7 Dicembre 2017 - 19 Kislev 5778
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum, Maria Teresa Milano, Giorgio Berruto e Sara Valentina Di Palma.
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Donald J. Trump
@realDonaldTrump
6 Dic
I have determined that it is time to officially recognize Jerusalem as
the capital of Israel. I am also directing the State Department to
begin preparation to move the American Embassy from Tel Aviv to
Jerusalem.
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'Gerusalemme capitale di Israele'
“È
ora di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come la capitale di
Israele”. L’annuncio di Donald Trump è tra i temi di apertura di quasi
tutti i giornali in Italia.
“Il dado è tratto: le conseguenze potenzialmente esplosive” scrive il
Corriere. Per Repubblica, si tratta di “un debito pagato con la
destra”. Secondo La Stampa, l’annuncio “da una parte rischia le
reazioni violente sul terreno, ma dall’altra apre anche potenzialmente
la porta ad un’intesa”. E questo perché, si legge, consente a Trump “di
chiedere in cambio concessioni allo Stato ebraico”.
Numerosi gli approfondimenti e le opinioni che sono pubblicate sulla
stampa nazionale. Intervistato dal Corriere, lo scrittore israeliano
Etgar Keret esprime contrarietà: “Trump e Gerusalemme non c’entrano
nulla con i problemi reali. È aria calda: il ruolo di presidente
dipende anche dallo spessore della persona e Trump ha dimostrato di
essere un peso piuma. Intacca i simboli, non la realtà”. Il
riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, la
soluzione del conflitto israelo-palestinese con due Stati divisi da
confini concordati, il ruolo prioritario dell’Arabia Saudita nel
superamento della crisi secolare arabo-israeliana. Tre tasselli che
hanno genesi diverse, scrive il direttore della Stampa Maurizio
Molinari, “ma descrivono la scommessa dell’inquilino dello Studio
Ovale”. Fiamma Nirenstein, sul Giornale: "Giustizia dopo anni di
risoluzioni persecutorie". Giuliano Ferrara, sul Foglio: “Il
trasferimento dell’ambasciata americana nella capitale di Israele,
decisione del Congresso, è una risposta alla storia e a molti nemici”.
Lunghezza d’onda differente per Wlodek Goldkorn, che questo dice di
Gerusalemme su Repubblica: “Impossibile unirla, impossibile dividerla.
Resta solo da sperare nell’intervento dell’Onnipotente ma anche lui può
mettersi di traverso, causa eccesso di emozioni e interpretazioni degli
umani”. Più duro Michele Serra, nella sua quotidiana Amaca: “Si
trattasse solamente di essere arroganti, ci saremmo anche abituati. Qui
lo sgomento ha qualità diversa: si sospetta il gesto di un grosso
scemo, e se l’arroganza è componente distintiva di tutti i poteri, o
quasi, la scemenza aggiunge elementi di rischio imponderabili”. Forti
perplessità infine dalla Testimone della Shoah Edith Bruck, che al
Mattino dice: “Un atto totalmente irresponsabile che potrebbe produrre
un nuovo rafforzamento dell’Isis unificando tutto il mondo arabo in
funzione anti-israeliana”.
I fascisti sotto la redazione. Il
blitz squadrista di Forza Nuova sotto la sede di Repubblica e
L’Espresso mette in allarme l’opinione pubblica. “Quando ho letto
quella frase nel comunicato neofascista, ‘dichiarare guerra alle idee’,
ho agito d’istinto e ho deciso di venire subito qui per dare un segnale
molto forte: l’antifascismo e la libertà di stampa sono due capisaldi
della democrazia e deve essere chiaro che non sarà tollerato neppure il
semplice tentativo di metterli sotto attacco” afferma il ministro Marco
Minniti nel corso di un confronto in redazione a poche ore dai fatti.
“La scelta di presentarmi di persona, come avrei fatto con qualunque
altro quotidiano minacciato, serve a mettere un punto fermo. Qui – le
sue parole – c’è un confine che non può e non deve essere superato”.
Repubblica parla oggi di intimidazioni che vanno avanti da mesi, anche
per via dei molti approfondimenti dedicati al mondo dell’estrema destra
che sono stati pubblicati di recente. “È da mesi – si legge – che
Repubblica denuncia con servizi e inchieste i rigurgiti neofascisti e
neonazisti nel nostro Paese, l’avanzata della galassia nera, il suo
nuovo volto, gli episodi di propaganda razzista e nostalgica: da FN a
CasaPound alle formazioni neonaziste”.
Ad intervenire, con un tweet di solidarietà, anche la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello.
Talmud, enciclopedia della vita. “Giunto
alla sua redazione finale intorno al VI secolo, il Talmud è composto da
sei ordini e 63 trattati, per un totale di molte migliaia di pagine.
Questo testo straordinario è ben più di un dotto commento alla Legge
divina, cioè alla Bibbia: è una vera e propria enciclopedia della vita,
per quanto disordinata e difficilissima da esplorare”. È quanto scrive
Elena Loewenthal, su La Stampa, in occasione dell’uscita del secondo
volume tradotto in italiano del Talmud Babilonese: il trattato
Berakhot. A curare l’opera, pubblicata dalla casa editrice Giuntina, è
il rav Gianfranco Di Segni.
Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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