le immagini dei cortei e dei travestimenti per la festa di purim
Dal Titanic a Pinocchio, un paese in maschera
Tutta
Israele in maschera in questi giorni per la festa di Purim. Tante le
iniziative organizzate nelle diverse città del Paese, da Tel Aviv a
Gerusalemme a Beer Sheva, per ricordare le vicende degli ebrei
residenti nell’antica Persia che, condannati a morte da Haman,
consigliere del re Achashverosh, riuscirono miracolosamente a salvarsi.
A cambiarne il destino, le azioni del saggio ebreo Mordechai e di
sua nipote Ester, a cui è dedicata la Meghillat che gli ebrei in queste
ore leggono nelle sinagoghe d'Israele e della Diaspora (“quei giorni
dovevano esser commemorati e celebrati di generazione in generazione,
in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città; e quei giorni di
Purim non dovevano cessar mai d’esser celebrati fra gli ebrei, e il
loro ricordo non doveva mai cancellarsi fra i loro discendenti”, Ester,
9:28). E un modo per ricordare quegli eventi è anche il mascherarsi
così ogni anno in Israele si organizzano vere e proprie sfilate e
competizioni per il travestimento più geniale. In queste ore molto
popolare sui social network è diventato quello scelto da Aviram
Carmeli, che già lo scorso anno aveva divertito i passanti
attraversando Tel Aviv vestito da Aladin su un
tappetovolante-skateboard: quest'anno si è ripetuto ma vestito da Rose,
la protagonista del film Titanic con Leonardo Di Caprio. “Non avevo i
geni per fare lui e così ho scelto di fare lei”, ha raccontato questa
mattina Carmeli alla radio dell'esercito israeliano. Questa volta lo
skateboard elettrico è stato camuffato da nave e Carmeli si è fatto
riprendere mentre a braccia larghe con un finto Di Caprio alle spalle
attraversa Tel Aviv, tra il divertimento dei passanti. Sul fatto che
abbia scelto di tenere la barba, spiega che “in fin dei conti si adatta
bene ai tempi”.  |
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il settore in cui israele È un punto di riferimento internazionale
Ricerca e sviluppo: investire più di tutti, paga
Lo
scorso anno nessun paese sviluppato ha investito quanto Israele in
ricerca e sviluppo. A raccontarlo, la rivista Financial Times che
sottolinea come lo Stato d'Israele abbia destinato il 4,25 del suo
Prodotto interno lordo proprio nel settore della ricerca, davanti anche
alla Corea del Sud (4,23 per cento). La media dei paesi europei è del
1,95 per cento mentre per gli Stati Uniti è aumentato rispetto alla
rilevazione precedente, attestandosi al 2,79.
Il programma governativo Yozma, spiega il Financial Times, è stato tra
i motori di questo importante risultato: istituito nel 1993, Yozma è
stato ideato per costruire una solida realtà di fondi venture capital e
per attirare investimenti stranieri, offrendo a questi ultimi
assicurazioni sul rischio. Per l'Ocse, l'iniziativa di
Gerusalemme è stato “il programma di maggior successo e originale nella
relativamente lunga storia del paese in fatto di politica per
l'innovazione”. Il grande impulso al settore della ricerca e sviluppo,
sottolineava in uno studio l'economista Manuel Trajtenberg (noto in
Israele per aver guidato una commissione che aveva presentato al
governo delle proposte per diminuire il costo della vita nel paese), ha
radici nella fine degli anni Sessanta, quando il governo istituì la
commissione Kachalsky. Quest'ultima già nel 1968 suggerì all'esecutivo
di creare un ufficio ad hoc per sovvenzionare progetti di R&D
(Research & Development). Tra il 1969 e il 1987 le spese nel
settore erano cresciute del 14% all'anno; nel settore High-Tech, nello
stesso ventennio, le esportazioni passarono da un 422milioni di dollari
a 3316 milioni.
Nel corso del tempo, Israele ha portato avanti diverse cooperazioni sul
piano internazionali. I rapporti con la citata Corea del Sud, ad
esempio, sono ottimi. Nel 2001, ricorda il Financial Times, i primi
centri di ricerca e sviluppo della nota multinazionale Samsung al i
fuori dei confini coreani furono realizzati in Israele, a Herzliya e
Ramat Gan, lavorando su tecnologia delle telecamere e dei
semiconduttori.
