24 aprile 2017 - 28 Nissan 5777 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di
Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
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Francia, la sfida Macron-Le Pen
Ampie
analisi sui quotidiani italiani in merito ai risultati del primo turno
delle elezioni presidenziali in Francia, che hanno visto trionfare il
centrista Emmanuel Macron e l'ultradestra di Marine Le Pen.
Saranno loro tra due settimane a sfidarsi al ballottaggio che deciderà
chi guiderà la Francia: Macron, outsider con un passato da ministro nel
governo socialista, rappresenta la speranza dei moderati e degli
europeisti. “Oggi ho votato per la prima volta alle elezioni
presidenziali”, racconta al Corriere Edoardo Goldstein, 19 anni,
italo-francese, studente alla Bocconi di Milano e volontario per
Macron. “E ho votato per lui in modo convinto perché è stato l'unico a
fare una campagna positiva, non contro i valori degli altri ma in
favore dei propri, prima di tutto il rilancio dell'Europa”. Un'Europa
dipinta invece come uno spauracchio da Le Pen che ieri, a risultati
acquisiti, ha dichiarato che “la prima tappa è superata” ma ora
bisogna “liberare tutto il popolo”, facendo appello ai “patrioti
sinceri”: “Da ovunque provengano, per chiunque abbiano votato, senza
pregiudizi, li accoglieremo fraternamente, unità nazionale per la
sopravvivenza della Francia” (Corriere). Intanto François Fillon,
candidato del partito di centrodestra dei Repubblicani, arrivato terzo,
invita i suoi elettori a votare Macron per fermare l'onda populista
cavalcata dalla Le Pen. Stesso invito è arrivato da Benoit Hamon,
candidato del Partito Socialista, che però deve fare i conti con una
totale disfatta: il suo 6,3 per cento rappresenta il risultato
elettorale peggiore della storia socialista (dovuto in particolare alla
bassissima stima dei francesi per il presidente uscente Hollande).
Le Pen non vincerà, parola di Halter.
“Oggi la società francese non è pronta per l'estremismo e lei (Marine
Le Pen), soprattutto all'ultimo, a partire dalla negazione della
responsabilità francese nella deportazione degli ebrei, ha mostrato
quanto fosse estrema”, è la valutazione dell'intellettuale Marek
Halter, scrittore francese di origine polacca, che su La Stampa prevede
la vittoria di Macron ma anche un aumento di consensi da parte
dell'ultra destra. E dall'Italia a tifare per quest'ultima e per Le Pen
c'è il leader della Lega Matteo Salvini che, intervistato dal Corriere,
definisce Macron un “burattino elegante” mentre dipinge la guida del
Front National come una vittima del sistema: “Tutta una certa Francia è
stata contro la Le Pen. In maniera anche più dura di quanto una certa
Italia sia contro la Lega. Lei ha contro il sistema giudiziario, le
banche e la finanza non la possono vedere”.
Turchia, liberato il giornalista Del Grande.
“Gabriele Del Grande è libero. Gli ho parlato adesso sta tornando in
Italia. Ho avuto la gioia di avvisare i suoi familiari. Lo aspettiamo”,
è il messaggio con cui il ministro degli Esteri Angelino Alfano ha
annunciato la liberazione del giornalista italiano tenuto per due
settimane dalle autorità turche in carcere senza una chiara accusa.
Ebrei e Liberazione.
In prossimità del 25 aprile continuano i riferimenti al contributo
ebraico alla Liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Come quello dato
da Piero Cividalli, che, come racconta oggi a Repubblica, scelse di
arruolarsi nelle fila della Brigata ebraica: “avevo diciotto anni
quando mi fu data la possibilità di arruolarmi nella Brigata ebraica. -
racconta Cividalli - Volevo combattere a fianco degli inglesi contro il
nazifascismo. Per tanti come me, ebrei in Palestina, era un'ambizione
che non trovava risposte o interlocutori attenti. Poi la notizia
ufficiale. Finalmente si poteva partire per l'Italia, era la fine del
1944, la guerra era ormai verso l'epilogo che in tanti aspettavamo”.
Sulle polemiche invece inerenti alle vergognose contestazioni rispetto
alla partecipazione della Brigata ebraica al corteo del 25 aprile e
alla spaccatura a Roma tra Comunità ebraica e Anpi è intervenuto anche
Matteo Renzi: “Tener fuori la Brigata Ebraica è stato scandaloso, e noi
come Pd renderemo omaggio” anche alla comunità ebraica, ha scritto sui
social l'ex primo ministro. Pierluigi Battista sul Corriere parla
invece del libro di Mirella Serri, Bambini in fuga, che narra la storia
dei bambini ebrei rifugiatisi a Nonantola in provincia di Modena per
salvarsi dalla persecuzione nazista. La firma del Corriere ricorda
inoltre da che parte scelse di stare la guida palestinese di allora: il
Gran muftì di Gerusalemme Amin alHusseini, che sposò la causa di
Hitler. Leonardo Cohen sul Fatto Quotidiano ricorda invece come gli
ebrei aderirono in percentuale in numero maggiore alla Resistenza
rispetto al resto dei concittadini italiani e si concentra sulla figura
di Eugenio Curiel, partigiano ebreo assassinato a Milano il 24 febbraio
1945.
Di Stefano con i propal.
Già noto per molte esternazioni controverse su Israele e sulla politica
mediorientale, il deputato Cinque Stelle, Manlio Di Stefano, ha deciso
ieri di presenziare al XVIII Festival della solidarietà con il popolo
palestinese a Milano, ad Assago presso l'hotel Nh. Promotore della
kermesse, ricorda il Corriere, Mohammad Hannoun, che sulla sua pagina
Facebook nei giorni scorsi scriveva di Israele come “un'entità fondata
sui massacri contro il popolo palestinese”.
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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