15 ottobre 2017 - 25 Tishri 5778 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli.
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H.
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L'Austria verso il populismo,
l'attesa risposta delle urne
Oggi
in Austria si vota per il rinnovo del Nationalrat, la camera bassa del
parlamento che dispone dei maggiori poteri legislativi. Favorito per
l’elezione a cancelliere, secondo tutti i sondaggi, è l’attuale
ministro degli Esteri Sebastian Kurz, del partito popolare: ha 31 anni
e durante la campagna elettorale si è molto avvicinato alle posizioni
dell’estrema destra della FPÖ, il partito che fu un tempo di Jörg
Haider. Insieme potrebbero formare il nuovo governo. L'estrema destra,
come racconta il Sole 24 Ore, ha puntato la campagna elettorale sul
rifiuto delle quote di migranti stabilite dalla Ue ma non sull'uscita
dall'euro. A raccontare il volto dei giovani elettori sempre più
spostati verso il nazionalismo populista, un articolo de La Stampa. Del
candidato della destra popolare scrive invece Daniel Mosseri sul
Giornale: “Oggi Kurz, che chiede anche la chiusura degli asili
islamici, il taglio delle sovvenzioni ai residenti stranieri e che ha
toni durissimi con il presidente turco Erdogan, passa all'incasso: la
sua linea toglie voti all'Fpö”. I risultati del voto austriaco,
sostiene invece Repubblica, influenzeranno anche gli equilibri politici
in Italia, rafforzando il patto tra centrodestra guidato da Berlusconi
e la Lega di Salvini.
Cade la capitale dell'Isis.
Dopo quattro mesi e mezzo di battaglia, con la resa degli ultimi
foreign fighter dell'Isis, Raqqa, ormai ex capitale del Califfato nel
nord siriano, è da considerarsi una città quasi interamente liberata
dalle forze democratiche siriane (Sdf), un'alleanza curdo-araba
sostenuta da Washington e guidata dalle Unità di Protezione del Popolo
curdo (Ypg). “Raqqa sin dai primi mesi del 2014 era diventata infatti
il cuore amministrativo e militare dell'Isis. - racconta Lorenzo
Cremonesi sul Corriere - Qui stavano i suoi massimi dirigenti, i centri
di comando e reclutamento, gli uffici della propaganda, compresi alcuni
tra i mandanti degli attacchi in Europa. Da qui soprattutto passavano i
volontari stranieri, inclusi i tanti ceceni, francesi, tunisini,
libici, algerini, egiziani, afghani. Si calcola che al massimo della
sua espansione, tra la fine del 2014 e il 2015,l'Isis abbia contato tra
i suoi ranghi oltre 40 mila jihadisti arrivati dall'estero: i più
ideologizzati, determinati, incattiviti e pronti a farsi 'martiri' in
nome della loro interpretazione fanatica dell'Islam”.
Il futuro dell'Unesco.
Venerdì è stata nominato a Parigi il nuovo direttore generale
dell'Unesco: la francese Audrey Azoulay, ex ministro della Cultura del
governo Hollande ed ebrea di origine marocchina, è la guida
dell'organizzazione dell'Onu che si occupa della tutela della cultura e
dell'educazione nel mondo. La Azoulay deve far fronte all'annuncio da
parte di Washington, e in seguito di Gerusalemme, di voler lasciare
l'Unesco a seguito delle tante risoluzioni in chiave anti-israeliana
approvate dall'organizzazione. “La sua prima missione – scrive Pietro
Del Re su Repubblica - consisterà nell'evitare ogni pretesto che possa
prestarsi alla politicizzazione dell'agenzia Onu. Inoltre, come ha
dichiarato la direttrice uscente, la bulgara Irina Bokova, dovrà
'riunire le forze in campo e trovare nuovi fondi'”. Per farlo, servirà
convincere Trump e Netanyahu che l'Unesco ha cambiato corso.
16 ottobre 1943.
