29 Maggio 2017 - 4 Sivan 5777

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24 luglio 2017 - 1 Av 5777
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach, insegnante
Poi [dopo la Milah] il Signore apparve [venne a fare visita agli ammalati] a lui alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: "Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passar oltre senza fermarti dal tuo servo. (Genesi 18, 1 - 2).
 
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Anna
Foa,
storica
25 luglio 1943, settantaquattro anni fa. Cadeva il regime fascista. Cadeva per una congiura interna, certo, ma in una situazione generale in cui era ormai chiaro anche ai gerarchi fascisti che la guerra sarebbe stata persa dalla Germania nazista e di conseguenza dall'Italia, che il consenso intorno al regime si era ormai  logorato. Si era logorato nell'inverno russo, dove i nostri soldati erano stati mandati a combattere con le suole di cartone, in una guerra che portava solo vergogna e disastri all'Italia, nelle bombe angloamericane su Roma, nello sbarco degli alleati in Sicilia, nella fame delle città, nella borsa nera istituzionalizzata. Il 25 luglio era una caduta ingloriosa per Mussolini, il 25 aprile sarebbe stata una caduta ancora più ingloriosa, in divisa nazista.
 
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Ambasciata israeliana
attaccata ad Amman
Sotto attacco ad Amman l’ambasciata d’Israele in Giordania. Grave un ufficiale israeliano ferito a colpi di coltello da alcuni terroristi, poi neutralizzati dalle forze di sicurezza. Già venerdì scorso, come riporta tra gli altri la Stampa, la capitale giordana era stata scenario di una manifestazione di protesta anti-israeliana
Non cala intanto la tensione in Israele e Cisgiordania (argomento di cui si discuterà oggi alle Nazioni Unite, nel corso del Consiglio di sicurezza). Con il rischio, scrive ancora La Stampa, che si inneschi adesso un’ondata di violenza simile a quella scatenata dell’ottobre 2015, che fu tra gli altri caratterizzata da mesi di attentati palestinesi contro civili e soldati israeliani “spesso effettuati con coltelli, automobili e armi improvvisate”. Nel frattempo, nel corso di un blitz effettuato nelle scorse ore, Israele ha arrestato diversi leader del movimento terroristico Hamas.
Il Corriere della sera intervista Aluf Benn, da sei anni direttore di Haaretz. Secondo Benn, il rischio maggiore per Netanyahu e per il governo in carica è che si scateni adesso un conflitto di tipo religioso. “Netanhahu avrebbe preferito evitare questa crisi. Il suo obiettivo è smantellare il nazionalismo palestinese, non gli conviene toccare questi argomenti” afferma l’intervistato.
“Chi tocca Gerusalemme muore” scrive Antonio Ferrari sul Corriere. “Non è una sterile minaccia, è la realtà. Se il dialogo tra le due parti si inaridisce fin quasi a spegnersi e se prevale l’arroganza, torna impetuosa e inarrestabile la violenza” sostiene Ferrari. L’opinionista critica duramente Netanyahu, che a suo dire starebbe cercando di far deragliare il progetto ‘Due popoli, due Stati’.
“Palestinesi deboli. Un boomerang per Israele” scrive invece Fabio Nicolucci sul Messaggero. “Se tra due parti in conflitto vi è troppa sproporzione – la sua riflessione – questo non è necessariamente un vantaggio né per la sua soluzione né per chi detiene il monopolio della forza”.
 
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  davar
l'appello dell'ebraismo internazionale
"L'Ue condanni il terrorismo
e difenda la sicurezza d'Israele"

Il Congresso ebraico europeo ha lanciato un appello all'Unione Europea affinché condanni “in modo inequivocabile il barbaro omicidio di Yosef Salomon e i suoi figli Chaya ed Elad mentre stavano celebrando una cena di shabbat” nell'insediamento di Halamish. “Non c'è giustificazione né comparazione possibile per questo tipo di barbari omicidi”, ha dichiarato il presidente del Congresso ebraico Moshe Kantor. “Speriamo che l'Europa dia il suo supporto a Israele in quanto lavora per garantire la sicurezza di tutti i popoli nella regione, siano essi musulmani, cristiani o ebrei, e soprattutto rispetto al Monte del Tempio”, l'auspicio di Kantor. Le diverse organizzazioni ebraiche si sono mobilitate per chiedere alle istituzioni internazionali di intervenire contro l'incitamento alla violenza da parte palestinese e perché si impegnino a facilitare il ritorno alla calma a Gerusalemme.
 

