VERSO ROSH HASHANAH - FOCUS SULL’ANNO
Ebrei nel mondo, chi siamo?
Che
cosa sappiamo del popolo ebraico alla vigilia del nuovo anno ebraico
5778? Nella vita di relazioni delle persone il numero di persone
conosciute direttamente può essere molto grande ma non infinito.
Diciamo che oggi uno può facilmente includere nella propria rete di
facebook o di mail molte decine, a volte molte centinaia, e in casi più
rari alcune migliaia di corrispondenti. Ma chi può dire di trovarsi
veramente in relazione con l’intera nazione di cui fa parte? O nella
fattispecie degli ebrei, chi può dire veramente di conoscere l’intero
popolo ebraico? Il passaggio dalla percezione degli individui reali –
pochi o molti – a quella del collettivo – parzialmente o nella sua
totalità – è molto problematico. La percezione esatta delle quantità,
poi, è particolarmente difficile. Basti pensare che occorrerebbero tre
volte l’intero ebraismo italiano per riempire completamente gli spalti
dello Stadio Olimpico a Roma o del Meazza a Milano. Il carattere fluido
delle masse e l’anonimato della folla sfuggono anche ai più acuti
osservatori della realtà sociale e comunitaria. Quando si parla di
popolo ebraico e si cerca di definirne le caratteristiche, le linee di
sviluppo, i punti di forza e di debolezza, se vi sono, è bene dunque
non dimenticare che tutto quello che sappiamo per osservazione o
esperienza diretta è comunque molto limitato.
La gamma molto parziale di persone che conosciamo personalmente e sulla
base delle quali possiamo cercare di formare dei giudizi collettivi, in
definitiva non è necessariamente rappresentativa di altre realtà umane
ben presenti e rilevanti. Stiamo dunque bene attenti con le
generalizzazioni, altrui ma anche nostre, quando si parla degli “ebrei”
o perfino della “comunità” ebraica. Se dunque l’aspetto individuale (o
microsociale) consente giudizi alquanto limitati della situazione,
l’aspetto collettivo (o macrosociale) consente di giungere a
osservazioni e conclusioni più sistematiche e basate su premesse
logiche meno soggettive. Ma va anche riconosciuto che all’aspetto
collettivo manca quella finezza di giudizi e quel tocco di
introspezione che deriva indubbiamente dal contatto personale con la
realtà. Non esistono dunque formule perfette per captare pienamente una
realtà complessa e multiforme come è quella dell’ebraismo
contemporaneo. Riconosciuto questo, vediamo come si configura in questo
momento la geografia del popolo ebraico, e vediamo di trarre alcune
conclusioni sui significati possibili di questa distribuzione.
La
tabella ripresa dal volume 2017 dell’American Jewish Year Book elenca i
paesi del mondo con le 22 maggiori comunità ebraiche, le rispettive
popolazioni ebraiche nucleo, l’aliquota di ebrei su 1000 abitanti nel
paese, e la graduatoria dei paesi secondo l’Indice di Sviluppo Umano
(Human Development Index) elaborato dalla Nazioni Unite. La popolazione
ebraica nucleo è una stima del numero di persone che si definiscono
ebrei o di origine ebraica e non hanno allo stesso tempo un’altra
religione.
Sergio Della Pergola, Università ebraica di Gerusalemme
Pagine Ebraiche, settembre 2017