15 Maggio 2017 - 19 Iyar 5777 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di
Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
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Niente profughi per la frazione
"Una vittoria dei razzisti"
Roata
Canale, frazione di 800 anime alle porte di Cuneo, non accoglierà un
gruppo di profughi che sarebbero dovuti arrivare nei prossimi giorni in
Piemonte. Non ci sarebbero "le condizioni ambientali", ha fatto sapere
un comitato locale. A pesare anche le minacce di alcuni ignoti, che già
molto avevano fatto parlare. "Se di vittoria bisogna parlare - scrive
La Stampa - hanno vinto 'loro'. Quelli che alla notizia del probabile
arrivo di 24 profughi africani nella Casa delle Opere parrocchiali
hanno protestato e alzato la voce. Quelli che si sono ribellati al
vescovo, accusandolo di 'tramare' alle spalle dei residenti e di
volersi intascare una parte dei 35 euro pro-capite quotidiani destinati
agli 'ospiti sgraditi'. E ha vinto il razzismo di chi, un mese fa, sui
muri ha appeso una ventina di volantini: 'Noi i negri non li vogliamo.
Non è un consiglio, ma una minaccia'".
Riflettere sul 1967. Diversi
gli approfondimenti dedicati al cinquantesimo anniversario della Guerra
dei Sei Giorni, anche in coincidenza con l'uscita di alcuni saggi che
saranno prossimamente protagonisti al festival “èStoria” di Gorizia. “I
Sei Giorni che sconvolsero il Medio Oriente” titola La Stampa. Scrive
il quotidiano torinese: “Israele divenne qualcosa di diverso da ciò che
era prima. Era un Paese minuscolo con un'esistenza continuamente
minacciata dietro quei muri di odio che erano i confini con tutti i
Paesi arabi circostanti. Divenne un Paese molto più grande e forte ma
non più sicuro, dentro e fuori da quei confini”. Sul Corriere un ampio
intervento di Paolo Mieli sugli stessi temi, dedicato in particolare
alla figura di Moshe Dayan.
Rogo a Centocelle, si indaga ancora. La
Procura di Roma ha deciso di unificare le inchieste sul rogo di
Centocelle in cui sono morte tre sorelle nomadi e quella sull'incendio
di una baracca al campo della Barbuta vicino a Ciampino. C'è un filo
rosso, sottolinea il Messaggero, che potrebbe unire le due vicende. “Il
sospetto di chi indaga – si legge in cronaca di Roma – è che gli eventi
possano avere un denominatore comune: faide tra clan e vendette
maturate nell'ambiente rom”.
Origami, un nuovo metodo da Israele.
Su La Stampa, Ada Treves racconta di come l'antica arte giapponese
degli Origami abbia conquistato il mondo della scuola. A partire da
Israele, dove Miri Golan ha sviluppato un programma che unisce l'arte
degli origami alla geometria, approvato dal ministero dell'Istruzione.
"II fruscio dei fogli di carta, e il silenzio. La concentrazione,
negli sguardi, nei gesti, l'attenzione con cui piccole mani piegano e
voltano, osservano e piegano ancora. Da un rettangolo nascono forme e
risate. Le lezioni di Origametria sono un misto di gioco e
concentrazione, un percorso di scoperta e di rispetto per i limiti
imposti dal foglio. E una successione di sorprese - spiega Treves - da
un foglio escono strutture, giochi, sculture".
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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