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12 Marzo 2017 - 14 Adar 5777
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le immagini dei cortei e dei travestimenti per la festa di purim

Dal Titanic a Pinocchio, un paese in maschera 

img headerTutta Israele in maschera in questi giorni per la festa di Purim. Tante le iniziative organizzate nelle diverse città del Paese, da Tel Aviv a Gerusalemme a Beer Sheva, per ricordare le vicende  degli ebrei residenti nell’antica Persia che, condannati a morte da Haman, consigliere del re Achashverosh, riuscirono miracolosamente a salvarsi. A cambiarne il destino, le azioni del saggio ebreo Mordechai e
img headerdi sua nipote Ester, a cui è dedicata la Meghillat che gli ebrei in queste ore leggono nelle sinagoghe d'Israele e della Diaspora (“quei giorni dovevano esser commemorati e celebrati di generazione in generazione, in ogni famiglia, in ogni provincia, in ogni città; e quei giorni di Purim non dovevano cessar mai d’esser celebrati fra gli ebrei, e il loro ricordo non doveva mai cancellarsi fra i loro discendenti”, Ester, 9:28). E un modo per ricordare quegli eventi è anche il mascherarsi così ogni anno in Israele si organizzano vere e proprie sfilate e competizioni per il travestimento più geniale. In queste ore molto popolare sui social network è diventato quello scelto da Aviram Carmeli, che già lo scorso anno aveva divertito i passanti attraversando Tel Aviv vestito da Aladin su un tappetovolante-skateboard: quest'anno si è ripetuto ma vestito da Rose, la protagonista del film Titanic con Leonardo Di Caprio. “Non avevo i geni per fare lui e così ho scelto di fare lei”, ha raccontato questa mattina Carmeli alla radio dell'esercito israeliano. Questa volta lo skateboard elettrico è stato camuffato da nave e Carmeli si è fatto riprendere mentre a braccia larghe con un finto Di Caprio alle spalle attraversa Tel Aviv, tra il divertimento dei passanti. Sul fatto che abbia scelto di tenere la barba, spiega che “in fin dei conti si adatta bene ai tempi”.   img header
 

il settore in cui israele È un punto di riferimento internazionale

Ricerca e sviluppo: investire più di tutti, paga

img headerLo scorso anno nessun paese sviluppato ha investito quanto Israele in ricerca e sviluppo. A raccontarlo, la rivista Financial Times che sottolinea come lo Stato d'Israele abbia destinato il 4,25 del suo Prodotto interno lordo proprio nel settore della ricerca, davanti anche alla Corea del Sud (4,23 per cento). La media dei paesi europei è del 1,95 per cento mentre per gli Stati Uniti è aumentato rispetto alla rilevazione precedente, attestandosi al 2,79.
Il programma governativo Yozma, spiega il Financial Times, è stato tra i motori di questo importante risultato: istituito nel 1993, Yozma è stato ideato per costruire una solida realtà di fondi venture capital e per attirare investimenti stranieri, offrendo a questi ultimi assicurazioni sul rischio.  Per l'Ocse, l'iniziativa di Gerusalemme è stato “il programma di maggior successo e originale nella relativamente lunga storia del paese in fatto di politica per l'innovazione”. Il grande impulso al settore della ricerca e sviluppo, sottolineava in uno studio l'economista Manuel Trajtenberg (noto in Israele per aver guidato una commissione che aveva presentato al governo delle proposte per diminuire il costo della vita nel paese), ha radici nella fine degli anni Sessanta, quando il governo istituì la commissione Kachalsky. Quest'ultima già nel 1968 suggerì all'esecutivo di creare un ufficio ad hoc per sovvenzionare progetti di R&D (Research & Development). Tra il 1969 e il 1987 le spese nel settore erano cresciute del 14% all'anno; nel settore High-Tech, nello stesso ventennio, le esportazioni passarono da un 422milioni di dollari a  3316 milioni.
Nel corso del tempo, Israele ha portato avanti diverse cooperazioni sul piano internazionali. I rapporti con la citata Corea del Sud, ad esempio, sono ottimi. Nel 2001, ricorda il Financial Times, i primi centri di ricerca e sviluppo della nota multinazionale Samsung al i fuori dei confini coreani furono realizzati in Israele, a Herzliya e Ramat Gan, lavorando su tecnologia delle telecamere e dei semiconduttori.
 

