidiani
nazionali. Osservo il fenomeno con animo ormai rassegnato. Non alzo il
dito contro nessuno, per paura che Valentina Pisanty torni a rubricarmi
tra i cultori di una memoria di Levi “sacralizzante”, come era accaduto
per un Ticketless analogo di due anni fa contro il (quasi) omonimo
movimento “Se non ora, quando?”, fondato da “Libertà e Giustizia”.
Alberto Cavaglion
Leggi
|
|
Periscopio - Le mani libere
|
Tornato
da un breve ma intenso soggiorno in Israele, in occasione della
conferenza di cui ho parlato mercoledì scorso, cerco di sintetizzare,
in brevi righe, l’essenza delle molteplici e contrastanti sensazioni da
me provate, fatte di molte luci e anche di qualche ombra.
Innanzitutto, da quel po’ che ho potuto vedere con i miei occhi, e da
quello che ho potuto apprendere dalle molte conversazioni con i miei
diversi amici, il Paese offre senz’altro un’immagine di grande forza,
vitalità, benessere. L’economia va benissimo, i fermenti culturali
crescono, i giovani riescono ad esprimere i loro talenti, in patria e
all’estero, nei campi più disparati, si respira una diffusa gioia di
vivere, in un clima generalmente sereno e disteso: anche le misure di
sicurezza (lo scrivo toccando ferro…), nonostante i recenti, cruenti
attentati, appaiono evidentemente allentate
Francesco Lucrezi, storico
Leggi
|
Testamento nel cuore
|
Negli
ultimi giorni sono stato in viaggio tra Parigi, Lyon e Lille alla
ricerca di musiche scritte in cattività; partito con un trolley vuoto e
uno zaino con due quaderni, sono tornato con la valigia che pesava 18
chili (partiture di Lannoy, Lashermes, Karveno, Thiriet, Martinon,
Kornaus, Aqiba, Nozriev, Lebon e altri 12 autori) e lo zaino che
letteralmente scoppiava, i funzionari dell’aeroporto Charles De Gaulle
di Parigi hanno fatto storie ma alla fine mi hanno imbarcato sull’aereo.
Come mai, dopo 30 anni, si torna ancora a casa con valigie strapiene di
musica scritta nei Campi, dov’erano in questi anni ricercatori e
musicologi?
Francesco Lotoro
Leggi
|
Ricomincio da sette
|
Nella
parashà di Terumà, che verrà letta il prossimo shabbat, è scritto
(Esodo 25: 31, 40): “Farai un candelabro d’oro puro fatto tutto di un
pezzo: il piedistallo, e il fusto, i suoi calici, i suoi boccioli e i
suoi fiori formeranno un solo corpo con esso.
Sira Fatucci
Leggi
|
|
|