Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

31 ottobre 2017 - 11 Cheshwan 5778
header
 

MEMORIA

“Razzismo, un problema politico”

img header

img headerLiliana Picciotto / SALVARSI / Einaudi

“Salvarsi”, il mio ultimo libro uscito in settembre presenta i risultati del progetto Memoria della Salvezza del CDEC, finanziato dalla Viterbi Family Foundation. La finalità del lavoro è stata di produrre una riflessione su come molti ebrei abbiano potuto salvarsi malgrado fossero il bersaglio della specifica “caccia all’uomo” programmata nei loro confronti dalle autorità fasciste e naziste. Al contrario di quanto già descritto ne Il libro della memoria (Mursia editore) a proposito degli ebrei arrestati e deportati, si parla qui dunque del “rovescio della medaglia”. Questa ricerca, per gli obiettivi raggiunti e per la metodologia applicata, può essere un progetto guida per analoghe indagini in altri Paesi europei. Gli ebrei sfuggiti alla Shoah in Italia furono più dell’81 %, nella Francia di Vichy la percentuale di ebrei salvi è vicina a quella dell’Italia, 78%, mentre la civilissima Olanda ha avuto una percentuale di salvi che si aggira sul 29%. Sarebbe interessante e aprirebbe nuove piste storiografiche poter fare una comparazione sia quantitativa, sia qualitativa tra le varie politiche nazionali e i rispettivi atteggiamenti popolari verso gli ebrei e la Shoah. Nessuno in realtà si era finora posto il problema in modo sistematico e scientifico su chi fossero i salvi e come mai si fossero salvati. Con questo approccio, lo staff del CDEC guidato da chi scrive e composto da Chiara Ferrarotti (purtroppo scomparsa nel settembre dello scorso anno, z’l), Luciana Laudi e Gloria Pescarolo, ha raccolto, in otto anni di lavoro, una mole immensa di materiale documentario.

Liliana Picciotto, storica
Pagine Ebraiche, ottobre 2017

Leggi tutto

 

MEMORIA

“Italiani brava gente”, un mito che resiste

img headerLiliana Picciotto / SALVARSI / Einaudi

Il libro di Liliana Picciotto, Salvarsi. Gli ebrei d’Italia sfuggiti alla Shoah 1943-1945 (Einaudi 2017) è il prodotto di una lunga ed accurata ricerca documentaria e di una straordinaria opera di raccolta di testimonianze orali. Un libro che offre al lettore una serie importante di spunti di riflessione in un momento storico particolare, quello che viviamo ora, in cui molti nodi della storia sembrano riaffiorare dal passato e richiedono capacità critica e soprattutto uno sguardo non stereotipato, disposto a cogliere le articolazioni di una realtà complessa. Nel periodo 1943-45 in Italia e in tutto il mondo interessato dal tragico conflitto mondiale ci furono i cosiddetti giusti, e ci furono gli ingiusti. Ci furono atteggiamenti che oscillavano fra questi due estremi (anche nelle stesse persone) e ci furono tanti indifferenti, o inconsapevoli, o silenti, o altro ancora. Il giudizio storico sull’atteggiamento dei singoli deve essere sempre cauto e formulato, quando necessario, sulla base di documentazione certa. E deve, credo, essere mediato da quella pìetas umana che è necessaria quando noi, dai nostri letti caldi e dalle nostre confortevoli abitazioni, ci accingiamo a esprimere giudizi sul comportamento dei singoli in situazioni estreme. Non che non ci si possa pronunciare, naturalmente, ma la distanza storica e ambientale deve essere tenuta nella giusta considerazione. Quando però si passa ai giudizi collettivi il discorso cambia. In questo senso, la recensione che Antonio Ferrari ha voluto dedicare al libro in uscita sulle pagine del Corriere della Sera indirizza il lettore in una direzione che non solo non rispecchia il quadro teorico nel quale si inquadra la ricerca di Liliana Picciotto, ma dimostra di non tenere in nessuna considerazione il ricco dibattito storiografico che da più di trent’anni si incentra sulla favola pseudo antropologica degli “italiani brava gente”.

