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17 Agosto 2017 - 25 Av 5777


alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano Jesurum, Maria Teresa Milano, Daniel Funaro e Sara Valentina Di Palma.

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Italia-Austria, al Brennero
si riaccende la tensione
Torna a riaccendersi la tensione tra Italia e Austria dopo la decisione di Vienna di inviare 70 soldati al confine del Brennero. Per il governo italiano, un fulmine a ciel sereno. “È un’azione ‘sorprendente e non giustificata’, fanno sapere fonti del ministero dell’Interno, aggiungendo: la situazione è assolutamente tranquilla” scrive tra gli altri il Corriere. La scelta è così difesa dal capo della polizia austriaca: “Si tratta non soltanto di prevenire l’immigrazione illegale, ma anche di garantire in prima linea la vita delle persone”. Il riferimento, viene spiegato, è anche al fatto che due migranti morti sono morti lo scorso anno a bordo di un treno merci.

Il Memoriale e i migranti: il reportage. “Sotto la stazione, contro l’indifferenza”. È il titolo dell’ampio reportage di Rossella Tercatin sul settimanale 7 del Corriere, dedicato all’impegno di accoglienza condotto dal Memoriale della Shoah di Milano. Un’iniziativa che si rinnova ogni estate e che ha permesso di aiutare, con il contributo della Comunità di Sant’Egidio, diverse migliaia di persone in fuga dall’orrore e dalle privazioni. “Nessuna analogia storica, nessuna presa di posizione sui flussi d’immigrazione. Solo un gesto ispirato a un sentimento di umanità” si legge nell’approfondimento. A parlare è anche il vicepresidente del Memoriale Roberto Jarach: “Con questa iniziativa – afferma l’ex vicepresidente UCEI – abbiamo visto l’opportunità di fare qualcosa e abbiamo agito, perché non si può sempre aspettare che ci pensino gli altri”. Aggiunge poi Jarach: “Penso che le istituzioni dovrebbero fare di più, invece dopo due anni continuo a vedere non progettualità, ma improvvisazione”.

Le conseguenze di Charlottesville. Sui fatti di Charlottesville da leggere la riflessione dello scrittore Nathan Englander, pubblicata dal New York Times e oggi tradotta da Repubblica. “Ripensando ai tempi in cui ero praticante e mi coprivo il capo – scrive Englander – mi torna in mente una nozione che i nostri rabbini ci insegnavano: il furto del tempo è un reato, grave quanto qualsiasi altro. Si riferivano alle interruzioni durante le lezioni. Moltiplicando quel minuto perso per il numero dei ragazzi si ottenevano 15-20 minuti che nessuno di noi avrebbe potuto recuperare”.Gli eventi di sabato a Charlottesville, aggiunge Englander, non sono durati che un giorno. “Ma pensate a quel giorno e moltiplicatelo per tutte le persone che abitano in questo grande Paese. Pensate alla portata di quella barbarie, al colpo che è stato inferto all’empatia, alla disgregazione, al terrore delle fiaccole, e moltiplicateli per ciascuno degli abitanti di questa nazione. In quella sola giornata sono forse andati persi miliardi di anni di dignità, di civiltà, di progresso”.

L'estrema destra alla ribalta (anche in Italia). Striscioni fissati ai cavalcavia e ‘passeggiate della sicurezza’ per sorvegliare il territorio. Blitz davanti alle sedi delle coop e distribuzione di beni di prima necessità, destinati ovviamente ai soli cittadini italiani. E poi propaganda, tanta propaganda: per strada, con i banchetti, e soprattutto online, sui social network. “Questo il volto dell’estrema destra in Emilia-Romagna” scrive Repubblica Bologna.
“Ricostruiremo lo stabilimento del Duce”. È la promessa di Luca Marsella, candidato di Casapound a Ostia, cui il Tempo dà oggi ampio spazio per le sue promesse elettorali. Inaugurato nel 1922 e poi distrutto nel 1943 dai tedeschi in ritirata, il bagno ‘Roma’ era ritenuto un gioiello architettonico del regime. “Ostia – sostiene il candidato neofascista – ha bisogno di uno slancio da punto di vista turistico ed economico. Ha bisogno di un simbolo che possa farci ritrovare l’orgoglio di vivere in un territorio attualmente associato solamente a mafia e malaffare”.

40 anni senza Groucho. “Occhiali, nasone, sigaro e baffi neri: la sua inconfondibile icona divenne quasi una maschera novecentesca, simbolo di ironia e irriverenza nei confronti dei potenti”. Così Avvenire ricorda l’irresistibile Groucho Marx, in prossimità del 40esimo anniversario della morte.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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