Roberto
Della Rocca,
rabbino
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Eliezer,
una sorta di amministratore delegato di Abramo, è il vero regista del
primo shiddùch della storia ebraica. Un matrimonio, quello tra Isacco e
Rebecca, che costituisce il paradigma della continuità tra passato e
futuro. Il senso di responsabilità e lo spirito di servizio con cui
Eliezer svolge la sua missione non gli procura neppure la soddisfazione
di vedere menzionato il suo nome, che la Torà omette per l’intero
racconto del capitolo 24 di Bereshìt.
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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Partirà
il 26 novembre dalla Comunità di Torino un progetto culturale che unirà
tutta la comunità ebraica italiana in un’attività di studio e di
riappropriazione delle sue radici. Si tratta di un progetto di ampio
respiro che, nell’arco di tre anni, affronterà a uno a uno i principi
fondanti dell’ebraismo.
‘Fondamenti di ebraismo’ è un programma di studio grazie al quale tutte
le comunità sono collegate in streaming per assistere in contemporanea
a lezioni tenute da rabbanim ed esperti di ebraismo. I responsabili del
progetto sono rav Roberto Della Rocca (direttore dell’Area cultura e
formazione dell’UCEI) e lo scrivente; la coordinatrice culturale è
Ilana Bahbout e il responsabile tecnico dei collegamenti è Marco
Fellman.
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Marzabotto, la ferita
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È
stato immediatamente sospeso dal suo club il calciatore del 65 Futa,
squadra di seconda categoria bolognese, che ha esultato con il braccio
teso e una maglia della Repubblica Sociale Italiana dopo aver segnato
nel corso di una partita disputatasi a Marzabotto. Incontro disputatosi
non lontano dal sacrario che ricorda una delle più efferate stragi
nazifasciste in Italia. Un gesto che non è isolato, scrive Repubblica.
“Si è appena spenta l’eco delle polemiche per gli ultras della Lazio
che hanno accostato l’immagine di Anna Frank ai colori della maglia
della Roma. Ora – si legge – questo nuovo caso riporta i campi da
calcio al centro di una riflessione politica”. Scrive Michele Serra
nella sua Amaca: “Non è possibile non sapere, non rendersi conto del
significato dei gesti, dei simboli. Non è un lusso che ci possiamo più
permettere, come italiani, quello di regalare agli stupidi e agli
ignoranti il permesso di esserlo. Non sanno di Anna Frank, non sanno di
Marzabotto, non sanno niente. Portano l’odio senza portarne il peso: è
troppo comodo”.
Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, per l’Italia del calcio è
il momento di bilanci e riflessioni su un piano più ampio. Secondo
Repubblica, tra i mali cui porre rimedio, vi è anche il fatto che
“nemmeno gli adesivi con il volto di Anna Frank hanno turbato la Figc”.
Con il deferimento a Lotito “che doveva essere immediato” e che
“arriverà soltanto oggi”. Mentre per il processo si parla di gennaio.
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il raduno della cycling academy La sfida dello sport israeliano:
"Pronti per il Giro d'Italia"
“The road to Jerusalem”.
Dichiara esplicitamente i propri obiettivi per il 2018 la Israel
Cycling Academy, la prima squadra israeliana professionistica di
ciclismo, che proprie in queste ore dà il via al primo raduno
preparatorio per la prossima stagione agonistica. Ventiquattro atleti
da tutto il mondo si stanno infatti ritrovando a Gerusalemme, e tra
loro le numerose nuove leve assoldate in questi ultimi mesi di intenso
ciclomercato che hanno fatto fare un decisivo salto di qualità al team.
Perché l’obiettivo è proprio quello: Jerusalem. Che non è solo la
capitale di Israele, ma anche la città da cui partirà il 4 maggio
prossimo un’edizione davvero speciale del Giro d’Italia. L’ufficialità
ancora non c’è, per quella bisognerà aspettare metà gennaio. Ma è
altamente probabile, anzi probabilissimo, che tra le wild card che
verranno assegnate dall’organizzazione una andrà alla Academy.
