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26 MAGGIO 2017
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MILANO - Fondazione scuola

"Lo studio è il cuore di una Comunità ebraica"

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L’ebraismo per tradizione pone l’accento sull’educazione. “Lo studio, la scuola sono il cuore di una Comunità ebraica” ha ribadito ieri rav Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano, nel corso di una serata dedicata proprio al valore dello studio: la cena di raccolta fondi organizzata dalla Fondazione scuola ebraica di Milano per sostenere l’istituto della Comunità cittadina. “Siamo qui per i nostri ragazzi, il nostro futuro passa da loro e dalla loro educazione”, ha ricordato in apertura Karen Nahum, presidente della Fondazione, che ha portato i saluti della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Tante le iniziative portate avanti dalla Fondazione per la scuola ebraica di Milano, “una realtà di eccellenza, come dimostrano i risultati degli invalsi – ha affermato Nahum – e il merito è dei docenti e delle presidi Esterina Dana e Claudia Bagnarelli”. “Quando la società dimentica l’importanza dello studio, regredisce”, il monito di rav Arbib, durante la serata a cui hanno partecipato, tra gli altri, il vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo, la presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni assieme all’assessore UCEI alla Scuola Livia Ottolenghi, i copresidente della Comunità ebraica milanese Raffaele Besso e Milo Hasbani.

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Torino - memoria

1938, espulsi dall'Alfieri

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“Rievocando il passato dimenticato di uno dei più illustri licei di Torino”, si legge nella locandina dello spettacolo “Espulsi dall’Alfieri”, andato in scena  nei locali della Comunità ebraica di Torino. Lo spettacolo è stato presentato con notevole successo al Liceo Alfieri il 24 gennaio scorso in occasione della Giornata della Memoria.
Una performance costruita da un gruppo di studenti del liceo che, affiancati dalle docenti Dalma Oliva, Paola Chirico e Anna Segre, sono riusciti a restituire in forma teatrale un capitolo buio della storia italiana, la promulgazione delle Leggi Razziste del 1938, mettendo in scena la vita spezzata di giovani studenti come loro che in quell’epoca si videro negato il diritto allo studio, una privazione che ne implicava molte altre, un torto mai digerito reso più indigesto dall’indifferenza dei compagni di banco.

Riprendiamo un testo scritto da Anna Segre, docente dell'Alfieri, in occasione della prima rappresentazione
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memorie tripoline

Un bisnonno speciale

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Dieci racconti sull’esodo forzato degli ebrei di Libia del ’67, dieci ragazzi chiamati a leggerli e interpretarli. Nel cinquantesimo anniversario dall’arrivo a Roma da Tripoli, la sfida lanciata dal Centro Ebraico Il Pitigliani ha raccolto un chiaro successo.
Tra le varie testimonianze dell’evento “Memorie Tripoline”, svoltosi negli scorsi giorni e partecipato da un folto pubblico, un racconto che ha visto protagonista la memoria storica degli ebrei libici in Italia, Sion Burbea, letto in sala da tre pronipoti. Il racconto prende in carico l’intero vissuto del bisnonno, che da Tripoli giunge in Italia, prima internato a Civitella del Tronto poi deportato a Bergen-Belsen con la famiglia. Sion torna quindi a Tripoli incolume, nel settembre del 1945. La memoria richiama il senso della vita che si svolge, nonostante tutto: una ruota che gira, in cui ognuno deve porsi come autore del proprio destino tramutando le avversità in opportunità, come Sion riuscì a fare diventando interprete presso il comando inglese (aveva imparato la lingua a Civitella).
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g7

Istruzione contro la crisi

A Taormina i leader del G7 si confronteranno per risolvere alcune delle sfide più ostinate che il mondo fronteggia. Uno di questi temi urgenti è la capacità dell’economia globale di dare speranza e opportunità a tutti i giovani del mondo. Papa Francesco ci ha giustamente rammentato che «abbiamo condannato i nostri giovani a non avere uno spazio di reale inserimento, perché lentamente li abbiamo emarginati dalla vita pubblica obbligandoli a emigrare o a mendicare occupazioni che non esistono più o che non permettono loro di proiettarsi nel futuro». La sfida che il Papa ha espresso a parole, è stata illustrata con numeri dettagliati dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO). Questa organizzazione, nel suo rapporto 2016 sull’occupazione giovanile, stima che dopo anni di lento miglioramento, la disoccupazione giovanile nel mondo è salita, nel 2016, oltre il 13 per cento: 71 milioni di persone.

Julia Gillard per il Corriere
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tecnologia

WiFi e sensori per la scuola

La sfida è duplice: portare finalmente la tecnologia dentro le scuole, perché in una società che sempre più si fonda sulla connessione e sulla distribuzione delle informazioni è assurdo che il luogo del sapere e della circolazione delle idee ne sia di fatto escluso. E, dall’altra parte, attraverso questa operazione offrire gli stessi servizi a chi intorno alle scuole abita, favorendo una sorta di osmosi ed estendendo dunque i benefici ai quartieri.
Il senso del progetto che sta nascendo a Torino è proprio questo. L’hanno chiamato «ioTorino», dove «ioT» sta per Internet of things, l’Internet delle cose, il futuro: l’evoluzione delle rete attraverso cui gli oggetti – apparecchiature, dispositivi, impianti, sistemi – comunicano dati su di sé, il mondo elettronico traccia una mappa di quello reale aiutando chi deve prendere decisioni a farlo a ragion veduta.

Andrea Rossi per La Stampa
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