 

la serie di vittorie di israele in uno sport poco seguito nel paese

Baseball, nessuno li conosce ma loro vincono:
la nazionale che sta stupendo tutti

img header“Il baseball fa presa sui fan per due elementi principali. Come molti altri sport, ha grande eleganza e c'è l'eroismo individuale. Come bambino americano sei ipnotizzato da entrambi. Da ragazzo giochi a baseball per tutta l'estate, per tutto il giorno, fino a sera, fino a quando c'è abbastanza luce per vedere la palla. Poi, come un adulto, lo guardi e lo segui per il resto della tua vita, ancora come fossi un bambino”. Questa la descrizione del baseball da parte di Philip Roth, il celebre scrittore ebreo americano, che in diversi libri racconta la sua fascinazione per un gioco che in Italia non trova lo stesso successo. Così come accade in Israele, dove i bambini non crescono a pane e baseball, ma guardano calcio, basket, judo, fino al football americano ma dello sport tanto amato da Roth sanno molto poco. Eppure Israele, per la prima volta nella sua storia, sta sbalordendo tutti al World Baseball Classic, infilando vittoria dopo vittoria: nelle scorse ore ha battuto la quotata Cuba, dopo aver già surclassato Corea del Sud, Taiwan e Olanda. La cenerentola delle squadre sta impartendo lezioni a squadre che hanno una tradizione alle spalle, che hanno un tifo che le segue. Perché? Perché la squadra è formata per la maggior parte da ex professionisti ebrei americani e non ci sono sabra a vestire la casacca blu e bianca. Sono loro che stanno trascinando un team che fino a una settimana fa era 41esimo nel ranking mondiale a una sorprendente scalata verso il vertice del baseball: Israele ora si gioca i quarti di finale in quella che è la più importante competizione per nazionali di questo sport. 
 


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il progetto per il mediterraneo

Uniti da un gasdotto

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Sarebbe uno dei gasdotti sottomarini più lunghi del mondo; per costruirlo ci vorrebbero almeno quattro-cinque anni, costerebbe almeno sei miliardi di euro, e porterebbe circa 12 miliardi di metri cubi di gas naturale israeliano dai pozzi dei giacimenti offshore al largo di Gaza e di Israele - ma anche quello cipriota - verso la Grecia e l'Italia. Del progetto di gasdotto chiamato EastMed è venuto nei giorni scorsi a parlare con le autorità politiche e i possibili partner industriali il ministro israeliano dell'Energia, Yuval Steinitz. Che al termine dei colloqui con Carlo Calenda, responsabile dello Sviluppo economico, con Angelino Allano, titolare degli Esteri, con l'amministratore delegato di Snam Marco Alverà e con un gruppo di parlamentari a Montecitorio, si è detto particolarmente fiducioso sulla possibilità che nel giro di poco tempo il gasdotto passi dai tavoli dei progettisti alla realtà.

Roberto Giovannini, La Stampa

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hamas dice di voler cambiare

Chi si fida dei terroristi

Nei prossimi mesi Hamas, il gruppo politico-terrorista di stampo islamista che governa la Striscia di Gaza, diffonderà un nuovo programma politico più moderato di quello attualmente in vigore, introdotto nel 1988 e fra le altre cose dichiaratamente antisemita. Le modifiche sono state anticipate dal giornale arabo con sede a Londra Asharq al Awsat e da diversi giornali israeliani, e successivamente confermate da alcuni funzionari di Hamas al New York Times.
Fra le modifiche più importanti – e che ammorbidiscono vecchie posizioni più intransigenti – ci sono il riconoscimento dei cosiddetti “confini del 1967", la base di molti negoziati per la pace fra Israele e Palestina, e una presa di distanza dai Fratelli Musulmani, il gruppo politico di cui Hamas era “rappresentante” in Palestina nei suoi primi anni di vita.


Il Post 

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