I nostri lettori ormai conoscono approfonditamente la realtà e i valori
difeso da questo team, già protagonista in diverse iniziative
organizzate in Italia insieme alla redazione di Pagine Ebraiche (tra
cui due rievocazioni a pedali del tratto di strada tra Firenze e Assisi
più volte affrontato da Gino Bartali sotto il nazifascismo).
Conoscono quindi la determinazione e la stoffa di tecnici, ciclisti,
staff. In queste ore inizia la loro “road to Jerusalem”. E, c’è da
scommetterlo, darà delle soddisfazioni.
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la missione del csm in israele Magistratura, dialogo più stretto
tra Roma e Gerusalemme
L’ufficio
stampa del Consiglio Superiore della Magistratura ha diffuso il
seguente comunicato, relativo alla missione di una delegazione del CSM
in Israele in compagnia della presidente dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Noemi Di Segni:
“Il Vice Presidente del CSM Giovanni Legnini e il Primo Presidente
della Corte di Cassazione Giovanni Canzio, con una delegazione del
Consiglio, hanno concluso oggi la visita istituzionale in Israele.
Al centro della visita l’incontro con la Presidente della Corte Suprema
di Israele, Ester Hayut e con i magistrati dell’organo di vertice del
potere giudiziario israeliano, durante la quale è stato manifestato
l’interesse di entrambe le parti ad intensificare le relazioni ed
approfondire il dialogo tra le rispettive magistrature.
Oltre alla migliore conoscenza dei sistemi giuridici, la cooperazione
avviata potrà consentire di approfondire rilevanti temi e sfide di
interesse comune alle Supreme Corti e alle magistrature: le riforme del
sistema e dell’organizzazione giudiziaria, il rafforzamento
dell’indipendenza della magistratura, la formazione dei giudici, la
cooperazione sugli strumenti di contrasto al terrorismo internazionale
e alla criminalità organizzata, la gestione dei procedimenti giudiziari
relativi ai richiedenti asilo.
La visita si inserisce nel quadro delle attività internazionali del
CSM, intensificate nel corso degli ultimi anni con l’istituzione della
IX Commissione, competente per le relazioni internazionali e con la
partecipazione a progetti e la sottoscrizione di diversi accordi di
cooperazione in particolare nell’area dei Balcani e del Mediterraneo, e
nel percorso del dialogo tra le Corti Supreme di cui è parte attiva la
Suprema Corte di Cassazione.
La delegazione, cui hanno preso parte i Consiglieri Elisabetta
Casellati, Giuseppe Fanfani (Presidente della IX Commissione), Luca
Palamara, Rosario Spina, ha inoltre visitato con il Fondo nazionale
ebraico (KKL) la foresta di Tzora, dove sono stati ricordati i
magistrati italiani uccisi dalle mafie e dal terrorismo, piantando
degli alberi alla loro memoria ed in onore di tutta la magistratura
italiana.
La visita, organizzata in collaborazione con l’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane, a cui ha partecipato anche la Presidente Noemi Di
Segni, ha portato la delegazione consiliare presso il memoriale di Yad
Vashem, il più importante luogo di ricordo e commemorazione della
Shoah, nell’ambito di un progetto (CSM-UCEI) sulla memoria e sulle
nuove forme di discriminazione, che culminerà l’anno prossimo nella
ricorrenza degli 80 anni della promulgazione delle leggi razziali in
Italia, con l’organizzazione di eventi di studio e di convegni.
La delegazione del CSM ha, inoltre, incontrato il Procuratore capo di
Israele, Shai Nizan e il Presidente ed il Rettore della Hebrew
University, Asher Cohen e Barak Medina”.
