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Sulla via dei templari

Akko

I templari tornano a far parlare di sé col loro carico di leggende e misteri esoterici. E lo fanno, questa volta, coll’appoggio della scienza, dato che la missione del Servizio delle antichità israeliano ha ritrovato passaggi segreti e resti di cunicoli ancora ben conservati in quelli che furono i sotterranei del castello crociato di San Giovanni d’Acri (oggi Acco), porto nel nord di Israele, non lontano da Haifa. Qui fin dalle prime crociate venne costruita, sui resti di un accampamento romano (“castra”), un’imponente fortezza, punto di sosta per eserciti di cavalieri crociati e per pellegrini attratti dalle vie della fede. Fu una tappa obbligata, un luogo sicuro, ben difeso; e lo fu ancora di più dopo che al suo interno si stabilirono t templari e gli ospedalieri, ordini cristiani nati con le crociate, i primi per la custodia del tempio di Gerusalemme, il secondo per portare soccorso ai crociati feriti nelle sanguinose battaglie contro i saraceni.
Il castello di Acco fu il punto principale della rocca della città, che dava direttamente sul porto, per permettere lo sbarco diretto delle navi, non solo cariche di soldati, ma anche di merci preziose per la vita quotidiana e per i traffici commerciali. Qui, da decenni, sono attive missioni israeliane e straniere (inglesi e francesi), che già nel 1994 fecero una prima, straordinaria scoperta: il tunnel, che dal cuore della fortezza portava direttamente al porto (per proteggere uomini e merci da attacchi esterni). Ora il contesto architettonico si precisa con nuove, ulteriori strutture: passaggi segreti e cunicoli ben al di sotto del piano calpestato, che lasciano immaginare fughe precipitose o anche tresche di ogni tipo tra i cavalieri all’interno e persone all’esterno, che magari di notte si introducevano per ragioni diverse. Cronache dell’epoca parlano di riti magici, di riunioni e cospirazioni di sette segrete, persino di sacrifici umani (che ricorderebbero i roghi delle streghe), senza contare le tresche tra cavalieri e amanti. «Sicuramente la funzione principale di un simile labirinto di gallerie fu la fuga durante le due sanguinose battaglie contro i mamelucchi, che si consumarono a San Giovanni d’Acri», fanno notare gli archeologi autori della scoperta.
In particolare fu terribile l’assedio dei crociato tra il 1189 e il 1191, concluso dopo una duplice, sanguinosa soppressione di quasi 3000 prigionieri per parte, con un accordo tra Riccardo Cuor di Leone e Saladino, che impose una tregua e la città rimase in mano ai cristiani. Altrettanto barbaro fu il confronto, esattamente un secolo dopo (1291), che vide la sconfitta dei crociati e il loro definitivo abbandono della Terrasanta: in questa occasione fu rilevante la presenza dei templari, e degli ospedalieri, arroccati ciascuno in un settore della fortezza. In particolare i templari si posizionarono all’interno di una cupola, la cosiddetta “Torre Nuova”, che il 1 S maggio 1291 crollò distrutta dalle micidiali macchine da guerra dei mamelucchi, guidati dal sultano Al Ashraf Khaldescritto dai cronachisti di guerra come “barbaro assetato di sangue cristiano”. La reazione dei crociato all’interno di Acco consentì di arginare gli attacchi per tre giorni, accumulando detriti e macerie come baluardi. La sera del 18 maggio gli assediati capitolarono: ci furono esecuzioni sommarie e violenze d’ogni genere. Gli sconfitti si diedero alla fuga precipitosa, soprattutto i vertici dell’esercito, c’erano, come in ogni crociato, nobili, rampolli cadetti di casate reali e alcuni sovrani.
E ora, col ritrovamento di resti ancora leggibili dei passaggi segreti, usati come vie di fuga, riusciamo a ricostruire a distanza di secoli quei momenti drammatici; momento in cui, con la città a ferro e fuoco, i vertici dell’esercito, gli aristocratici e i più influenti tra i templari si precipitarono su veloci imbarcazioni, che li avrebbero portati al sicuro.

Aristide Malnati, Quotidiano Nazionale, 22 febbraio 2017

(26 febbraio 2017)