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“Gerusalemme capitale”

rassegna“È ora di riconoscere ufficialmente Gerusalemme come la capitale di Israele”. L’annuncio di Donald Trump è tra i temi di apertura di quasi tutti i giornali in Italia.
“Il dado è tratto: le conseguenze potenzialmente esplosive” scrive il Corriere. Per Repubblica, si tratta di “un debito pagato con la destra”. Secondo La Stampa, l’annuncio “da una parte rischia le reazioni violente sul terreno, ma dall’altra apre anche potenzialmente la porta ad un’intesa”. E questo perché, si legge, consente a Trump “di chiedere in cambio concessioni allo Stato ebraico”.
Numerosi gli approfondimenti e le opinioni che sono pubblicate sulla stampa nazionale. Intervistato dal Corriere, lo scrittore israeliano Etgar Keret esprime contrarietà: “Trump e Gerusalemme non c’entrano nulla con i problemi reali. È aria calda: il ruolo di presidente dipende anche dallo spessore della persona e Trump ha dimostrato di essere un peso piuma. Intacca i simboli, non la realtà”. Il riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico, la soluzione del conflitto israelo-palestinese con due Stati divisi da confini concordati, il ruolo prioritario dell’Arabia Saudita nel superamento della crisi secolare arabo-israeliana. Tre tasselli che hanno genesi diverse, scrive il direttore della Stampa Maurizio Molinari, “ma descrivono la scommessa dell’inquilino dello Studio Ovale”. Fiamma Nirenstein, sul Giornale: “Giustizia dopo anni di risoluzioni persecutorie”. Giuliano Ferrara, sul Foglio: “Il trasferimento dell’ambasciata americana nella capitale di Israele, decisione del Congresso, è una risposta alla storia e a molti nemici”. Lunghezza d’onda differente per Wlodek Goldkorn, che questo dice di Gerusalemme su Repubblica: “Impossibile unirla, impossibile dividerla. Resta solo da sperare nell’intervento dell’Onnipotente ma anche lui può mettersi di traverso, causa eccesso di emozioni e interpretazioni degli umani”. Più duro Michele Serra, nella sua quotidiana Amaca: “Si trattasse solamente di essere arroganti, ci saremmo anche abituati. Qui lo sgomento ha qualità diversa: si sospetta il gesto di un grosso scemo, e se l’arroganza è componente distintiva di tutti i poteri, o quasi, la scemenza aggiunge elementi di rischio imponderabili”. Forti perplessità infine dalla Testimone della Shoah Edith Bruck, che al Mattino dice: “Un atto totalmente irresponsabile che potrebbe produrre un nuovo rafforzamento dell’Isis unificando tutto il mondo arabo in funzione anti-israeliana”.

Il blitz squadrista di Forza Nuova sotto la sede di Repubblica e L’Espresso mette in allarme l’opinione pubblica. “Quando ho letto quella frase nel comunicato neofascista, ‘dichiarare guerra alle idee’, ho agito d’istinto e ho deciso di venire subito qui per dare un segnale molto forte: l’antifascismo e la libertà di stampa sono due capisaldi della democrazia e deve essere chiaro che non sarà tollerato neppure il semplice tentativo di metterli sotto attacco” afferma il ministro Marco Minniti nel corso di un confronto in redazione a poche ore dai fatti. “La scelta di presentarmi di persona, come avrei fatto con qualunque altro quotidiano minacciato, serve a mettere un punto fermo. Qui – le sue parole – c’è un confine che non può e non deve essere superato”. Repubblica parla oggi di intimidazioni che vanno avanti da mesi, anche per via dei molti approfondimenti dedicati al mondo dell’estrema destra che sono stati pubblicati di recente. “È da mesi – si legge – che Repubblica denuncia con servizi e inchieste i rigurgiti neofascisti e neonazisti nel nostro Paese, l’avanzata della galassia nera, il suo nuovo volto, gli episodi di propaganda razzista e nostalgica: da FN a CasaPound alle formazioni neonaziste”.
Ad intervenire, con un tweet di solidarietà, anche la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello.

“Giunto alla sua redazione finale intorno al VI secolo, il Talmud è composto da sei ordini e 63 trattati, per un totale di molte migliaia di pagine. Questo testo straordinario è ben più di un dotto commento alla Legge divina, cioè alla Bibbia: è una vera e propria enciclopedia della vita, per quanto disordinata e difficilissima da esplorare”. È quanto scrive Elena Loewenthal, su La Stampa, in occasione dell’uscita del secondo volume tradotto in italiano del Talmud Babilonese: il trattato Berakhot. A curare l’opera, pubblicata dalla casa editrice Giuntina, è il rav Gianfranco Di Segni.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(7 dicembre 2017)