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la serie di vittorie di israele in uno sport poco seguito nel paese
Baseball, nessuno li conosce ma loro vincono:
la nazionale che sta stupendo tutti
“Il
baseball fa presa sui fan per due elementi principali. Come molti altri
sport, ha grande eleganza e c'è l'eroismo individuale. Come bambino
americano sei ipnotizzato da entrambi. Da ragazzo giochi a baseball per
tutta l'estate, per tutto il giorno, fino a sera, fino a quando c'è
abbastanza luce per vedere la palla. Poi, come un adulto, lo guardi e
lo segui per il resto della tua vita, ancora come fossi un bambino”.
Questa la descrizione del baseball da parte di Philip Roth, il celebre
scrittore ebreo americano, che in diversi libri racconta la sua
fascinazione per un gioco che in Italia non trova lo stesso successo.
Così come accade in Israele, dove i bambini non crescono a pane e
baseball, ma guardano calcio, basket, judo, fino al football americano
ma dello sport tanto amato da Roth sanno molto poco. Eppure Israele,
per la prima volta nella sua storia, sta sbalordendo tutti al World
Baseball Classic, infilando vittoria dopo vittoria: nelle scorse ore ha
battuto la quotata Cuba, dopo aver già surclassato Corea del Sud,
Taiwan e Olanda. La cenerentola delle squadre sta impartendo lezioni a
squadre che hanno una tradizione alle spalle, che hanno un tifo che le
segue. Perché? Perché la squadra è formata per la maggior parte da ex
professionisti ebrei americani e non ci sono sabra a vestire la casacca
blu e bianca. Sono loro che stanno trascinando un team che fino a una
settimana fa era 41esimo nel ranking mondiale a una sorprendente
scalata verso il vertice del baseball: Israele ora si gioca i quarti di
finale in quella che è la più importante competizione per nazionali di
questo sport.
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il progetto per il mediterraneo
Uniti da un gasdotto
Sarebbe
uno dei gasdotti sottomarini più lunghi del mondo; per costruirlo ci
vorrebbero almeno quattro-cinque anni, costerebbe almeno sei miliardi
di euro, e porterebbe circa 12 miliardi di metri cubi di gas naturale
israeliano dai pozzi dei giacimenti offshore al largo di Gaza e di
Israele - ma anche quello cipriota - verso la Grecia e l'Italia. Del
progetto di gasdotto chiamato EastMed è venuto nei giorni scorsi a
parlare con le autorità politiche e i possibili partner industriali il
ministro israeliano dell'Energia, Yuval Steinitz. Che al termine dei
colloqui con Carlo Calenda, responsabile dello Sviluppo economico, con
Angelino Allano, titolare degli Esteri, con l'amministratore delegato
di Snam Marco Alverà e con un gruppo di parlamentari a Montecitorio, si
è detto particolarmente fiducioso sulla possibilità che nel giro di
poco tempo il gasdotto passi dai tavoli dei progettisti alla realtà.
Roberto Giovannini, La Stampa
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hamas dice di voler cambiare
Chi si fida dei terroristi
Nei
prossimi mesi Hamas, il gruppo politico-terrorista di stampo islamista
che governa la Striscia di Gaza, diffonderà un nuovo programma politico
più moderato di quello attualmente in vigore, introdotto nel 1988 e fra
le altre cose dichiaratamente antisemita. Le modifiche sono state
anticipate dal giornale arabo con sede a Londra Asharq al Awsat e da
diversi giornali israeliani, e successivamente confermate da alcuni
funzionari di Hamas al New York Times.
Fra le modifiche più importanti – e che ammorbidiscono vecchie
posizioni più intransigenti – ci sono il riconoscimento dei cosiddetti
“confini del 1967", la base di molti negoziati per la pace fra Israele
e Palestina, e una presa di distanza dai Fratelli Musulmani, il gruppo
politico di cui Hamas era “rappresentante” in Palestina nei suoi primi
anni di vita.
Il Post
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