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24 MARZO 2017
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TRATTATI DI ROMA - DAFDAF

Europa, 60 anni insieme

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Non manca l’appuntamento con l’attualità, il numero 78 di DafDaf, il giornale ebraico dei bambini in distribuzione nei prossimi giorni, e racconta ai giovani lettori la storia di quei Trattati di Roma che 60 anni addietro diedero i natali all’Europa. Un’idea oggi messa a dura prova, che resta però “l’unica strada possibile per difendere i valori in cui crediamo e per cui tanto sangue innocente è stato versato”. Proponiamo qui in anteprima le pagine che DafDaf ha voluto dedicare a un anniversario importante, da non dimenticare.

Europa, 60 anni insieme
Appena dodici anni prima un conflitto terribile aveva insanguinato l’Europa e il mondo intero. Con quella firma, nel 1957, dopo tante sofferenze, si indicava la strada maestra da seguire affinché simili tragedie e atrocità non si ripetessero.
Quello del prossimo 25 marzo è un anniversario davvero importante. Un anniversario da segnare subito nelle vostre agende e nei vostri diari con la penna blu. Si celebreranno infatti, alla presenza dei più importanti capi di Stato, che verranno con grandi delegazioni, i 60 anni dai Trattati di Roma.

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Sport

Da Gerusalemme a Roma

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Coni, Federcalcio, As Roma. Fa il pieno di apprezzamento la missione del Roma Club Gerusalemme in Italia. Una settimana segnata da molteplici appuntamenti per condividere la missione di questo straordinario gruppo, da sempre all’avanguardia nei progetti di integrazione tra giovanissimi attraverso lo sport. Ebrei, musulmani, cristiani. Tutti insieme, con la stessa maglia, sullo stesso terreno di gioco, per dire che sì, un mondo di pace è possibile.
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razzismi

ScuoleNoHate alla Camera

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Si è svolto alla Camera dei Deputati il convegno “Scuole contro l’odio. Web resilienza e peer education #ScuoleNoHate”, in occasione della tredicesima Settimana contro il razzismo, promossa dall’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e organizzato dalla delegazione parlamentare presso il Consiglio d’Europa e dalla No Hate Alliance coordinata dalla deputata Milena Santerini in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
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lettera dei 600

Scrivere ancora un tema?

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Nell’ampia, e talora aspra, discussione sul degrado dell’italiano, generata dalla recente lettera-appello di 600 docenti e germinata in innumerevoli spin-off che ne hanno esplorato le diverse sottotrame politico-ideologiche (dalle responsabilità della scuola a quelle del web, passando per un classico assoluto del revisionismo culturale italiano, ovvero la demolizione postuma della figura di Don Milani), aleggiava nelle scorse settimane lo spettro della creatura polimorfa a cui da un secolo abbondante abbiamo affidato il compito di vigilare sulla buona lingua dei nostri studenti: il componimento d’italiano.
Il componimento d’italiano, meglio conosciuto come «tema», costituisce infatti la prova più largamente utilizzata per testare le competenze linguistiche degli scolari, nonché quella dai contorni didattici più labili: perché non valuta, appunto, soltanto la cosiddetta forma, ma anche l’aderenza alla traccia, le conoscenze disciplinari e interdisciplinari, il saper argomentare e creare collegamenti, l’attitudine all’analisi e alla sintesi, e più in generale la capacità di mettere in ordine fatti e pensieri per strutturare un discorso articolato e coerente su un certo argomento.

Andrea De Benedetti per doppiozero.com
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lettera dei 600

Maestra, come si scrive?

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Gli studenti universitari non sanno scrivere in italiano. Così dicono i 600 professori che hanno redatto un appello pubblico. Ne è seguito un dibattito di cui ci siamo occupati su doppiozero con gli interventi di Andrea Giardina e Alessandro Banda; Nunzio La Fauci; Mario Barenghi; e l’intervista di Enrico Manera a Marco Rossi Doria. Come si insegna davvero a scrivere nelle scuole italiane a partire dalle classi elementari? Con questo articolo ci occupiamo di una tecnica di scrittura molto diffusa nelle scuole: il dettato.

“Prendete la penna, e al centro del foglio scrivete: Dettato”. La maestra seduta dietro la cattedra comincia: “Io-a-mo-il-ma-re. Le-on-de-so-no-al-te. Lu-i-sa-nu-o-ta”. I bambini chini sui fogli scrivono. Nell’epoca di tablet, cellulari, playstation, computer e lavagne elettroniche interattive, nella scuola elementare si detta ancora. Nonostante i cambiamenti dei programmi, la pratica non è scomparsa, anzi. Sembra quasi che il tempo non sia passato da quando Quintiliano nel suo Institutio Oratoria prevedeva il dettato come pratica faticosa, eppure utile.

Marco Belpoliti per doppiozero.com
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