Paolo Sciunnach, insegnante | Poi
[dopo la Milah] il Signore apparve [venne a fare visita agli ammalati]
a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda
nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre
uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro
incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo:
"Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre
senza fermarti dal tuo servo. (Genesi 18, 1 - 2).
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Anna
Foa,
storica |
25
luglio 1943, settantaquattro anni fa. Cadeva il regime fascista. Cadeva
per una congiura interna, certo, ma in una situazione generale in cui
era ormai chiaro anche ai gerarchi fascisti che la guerra sarebbe stata
persa dalla Germania nazista e di conseguenza dall'Italia, che il
consenso intorno al regime si era ormai logorato. Si era logorato
nell'inverno russo, dove i nostri soldati erano stati mandati a
combattere con le suole di cartone, in una guerra che portava solo
vergogna e disastri all'Italia, nelle bombe angloamericane su Roma,
nello sbarco degli alleati in Sicilia, nella fame delle città, nella
borsa nera istituzionalizzata. Il 25 luglio era una caduta ingloriosa
per Mussolini, il 25 aprile sarebbe stata una caduta ancora più
ingloriosa, in divisa nazista.
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Ambasciata israeliana
attaccata ad Amman
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Sotto
attacco ad Amman l’ambasciata d’Israele in Giordania. Grave un
ufficiale israeliano ferito a colpi di coltello da alcuni terroristi,
poi neutralizzati dalle forze di sicurezza. Già venerdì scorso, come
riporta tra gli altri la Stampa, la capitale giordana era stata
scenario di una manifestazione di protesta anti-israeliana
Non cala intanto la tensione in Israele e Cisgiordania (argomento di
cui si discuterà oggi alle Nazioni Unite, nel corso del Consiglio di
sicurezza). Con il rischio, scrive ancora La Stampa, che si inneschi
adesso un’ondata di violenza simile a quella scatenata dell’ottobre
2015, che fu tra gli altri caratterizzata da mesi di attentati
palestinesi contro civili e soldati israeliani “spesso effettuati con
coltelli, automobili e armi improvvisate”. Nel frattempo, nel corso di
un blitz effettuato nelle scorse ore, Israele ha arrestato diversi
leader del movimento terroristico Hamas.
Il Corriere della sera intervista Aluf Benn, da sei anni direttore di
Haaretz. Secondo Benn, il rischio maggiore per Netanyahu e per il
governo in carica è che si scateni adesso un conflitto di tipo
religioso. “Netanhahu avrebbe preferito evitare questa crisi. Il suo
obiettivo è smantellare il nazionalismo palestinese, non gli conviene
toccare questi argomenti” afferma l’intervistato.
“Chi tocca Gerusalemme muore” scrive Antonio Ferrari sul Corriere. “Non
è una sterile minaccia, è la realtà. Se il dialogo tra le due parti si
inaridisce fin quasi a spegnersi e se prevale l’arroganza, torna
impetuosa e inarrestabile la violenza” sostiene Ferrari. L’opinionista
critica duramente Netanyahu, che a suo dire starebbe cercando di far
deragliare il progetto ‘Due popoli, due Stati’.
“Palestinesi deboli. Un boomerang per Israele” scrive invece Fabio
Nicolucci sul Messaggero. “Se tra due parti in conflitto vi è troppa
sproporzione – la sua riflessione – questo non è necessariamente un
vantaggio né per la sua soluzione né per chi detiene il monopolio della
forza”.
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l'appello dell'ebraismo internazionale
"L'Ue condanni il terrorismo
e difenda la sicurezza d'Israele"
Il
Congresso ebraico europeo ha lanciato un appello all'Unione Europea
affinché condanni “in modo inequivocabile il barbaro omicidio di Yosef
Salomon e i suoi figli Chaya ed Elad mentre stavano celebrando una cena
di shabbat” nell'insediamento di Halamish. “Non c'è giustificazione né
comparazione possibile per questo tipo di barbari omicidi”, ha
dichiarato il presidente del Congresso ebraico Moshe Kantor. “Speriamo
che l'Europa dia il suo supporto a Israele in quanto lavora per
garantire la sicurezza di tutti i popoli nella regione, siano essi
musulmani, cristiani o ebrei, e soprattutto rispetto al Monte del
Tempio”, l'auspicio di Kantor. Le diverse organizzazioni ebraiche si
sono mobilitate per chiedere alle istituzioni internazionali di
intervenire contro l'incitamento alla violenza da parte palestinese e
perché si impegnino a facilitare il ritorno alla calma a Gerusalemme.
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Oltremare - Pietre |
Dalle
nostre parti quando viene l'estate è facile perdere il senso delle
proporzioni. Il caldo annebbia la vista e obnubila la ragione, e
confonde l'orizzonte che qui è netto sia sul mare sia sui bassi e tondi
monti della Giudea soltanto d'inverno. D'estate, l'orizzonte si perde
in un pulviscolo di afa sul mare e di polvere sulla terra. Basterebbe
accettare questa realtà atmosferica e metereologica, farla propria e
aspettare l'inverno per regolare conti, umani e divini, e potremmo
vivere tutti in un luogo di pace e bellezza pura. Quando la vista non è
chiara, per esempio, può succedere di trovarsi in un luogo pieno di
pietre, e pensare che quelle pietre nascondano un qualche genere di
potere, una importanza trascendente che le rende degne di ogni sforzo
pur di possederle. Sono pietre chiare, quasi bianche, che all’alba e al
tramonto prendono un colore meraviglioso che va dal dorato al rosa,
sono cubitali e nonostante ciò, umani come noi le hanno ordinate in
quel modo, in verticale, a formare mura immense ma non invalicabili e
anzi, valicate e atterrate più volte nel corso della storia.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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