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  3 Maggio 2017 - 7 Iyar 5777


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Giuseppe Momigliano e Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto Cavaglion, Francesco Lucrezi e Francesco Lotoro.
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Unesco, passa la risoluzione
Il no italiano riscatta l'Europa 
Il no dell’Italia a una nuova risoluzione anti-israeliana dell’Unesco in evidenza sui giornali insieme alle parole di apprezzamento rivolte dalla Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ai rappresentanti del governo che hanno imposto un deciso cambio di rotta dopo l’astensione che molte polemiche aveva suscitato nelle scorso autunno.
“In Italia la notizia è che la nostra diplomazia ha cambiato opinione e si è schierata al fianco di Israele” scrive tra gli altri il Corriere. Avvenire parla di scelta “consapevole e meditata in anticipo”.
Per il Foglio si tratta di un “giusto segnale contro l’antisemitismo”.
La risoluzione Unesco, passata con 22 voti a favore, 10 contrari e 23 astensioni, fa parlare anche editorialisti e opinionisti.
“L’Unesco è una Onu senza veti e senza veli, in cui si consumano giochi diplomatici spericolati” osserva Alberto Melloni su Repubblica. La questione posta a Parigi, aggiunge lo storico, “è però molto di più di una scaramuccia fra propaganda e diplomazia”. E questo perché tutto ciò che tocca Gerusalemme “è tecnicamente catastrofico, segna cioè una svolta”.
“È una qualche consolazione che stavolta l’Italia non solo abbia votato contro, ma l’abbia anche annunciato prima: almeno uno può camminare senza vergognarsi per le strade di Roma o Firenze. Il disgusto è tuttavia sovrastante – scrive Fiamma Nirenstein sul Giornale – viviamo in un mondo che nega la verità storica per motivi di odio o vantaggio”.

La provocazione di Hamas. Rigettata con forza da Israele (“Tutto fumo”) l’intenzione annunciata da Hamas di rivedere alcuni punti fermi del proprio manifesto ideologico. Anche perché, come si ricorda su Repubblica (che nell’attacco del pezzo definisce il gruppo terroristico movimento “di resistenza islamica”), il cardine fondamentale della Carta di Hamas, la distruzione dello Stato ebraico, non viene intaccato dalla nuova formulazione. Né la dichiarazione di Khaled Meshal contiene un riconoscimento dello stesso.

Pacifisti all'attacco. Una causa pilota contro Leonardo spa (ex Finmeccanica) per impedire che venda armamenti a determinati paesi. A intentarla i rappresentanti di un comitato pacificista a Varese. La vendita più rilevante finita sotto accusa, riporta il Corriere Milano, è la commessa per la vendita di aerei di addestramento a Israele nel 2014, avvenuta mentre si stava svolgendo l’operazione militare Margine Protettivo contro Gaza.

L'ebraismo e Maria. Per il mensile Donne Chiesa Mondo dell’Osservatore Romano il rabbino capo di Roma rav Riccardo Di Segni riflette sul rapporto dell’ebraismo con Maria, la madre di Gesù. Non deve stupire, spiega il rav, se nell’immaginario collettivo ebraico la figura di Maria è sostanzialmente e prevalentemente ignorata. “Non c’è solo mancanza di interesse – si legge nel suo intervento – ma emerge ancora di più la differenza dottrinale: tutto ciò che soprattutto in campo cattolico caratterizza il culto di Maria, come madre di Dio e madre sofferente, appare estraneo e non condivisibile”.

Beffa per Muntari. Insultato, ammonito e squalificato. “Sembra un paradosso ma sono i freddi, finanche crudeli regolamenti a inchiodare Sulley Muntari, il centrocampista del Pescara che domenica a Cagliari aveva chiesto all’arbitro Minelli di sospendere la partita, dopo aver subito cori razzisti, e per risposta si era beccato un giallo, lasciando poi il campo su tutte le furie” scrive la Gazzetta dello sport a proposito della squalifica inflitta dal giudice sportivo al calciatore ghanese (che l’Onu ha definito ieri un paladino della lotta al razzismo).

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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