9 novembre 2017 - 20 Cheshvan 5778
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum, Maria Teresa Milano, Giorgio Berruto e Sara Valentina Di Palma.
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enzoamendola @amendolaenzo
Roma. Consegna del Premio "Rita
Levi-Montalcini" per la cooperazione scientifica tra Italia e Israele a
Dror Seliktar, professore del Technion–Israel Institute of Technology
di Haifa - #CRUI @MiurSocial @ItalyMFA
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Ostia, la violenza del clan
vicino ai neofascisti
Ad
Ostia, nel corso di un servizio televisivo, il giornalista Daniele
Piervincenzi e il suo operatore video Edoardo Anselmi sono stati
picchiati da un membro degli Spada, il clan che da anni controlla
spaccio e usura nel quadrante sud-ovest di Roma. Un episodio condannato
unanimemente da tutto il mondo delle istituzioni e della politica. Il
ministro dell'Interno Marco Minniti sta seguendo personalmente la
questione. E dal Viminale trapela la sua linea intransigente sulla
vicenda: i principi di legalità “non sono derogabili e in Italia non
possono esistere zone franche” (Avvenire). La violenza degli Spada è
cosa nota e i quotidiani ricordano la vicinanza tra il clan e i
neofascisti di CasaPound: Luca Marsella, leader di CasaPound sul
litorale, compare in un'immagine con Roberto Spada, il responsabile
dell'aggressione ai giornalisti (che gli chiedevano conto proprio dei
suoi rapporti con il movimento neofascista). Lo stesso personaggio, una
settimana fa aveva dato il suo endorsement, sempre sui social, ai
“fascisti del terzo millennio”, invitando a votare “gli unici sempre
presenti, questa è la realtà” (Repubblica). Ci sono anche intrecci
giudiziari tra le due realtà nonostante dalla leadership di CasaPound
si contesti ogni rapporto con il clan.
Caos politico Oltremanica.
Priti Patel, la ministra per la Cooperazione internazionale del governo
di Theresa May, è stata costretta ieri alle dimissioni per aver
incontrato privatamente, nel corso di una vacanza in Israele, una
schiera di politici locali, incluso il primo ministro Benjamin
Netanyahu, il tutto all'insaputa di Londra (Corriere). “Patel avrebbe
corteggiato gli israeliani, promettendo aiuti economici", sostiene
Repubblica - nella speranza che la lobby ebraica (termine usato dal
quotidiano italiano) in Gran Bretagna appoggi una sua futura
candidatura per rimpiazzare May come leader conservatore e premier. Da
parte sua, il governo di Gerusalemme avrebbe cercato di procurarsi
un'amica e dunque una crescente influenza nell'esecutivo britannico se
non addirittura, un domani, a Downing Street”. Repubblica cita poi il
Jewish Chronicle secondo cui invece sarebbe stata la stessa May a
ordinarle di nascondere l'ultimo incontro con i politici israeliani,
avvenuto a margine dell'Assemblea generale dell'Onu in settembre, per
non imbarazzare il ministero degli Esteri britannico Boris Johnson.
Trump, il presidente senza dottrina.
“Ho sempre cercato di comprendere 'la dottrina' dei presidenti
americani. Ma con Donald Trump sono in grande difficoltà”, spiega al
Corriere Jeffrey Goldberg, direttore dell'americano Atlantic. Goldberg,
ebreo americano che ha servito nell'esercito israeliano, dal 2016 è
alla guida dell'autorevole rivista incentrata sulla politica
statunitense. “Vedo una grande confusione. - afferma Goldberg - Faccio
fatica a capire quale sia la strategia del governo. Ci sono i tweet del
presidente, poi c'è la linea del segretario di Stato, Rex Tillerson. Ho
impiegato molto tempo per cercare di capire quale fosse la 'domina', la
visione del mondo, dei diversi presidenti. Ma stavolta non riesco a
comprenderla: forse mi sfugge qualcosa o forse semplicemente non
esiste”.
Lotito, "sceneggiata" senza conseguenze.
La telefonata in cui parlava di una "sceneggiata" in Sinagoga non
costerà nulla al presidente della Lazio Claudio Lotito. La procura
della Federcalcio, che aveva acquisito quella conversazione al
telefono, ha deciso di archiviare: senza conoscere la fonte certa,
impossibile garantire che si trattasse di una conversazione genuina. Ma
a ore l'intera indagine sugli adesivi di Anna Frank attaccati dagli
ultrà laziali in curva Sud arriverà a un esito: certo il deferimento
della società per il comportamento dei propri tifosi. Il club rischia
la chiusura dell'intero stadio o delle due curve (Repubblica).
Torino, i coniugi Costa "Giusti tra le Nazioni”.
Nell'inverno del 1943 ospitarono nella loro casa di Sauze d'Oulx, in
Valle di Susa, una ragazzina ebrea facendola passare per l'insegnante
dei figli. Un gesto coraggioso che salvò quella ragazzina - Nedelia
Tedeschi Lolli, oggi bisnonna - dalle persecuzioni antisemite. Un
“messaggio di umanità”, come l'ha definito la sindaca di Torino Chiara
Appendino, per cui Dalmiro e Verbena Costa sono stati riconosciuti
Giusti fra le Nazioni.
Da Israele,sugli schermi italiani False flag.
Martedì ha debuttato su Fox (visibile su Sky) con i primi due episodi
la serie tv False Flag, prodotta in Israele e che racconta la storia di
cinque cittadini israeliani, tutti con doppia nazionalità, che
guardando il telegiornale scoprono di essere sospettati di aver
progettato e orchestrato un rapimento, ovvero il sequestro del Ministro
iraniano della difesa avvenuto a Mosca. “Una spy story – scrive
Avvenire - narrata con i ritmi giusti, i misteri e i colpi di scena
necessari a una serie tv che almeno in partenza ha le caratteristiche
per appassionare il telespettatore”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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