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pagine ebraiche novembre 2017 Miur, il calendario del Dialogo
Inviato
a tutte le scuole italiane, il “Calendario del Dialogo – le feste delle
comunità” è uno strumento ideato dalla Commissione sul pluralismo, la
libertà e lo studio delle scienze religiose a scuola. Istituita presso
il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la
commissione coordinata dal professor Alberto Melloni – di cui fa parte
anche Ada Treves, giornalista della redazione UCEI – ha voluto puntare
sulla conoscenza reciproca, sulla condivisione, e su una
rappresentazione allegra e gioiosa del variegato paesaggio religioso
delle scuole italiane. È subito evidente come siano davvero rari i
giorni in cui non ci sia qualcosa da festeggiare o da ricordare, e la
Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, nel presentarlo, ha ribadito
che “la scuola è aperta a tutte e a tutti, è il luogo dell’inclusione,
del dialogo e del rispetto. Dobbiamo conoscere e riconoscere le
differenze perché siano fonte di arricchimento reciproco e di crescita
collettiva. L’istruzione in questo ha un ruolo fondamentale: fornisce
alle studentesse e agli studenti gli strumenti per costruire un futuro
libero da odio e intolleranza. Perché siamo tutte e tutti responsabili
di un destino comune”. Ciascun insegnante, ciascuna classe, potrà
decidere se usarne delle parti, farne il supporto di percorsi di
approfondimento e dialogo, e come ricavarne spunti per percorsi
didattici o iniziative di confronto in un esercizio, si augura la
Commissione, utile per la crescita della conoscenza e del rispetto
delle libertà personali e collettive.
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Le parole del rabbino
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La
settimana scorsa ho parlato di Genova e, indirettamente, della razzia
degli ebrei genovesi perpetrata dai nazisti il 3 novembre 1943. Ho
scoperto recentemente queste parole del rabbino Riccardo Pacifici,
pronunciate dal pulpito della sinagoga il primo ottobre dello stesso
anno, giorno del capodanno ebraico. Com’è noto, il rav fu poi
catturato, deportato e trucidato nel campo di sterminio di Auschwitz.
Il discorso mi pare talmente straordinario da meritare una citazione
senza commenti: “Mai forse il nostro tempio è stato così deserto e
abbandonato. Per contro mai, come in questo Rosh HaShanà, noi vi siamo
entrati con l’animo così appassionato e fervente di ardore religioso,
col desiderio intenso di trovarci vicino a Dio e trovare in Lui pace e
conforto. Possiamo ben dire di essere noi, qui riuniti, gli autentici
rappresentanti di quella comunità d’Israele che mai smentisce se
stessa, anche nelle più gravi e dolorose vicende della vita”.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - La Francia riflette
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In
Francia la letteratura e la saggistica s’interrogano sul nazismo. Il
prestigioso Premio Goncourt 2017 è stato assegnato a “L’Ordre du Joir”
di Eric Vuillard, libro che racconta l’ascesa al potere di Hitler e il
sostegno degli industriali tedeschi al nazionalsocialismo. L’altro
importante premio Renaudot, invece, è stato dato al saggio-inchiesta
“La Disparition de Josef Mengele”, di Olivier Guez, che ha indagato
sulla fugga in Sudamerica del medico dell’orrore nazista, autore di
terribili esperimenti sui deportati. Guez tra l’altro ha rivelato di
aver scritto parte del suo libro durante il suo soggiorno a Roma,
presso l’ex Ghetto.
Mario Avagliano
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Antisemitismo senza ebrei
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In
Polonia le forze dell’estrema destra hanno or ora marciato scandendo
slogan antisemiti. Non è una novità, perché l’antisemitismo senza ebrei
(ne resteranno forse diecimila?) è scoppiato anche nel 1968 e nel 1981,
ed era emerso anche come anti sionismo. Penso a Marek Edelman, un eroe
della Resistenza contro i nazisti, che combatté assieme a Mordechai
Anielewicz; Edelman era bundista, Anielewicz sionista socialista.
Edelman era un anti sionista, in frequente polemica con Israele, e lo
affermava senza alcuna ambiguità. Anche per questo, per la mancanza di
ogni ambiguità, è stato un gigante, con una vita di lotte coerenti,
coraggiose, mosse dai suoi ideali, e mai da interessi personali.
Emanuele Calò, giurista
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