aggredito agente dell'ambasciata israeliana
Amman-Gerusalemme, una crisi
che scuote il Medio Oriente

Il Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si prepara ad accogliere l'inviato Usa per il Medio Oriente Jason Greenblatt, in arrivo in Israele per cercare di stemperare quella che i quotidiani locali chiamano la crisi del Monte del Tempio. A peggiorare la situazione però, è arrivato l'incidente di Amman, dove una guardia di sicurezza dell'ambasciata israeliana in Giordania è stata attaccata da un giovane giordano e ferita con un cacciavite. Il funzionario della sicurezza ha aperto il fuoco è ucciso l'aggressore, un ragazzo di 17 anni, e un altro cittadino giordano che era con lui. Le autorità di Amman, che già avevano puntato il dito contro il governo di Gerusalemme per le tensioni al Monte del Tempio, hanno dichiarato che non permetteranno all'agente coinvolto di lasciare il Paese e non gli garantiranno l'immunità diplomatica. “Ho assicurato alla guardia di sicurezza che vedremo di riportarlo in Israele - ha dichiarato invece Netanyahu (nell'immagine d'archivio, il premier israliano durante un incontro con il re di Giordania Abdullah II) - Abbiamo esperienza in questo”. Il Premier ha detto di aver parlato sia con l'agente sia con l'ambasciatore israeliano in Giordania Einat Shalin e che da Gerusalemme si sta lavorando con il massimo impegno per chiudere la vicenda il più presto possibile.
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le conseguenze dell'attentato terroristico
La violenza palestinese continua, a Petah Tikva un nuovo attacco
La sicurezza interna continua ad essere argomento drammaticamente attuale in Israele, dove la spirale di odio contro militari e civili non sembra arrestarsi. Questa volta a Petah Tikva, città alle porte di Tel Aviv, dove nelle scorse ore un 32enne è stato ripetutamente accoltellato da un 21enne terrorista arabo. L'agguato è avvenuto in pubblico, davanti a un locale all'incrocio tra due strade. La vittima è in ospedale, in serie condizioni di salute. Il terrorista invece è stato catturato e quindi consegnato alle forze di polizia.
I colpi del 21enne sono stati rivolti in particolare a petto e collo della sua vittima, un conducente di bus originario della città araba di Arara. Come reso noto dalle forze di polizia, l'aggressore viene invece dalla città palestinese di Qalqilya.
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pilpul
Oltremare - Pietre
Dalle nostre parti quando viene l'estate è facile perdere il senso delle proporzioni. Il caldo annebbia la vista e obnubila la ragione, e confonde l'orizzonte che qui è netto sia sul mare sia sui bassi e tondi monti della Giudea soltanto d'inverno. D'estate, l'orizzonte si perde in un pulviscolo di afa sul mare e di polvere sulla terra. Basterebbe accettare questa realtà atmosferica e metereologica, farla propria e aspettare l'inverno per regolare conti, umani e divini, e potremmo vivere tutti in un luogo di pace e bellezza pura. Quando la vista non è chiara, per esempio, può succedere di trovarsi in un luogo pieno di pietre, e pensare che quelle pietre nascondano un qualche genere di potere, una importanza trascendente che le rende degne di ogni sforzo pur di possederle. Sono pietre chiare, quasi bianche, che all’alba e al tramonto prendono un colore meraviglioso che va dal dorato al rosa, sono cubitali e nonostante ciò, umani come noi le hanno ordinate in quel modo, in verticale, a formare mura immense ma non invalicabili e anzi, valicate e atterrate più volte nel corso della storia.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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