Gadi Luzzatto Voghera, direttore Fondazione Cdec
Pagine Ebraiche, ottobre 2017 

Leggi tutto

 

letteratura

Un inedito di Singer esplora la Varsavia oscura

img header
I.B. Singer / KEYLA LA ROSSA / Adelphi

Un romanzo inedito del premio Nobel Isaac Bashevis Singer, il grande cantore della cultura yiddish, che ha immortalato la Polonia (e in particolare la Varsavia) ebraica di inizio ‘900, e poi quello stesso mondo trasferitosi in parte negli Stati Uniti, dove lo scrittore era emigrato nel 1935.
Il libro si chiama Keyla la rossa, è pubblicato da Adelphi nella brillante traduzione dall’inglese di Marina Morpurgo, e racconta un lato poco edificante della società ebraica a Varsavia: la malavita. E in particolare la tratta delle prostitute ebree, ragazze spesso provenienti dai più poveri shtetl dell’est Europa, che venivano costrette alla “vita” in sud America da sfruttatori correligionari senza scrupoli.
Già solo le premesse dovrebbero lasciare pochi dubbi su quale libro scegliere quale prossima lettura. Il grande autore de La famiglia Moskat, di Shosha, de Il mago di Lublino, di Ombre sull’Hudson e di altri grandi capolavori, non volle che il romanzo uscisse in volume, limitandosi alla pubblicazione a puntate sul Forvert, storico quotidiano newyorchese in lingua yiddish, tra il 1976 e il 1977.

Marco Di Porto

Leggi tutto

 

sport

Storia di tre presidenti  
 

storia

Quando Hemingway
si infatuò di Mussolini  

Adam Smulevich / PRESIDENTI / Giuntina


Mussolini teneva per caro il calcio e i suoi eroi, basti ricordare come usò le vittorie ai Mondiali del '34 e del '38 per glorificare il regime. A patto che non fossero ebrei. Un documentato libro di Adam Smulevich ( "Presidenti", Giuntina, 136 pagine, 12 euro) ricapitola le vicende di tre patron, ciascuno a suo modo storico, che dovettero pagare per l'origine benché fossero assai popolari tra i loro tifosi. Raffaele Jaffe (1877-1944) fu l'artefice di quello che, letto oggi, pare uno scherzo del palmarès, dove nell'elenco dei campioni d'Italia compare accanto alla data del 1914 il nome antico del Casale dalla maglia nerostellata (la più bella tra le divise, nell'autorevole parere di un arbiter del gusto come Ottavio Missoni).






Gigi Riva,
La Repubblica,
26 ottobre 201
7

Leggi tutto

img

Mauro Canali / LA SCOPERTA DELL'ITALIA / Marsilio

«È un uomo grande, dalla faccia scura, con una fronte alta, una bocca lenta nel sorriso e mani grandi». E ancora: «Non è il mostro che è stato dipinto». Già, proprio così: gran parte della stampa italiana lo ritrae come «un rinnegato socialista» ma, invece, guai a addossargli colpe non commesse: Benito Mussolini, è di lui che si parla, ha «avuto molte buone ragioni per lasciare il partito». È il giugno del 1922, quattro mesi prima della marcia su Roma, e sulle colonne di una testata d'oltreoceano, il Toronto Daily Star, appare in due puntate un lusinghiero ritratto del leader del fascismo: a vergarlo è il giovane Ernest Hemingway. Una quindicina di anni più tardi, dopo aver partecipato alla guerra di Spagna dalla parte delle milizie antifranchiste, il celebre narratore pronuncerà uno dei giudizi più forti sul fascismo: «Una menzogna detta da prepotenti».

Mirella Serri,
La Stampa,
31 ottobre 201
7

Leggi tutto

img
moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici suFACEBOOK  TWITTER

Pagine Ebraiche 24, l’Unione Informa e Bokertov e Sheva sono pubblicazioni edite dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it
Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa, notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009. Pagine Ebraiche Reg. Tribunale di Roma – numero 218/2009. Moked, il portale dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 196/2009. Direttore responsabile: Guido Vitale.