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Ostia, la violenza del clan
vicino ai neofascisti

rassegnaAd Ostia, nel corso di un servizio televisivo, il giornalista Daniele Piervincenzi e il suo operatore video Edoardo Anselmi sono stati picchiati da un membro degli Spada, il clan che da anni controlla spaccio e usura nel quadrante sud-ovest di Roma. Un episodio condannato unanimemente da tutto il mondo delle istituzioni e della politica. Il ministro dell’Interno Marco Minniti sta seguendo personalmente la questione. E dal Viminale trapela la sua linea intransigente sulla vicenda: i principi di legalità “non sono derogabili e in Italia non possono esistere zone franche” (Avvenire). La violenza degli Spada è cosa nota e i quotidiani ricordano la vicinanza tra il clan e i neofascisti di CasaPound: Luca Marsella, leader di CasaPound sul litorale, compare in un’immagine con Roberto Spada, il responsabile dell’aggressione ai giornalisti (che gli chiedevano conto proprio dei suoi rapporti con il movimento neofascista). Lo stesso personaggio, una settimana fa aveva dato il suo endorsement, sempre sui social, ai “fascisti del terzo millennio”, invitando a votare “gli unici sempre presenti, questa è la realtà” (Repubblica). Ci sono anche intrecci giudiziari tra le due realtà nonostante dalla leadership di CasaPound si contesti ogni rapporto con il clan.

Caos politico Oltremanica. Priti Patel, la ministra per la Cooperazione internazionale del governo di Theresa May, è stata costretta ieri alle dimissioni per aver incontrato privatamente, nel corso di una vacanza in Israele, una schiera di politici locali, incluso il primo ministro Benjamin Netanyahu, il tutto all’insaputa di Londra (Corriere). “Patel avrebbe corteggiato gli israeliani, promettendo aiuti economici”, sostiene Repubblica – nella speranza che la lobby ebraica (termine usato dal quotidiano italiano) in Gran Bretagna appoggi una sua futura candidatura per rimpiazzare May come leader conservatore e premier. Da parte sua, il governo di Gerusalemme avrebbe cercato di procurarsi un’amica e dunque una crescente influenza nell’esecutivo britannico se non addirittura, un domani, a Downing Street”. Repubblica cita poi il Jewish Chronicle secondo cui invece sarebbe stata la stessa May a ordinarle di nascondere l’ultimo incontro con i politici israeliani, avvenuto a margine dell’Assemblea generale dell’Onu in settembre, per non imbarazzare il ministero degli Esteri britannico Boris Johnson.

Trump, il presidente senza dottrina. “Ho sempre cercato di comprendere ‘la dottrina’ dei presidenti americani. Ma con Donald Trump sono in grande difficoltà”, spiega al Corriere Jeffrey Goldberg, direttore dell’americano Atlantic. Goldberg, ebreo americano che ha servito nell’esercito israeliano, dal 2016 è alla guida dell’autorevole rivista incentrata sulla politica statunitense. “Vedo una grande confusione. – afferma Goldberg – Faccio fatica a capire quale sia la strategia del governo. Ci sono i tweet del presidente, poi c’è la linea del segretario di Stato, Rex Tillerson. Ho impiegato molto tempo per cercare di capire quale fosse la ‘domina’, la visione del mondo, dei diversi presidenti. Ma stavolta non riesco a comprenderla: forse mi sfugge qualcosa o forse semplicemente non esiste”.

Lotito, “sceneggiata” senza conseguenze. La telefonata in cui parlava di una “sceneggiata” in Sinagoga non costerà nulla al presidente della Lazio Claudio Lotito. La procura della Federcalcio, che aveva acquisito quella conversazione al telefono, ha deciso di archiviare: senza conoscere la fonte certa, impossibile garantire che si trattasse di una conversazione genuina. Ma a ore l’intera indagine sugli adesivi di Anna Frank attaccati dagli ultrà laziali in curva Sud arriverà a un esito: certo il deferimento della società per il comportamento dei propri tifosi. Il club rischia la chiusura dell’intero stadio o delle due curve (Repubblica).

Torino, i coniugi Costa “Giusti tra le Nazioni”. Nell’inverno del 1943 ospitarono nella loro casa di Sauze d’Oulx, in Valle di Susa, una ragazzina ebrea facendola passare per l’insegnante dei figli. Un gesto coraggioso che salvò quella ragazzina – Nedelia Tedeschi Lolli, oggi bisnonna – dalle persecuzioni antisemite. Un “messaggio di umanità”, come l’ha definito la sindaca di Torino Chiara Appendino, per cui Dalmiro e Verbena Costa sono stati riconosciuti Giusti fra le Nazioni (La Stampa Torino).

Da Israele,sugli schermi italiani False flag. Martedì ha debuttato su Fox (visibile su Sky) con i primi due episodi la serie tv False Flag, prodotta in Israele e che racconta la storia di cinque cittadini israeliani, tutti con doppia nazionalità, che guardando il telegiornale scoprono di essere sospettati di aver progettato e orchestrato un rapimento, ovvero il sequestro del Ministro iraniano della difesa avvenuto a Mosca. “Una spy story – scrive Avvenire – narrata con i ritmi giusti, i misteri e i colpi di scena necessari a una serie tv che almeno in partenza ha le caratteristiche per appassionare il telespettatore”.

Daniel Reichel
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