3 aprile 2017 - 7 Nissan 5777 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di
Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
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#PE24BreakingNews
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Ombre nere sulla Slovacchia,
mentre la Serbia sceglie l'Europa
I
serbi confermano alla presidenza l'europeista Aleksandar Vučić. Il
primo ministro uscente, candidato col Partito Progressista serbo di
centrodestra, ha infatti ottenuto nuovamente la fiducia dei suoi
concittadini ottenendo il 55 per cento dei voti, cosa che gli
permetterà di evitare il ballottaggio. La strategia di
Vucic, hanno dunque avuto successo: i negoziati con Bruxelles per
entrare nella Ue al più presto, le riforme accelerate per modernizzare
l'economia, la neutralità ma pro-Unione europea tra Nato e Mosca e
infine ma non ultimo i tentativi di dialogo di pace con i paesi vicini,
tutti gli Stati nati dalla disintegrazione della Jugoslavia e con
l'Albania (Repubblica). Clima più preoccupante quello che invece si
respira più a nord, in Slovacchia: come racconta un reportage di
Francesca Paci su La Stampa, nel Paese aumenta un “nazionalismo
che rimpiange monsignor Tiso, il primo cattolicissimo presidente
slovacco nonché il collaborazionista sotto cui furono deportati 70 mila
ebrei”. È il Partito popolare di estrema destra Slovacchia Nostra
(Lsns) a convogliare questi sentimenti, e i suoi leader annunciano di
puntare a raddoppiare il risultato alle parlamentari di marzo (8 per
cento) alla prossima tornata elettorale. “Non abbiamo fretta, - afferma
uno dei leader - non entreremo in nessuna coalizione, se tra due o tre
tornate avremo la maggioranza e l'Ue esisterà ancora faremo un
referendum per uscire e poi un altro contro i criminali dell'Alleanza
Atlantica”.
Germania, una legge sull'Islam.
Secondo i media, i cristiano-democratici guidati dalla cancelliera
Angela Merkel starebbero pensando di far approvare una legge che regoli
la realtà islamica tedesca. Un provvedimento su cui, afferma il
Corriere, Merkel ha delle perplessità e che sancirebbe, tra le altre
cose: la registrazione formale delle moschee e l'impossibilità per esse
di ricevere finanziamenti dall'estero; status legale per le
organizzazioni musulmane; obbligo per i predicatori di attenersi a
certe regole nelle prigioni, negli ospizi e negli ospedali;
regolamentazione delle sepolture. “In generale, - spiega Danilo Taino
sul Corriere - il provvedimento, che sarebbe approvato solo nella
legislatura prossima se la Cdu vincerà le elezioni, dovrebbe stabilire
il primato della legge tedesca sulle pratiche islamiche”.
L'Islam a Varese.
“Imam che recitano preghiere, chiacchierate sul Corano, accoglienza
nella comunità islamica. Ieri a Varese, culla leghista, è stata una
giornata speciale per alcuni italiani, - scrive Repubblica Milano -
venuti a conoscere l'islam su invito della comunità islamica e
probabilmente entrati nell'anticamera della conversione. Meno di una
decina, in realtà, ma basta per confermare che le conversioni
all'Islam, anche a Varese, seppure in numeri piccolissimi, sono oramai
una realtà”.
Biennale Democrazia.
Si è conclusa ieri la rassegna torinese dedicata alle riflessioni sui
valori democratici e sull'attualità. Ultimo incontro, quello tra Tariq
Ramadan e Paolo Flores d'Arcais. “Da un lato l'ambiguo islamologo,
nipote del fondatore dei Fratelli Musulmani. - spiega La Stampa -
Dall'altra il direttore di MicroMega, filosofo che ha fatto della
laicità una bandiera”. Ramadan, ricorda il quotidiano, è il teologo che
su Politico Europe ha giustificato le stragi jihadiste a Parigi e
Bruxelles come una sorta di “reazione” alle politiche dell'Occidente in
Medio Oriente, “riproponendo l'ostilità viscerale nei confronti della
modernità che appartiene ai gruppi islamici più radicali”. Nella
ricostruzione de La Stampa, Ramadan è stato messo più volte messo in
difficoltà da Flores su temi come il jihadismo e il rispetto dei
principi democratici.
Film. Il Corriere
presenta Libere, disobbedienti, innamorate, della
regista Mayasaloun Hamoud che racconta la vita quotidiana di
tre giovani coinquiline arabo-israeliane a Tel Aviv e del loro rapporto
con la società israeliana e dei rapporti con le proprie famiglie
musulmane. Natalia Aspesi invece su Repubblica racconta di Miracolo a
Le Havre, ultimo film del regista finlandese Kaurismäki, che “racconta
l'incontro tra due solitudini: il clandestino siriano e un ristoratore
di mezza età negli anni del rancore senza scopo e della violenza
esibita sul web".
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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