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25 aprile 2017 - 29 nissan 5777
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STORIA

Cosa fu per davvero l’Italia di Salò

img headerMario Avagliano, Marco Palmieri / L’ITALIA DI SALÒ – 1943-1945 / Il Mulino

Dopo l’8 settembre 1943, quando cadde il regime fascista e l’Italia si divise in due, quanti aderirono alla neonata Repubblica sociale e presero le armi? E quali erano le loro motivazioni e i loro sentimenti?
L’ultima, vergognosa e tragica pagina del fascismo, che ne rappresentò l’epilogo e durante la quale avvennero le razzie e le deportazioni degli ebrei, gli eccidi di innocenti, gli arresti e gli internamenti di partigiani, militari e oppositori nell’Italia occupata dai nazisti, è stata indagata dagli storici e giornalisti Mario Avagliano e Marco Palmieri nel recente “L’Italia di Salò – 1943-1945”, edito dal Mulino.
Tra resoconti di polizia, corrispondenze intercettate dalla censura, diari, memorie e documenti editi e inediti, i due autori – Avagliano è storico collaboratore di Pagine Ebraiche, e autore, anche con Marco Palmieri, di diversi volumi sulle vicende degli ebrei italiani durante la guerra - ricostruiscono la storia dei fascisti di Salò. Raccontando le scelte e le storie dei volontari, dei coscritti, degli internati in Germania che “optarono” per la Rsi, dei prigionieri degli Alleati che rifiutarono di collaborare, delle seimila ausiliarie e dei fascisti che operarono nelle zone già liberate. In tutto oltre mezzo milione di aderenti, volontari o forzati, che vissero i venti mesi della guerra civile “dalla parte sbagliata”.

Marco Di Porto

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NARRATIVA PER RAGAZZI

Ruth Bader Ginsburg: "Io dissento"

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D. Levy e E. Baddeley / I DISSENT / Simon & Schuster

Nata a Brooklyn da genitori ebrei russi, studentessa della Cornell University, laureata alla Harvard Law, School, per molto tempo fece fatica a trovare un impiego. Racconta che tre cose la ostacolavano: "Ero un’ebrea. Ero una donna. Avevo un figlio di quattro anni". Ma gli ostacoli non sono bastati a fermarla: Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corte Suprema è uno dei personaggi più noti e più amati, e anche più temuti, degli Stati Uniti. Tra i più strenui sostenitori dell’uguaglianza di genere e delle battaglie per i diritti civili è simbolo di caparbietà e tenacia, e un perfetto role model per le giovani donne che lottano per affermarsi. Al punto che è diventata una vera icona, con un nomignolo, Notorious RBG, che ammicca al nome di un rapper famoso.

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NARRATIVA PER RAGAZZI

Solitudine e amicizia. Ricetta felina

img headerimg headerL. Segal e P. Zelinsky / LA STORIA DELLA SIGNORA FILADRITTO E DEL GATTO PUSSAVIA / Donzelli

Il cucciolo è una piccola palla di pelo dotata di due enormi occhi azzurri, “con la testolina piegata all’insù, in una posa deliziosa”. La signora Filadritto, che è molto freddolosa, ha chiesto al garzone della drogheria di procurarle un gatto. Forse non ha solo freddo, forse nonostante sia burbera sente la mancanza di qualcosa. Ma Pussavia, il gatto, è un indomabile insolente, e tutto fa tranne quello che lei si aspetterebbe. Non fa fusa davanti al camino e rifiuta di acciambellarsi in braccio a lei. La situazione peggiora, le schermaglie si fanno sempre più serie, fino a quando il riconoscimento dell'altro permette la pace. La storia della signora Filadritto e del gatto Pussavia (che all'inizio della storia si chiama Pussimio), scritto da Lore Segal e illustrato da Paul O. Zelinsky, tradotto da Bianca Lazzaro e pubblicata da Donzelli nel 1985 è simile a una storia d'amore, raccontata con gentilezza. Le illustrazioni ricordano il cinema d’animazione francese e l’arte del primo Novecento.

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JUDAICA

Le cavallette di Menahem
 

narrativa

Quei bimbi ebrei in fuga dal Gran Muftì e da Hitler

Menahem Recanati /
II COMMENTO ALLE PREGHIERE / II Prato

Tra gli animali teologici, la cavalletta può vantare successi di tutto rispetto. Da giovane, ai tempi della lotta tra Faraone e Mosè, ha combattuto con valore. In nugoli fitti come pece, ha divorato, devastato, umiliato, piaga mandata dal cielo per debellare l'alterigia dei persecutori. In versione gastronomica, è poi servita a saziare la fame di Giovanni Battista. Basta condire un pugno di locuste con un po' di miele selvatico, ed eccovi un piatto degno d'un asceta. Dall'Egitto al deserto della Giudea, si dirà, il volo none così lungo. Se necessario, il sobrio insetto sa dislocarsi nel tempo e nello spazio. Nel Medioevo lo troviamo nella nostra penisola, al servizio dei cabbalisti. Anzi, del più grande mistico ebreo italiano di tutti i tempi, Menahem da Recanati. Nell'introduzione al suo Commento alle preghiere, che ora appare in versione italiana, Menahem usa proprio la cavalletta per una sorprendente similitudine.

Giulio Busi
Il Sole 24 Ore Domenica 16 aprile 201
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Mirella Serri / BAMBINI IN FUGA / Longanesi

Conoscessero anche solo un po' di storia, avrebbero evitato di maltrattare gli ebrei italiani il prossimo 25 Aprile. Avrebbero potuto informarsi e conoscere la vicenda drammatica raccontata da Mirella Serri in un libro appena pubblicato per Longanesi e che s'intitola Bambini in fuga, arricchito di un sottotitolo da sottoporre ai responsabili dell'Anpi romana che scioccamente, al di là ovviamente delle legittime differenze su un conflitto che non riesce a pacificarsi sul principio «due popoli, due Stati», hanno usato le organizzazioni filo-palestinesi per spacciare l'assurda tesi di Israele come casa statale dei nuovi nazisti e dei palestinesi come nuove vittime: «I giovanissimi ebrei braccati da nazisti e fondamentalisti islamici e gli eroi italiani che li salvarono». In questo libro i protagonisti sono 4 gruppi.



Pierluigi Battista, Corriere della Sera
24 aprile 201
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