“Ricordiamo insieme la deportazione degli ebrei romani”, è il titolo
dell'iniziativa – arrivata alla quinta edizione - organizzata da
Federica e Tobias Wallbrecher e da Rivka, Sara e Grazia Spizzichino per
ricordare la tragedia del 16 ottobre 1943. Ad inaugurare oggi la
commemorazione, scrive l'Osservatore Romano, nell'auditorium della sede
romana dell'Istituto Maestre Pie Filippini, un preludio musicale — la
chitarra di Stefano Galli — mentre il rav Joseph Levi concluderà la
mattinata parlando di “Amore coscienza e responsabilità”. Nel
pomeriggio porteranno il loro saluto anche il cardinale Walter Kasper e
Renzo Gattegna. Domani invece tra gli appuntamenti legati
all'iniziativa, alle 17 l'incontro all'ex collegio militare di Palazzo
Salviati, in piazza della Rovere, con un altro momento di riflessione
“a cui parteciperanno, tra gli altri - riporta l'Osservatore - Noemi Di
Segni, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, Ruth
Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Di
Segni, rabbino capo di Roma, Susanne Wasum-Rainer, ambasciatore della
Repubblica Federale di Germania presso la Repubblica italiana, Oren
David, ambasciatore d'Israele presso la Santa Sede”.
Calcio e Memoria.
Continua a far parlare Presidenti, il saggio di Adam Smulevich dedicato
ai fondatori delle squadre di calcio di Casale, Napoli e Roma
cancellati dal fascismo per via della loro origine ebraica. Repubblica,
nel suo dorso romano, dedica oggi al libro una pagina focalizzata in
particolare sulla figura del giallorosso Renato Sacerdoti. Fascista
della prima ora, fu al centro di una durissima campagna antisemita nel
momento in cui le Leggi Razziali presero la strada dell'ufficialità.
Parlano oggi del libro anche il domenicale del Sole 24 Ore, dove la
figura che più riluce è quella del napoletano Giorgio Ascarelli. Un
grande uomo di calcio, ma anche un imprenditore, umanista e mecenate a
tutto campo. Ampio lo spazio concesso anche dall'Osservatore Romano,
che riconoscendo il ruolo essenziale svolto da Sacerdoti, Ascarelli e
dal casalese Raffaele Jaffe nel pallone degli albori, titola "Quei
pionieri vittime delle leggi razziali"
Le anime del sionismo.
Sul Domenicale del Sole 24 Ore lo storico David Bidussa ricorda il
centenario della Dichiarazione Balfour, analizzando il libro di Arturo
Marzano Storia dei sionismi. Lo Stato degli ebrei da Herzl a oggi
(Carocci). “Se siamo ancora oggi, nel 2017, a discutere di sionismo –
riflette Bidussa - è perché in quella partita si sovrappongono molte
questioni. Per questo vale la pena ancora una volta di ripercorrere
questa lunga storia, carica di simboli, appesantita da un confronto
identitario tra contendenti che non individuano una situazione di
compromesso, laddove, il compromesso, come è tornato a ripetere Amos Oz
(Cari fanatici, Feltrinelli, pagg. 96-97) non è da intendersi come
umiliazione, bensì come 'una scelta di vita' perché il contrario del
compromesso non è 'schiena dritta', ma 'fanatismo, morte'”.
Il pericolo dei nuovi fascisti.
Sul Fatto Quotidiano Furio Colombo dipinge un quadro fosco sul futuro
dell'Europa e non solo in merito al riemergere dei movimenti
neofascisti. “Il fascismo – scrive Colombo - viene mandato avanti
perché è l'unica forza che può liquidare l'Europa, la possibilità che
le regole europee diventino difesa permanente dei diritti individuai e
civili, che il controllo delle banche renda impossibile il riformarsi
di grandi mafie locali di potere e l'arbitrio di capi con radici
oscure. Il fascismo appare per ora una serie di episodi limitati e
destinati a sorprendere sul momento”. Il suo ritorno, continua
l'autore, non è “folklore. Naturalmente occorre una grande e confusa
debolezza intorno. A loro sembra il momento giusto”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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