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30 Gennaio 2018 - 14 Shevat 5778

 



alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Roberto Della Rocca e di Dario Calimani. Nella sezione pilpul una riflessione di Tobia Zevi, Mario Avagliano ed Emanuele Calò.
 
 
 
"L'indifferenza è un virus"
I temi della conferenza sulla lotta all’antisemitismo tenutasi ieri alla Farnesina al centro di vari approfondimenti giornalistici. “Alla conferenza si è parlato del dialogo interreligioso, quello già avviato tra ebrei e cristiani, e anche quello necessario con le comunità musulmane, perché in esso – sottolinea La Stampa – può trovarsi l’antidoto per la lotta all’antisemitismo e alle discriminazioni”. Ai partecipanti alla conferenza, ricevuti in udienza, papa Bergoglio ha inoltre rivolto un breve discorso partendo dal tema della responsabilità e sottolineando che oggi “il nemico contro cui lottare non è soltanto l’odio, in tutte le sue forme ma, ancor più alla radice, l’indifferenza” (Avvenire). “Contro il virus dell’indifferenza” titola L’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede.
Tra gli ospiti del confronto internazionale il presidente del World Jewish Congress Ronald Lauder, che in una intervista a Repubblica dice: “Attenti all’antisemitismo e all’estrema destra. Quello che sta succedendo in Est Europa, Austria, Francia e Germania con l’Afd, adesso potrebbe giungere in Italia”. Tra le tante domande, alcune riguardano Trump. Dice Lauder: “È un patriota vero. Crede che l’America sia la più grande responsabilità della sua vita”. Mentre Netanyahu, per il presidente del WJC, “è uno dei politici più bravi, fa sempre il meglio per Israele e la sua sicurezza”.

Memoria della Shoah, la Polonia fa marcia indietro. Dopo tre giorni di polemiche la Polonia ha deciso di modificare il testo approvato dalla Camera in cui si vieta di associare il paese ai crimini perpetrati dai nazisti. A partire dalla definizione di “lager polacco” associata ai campi di sterminio. Come riferisce tra gli Avvenire, a dare l’annuncio è stato il presidente Andrzej Duda.
“La ricerca impossibile di una verità storica sancita da una norma di legge appare inquietante e pericolosa. Eppure – scrive Umberto Gentiloni su Repubblica, a proposito dell’iniziativa precedentemente assunta dal governo di Varsavia – l’anacronismo di un’impostazione costruita su presunte interpretazioni ufficiali del passato torna come ipotesi di riferimento nel tempo delle incertezze e delle paure”.

Tra Unifil ed Hezbollah. Reportage del Corriere tra gli italiani dell’Unifil di stanza in Libano, al confine con Israele. L’inquietante presenza degli Hezbollah, i guerriglieri filoiraniani, sullo sfondo. “Non li vedi, non li senti – scrive Guido Olimpio – ma ci sono. Mimetizzati da pastori, mescolati agli abitanti dei villaggi, infiltrati come contadini tra frutteti e colline che precipitano in piccoli canyon”.

Le curve e la Memoria. Vergognosa iniziativa di un gruppo di tifosi del Padova, che in curva hanno esposto uno stendardo con Se questo è un uomo di Primo Levi e il disegno stilizzato di un uomo con la maglia dei rivali del Vicenza che si mangia un gattino. Non mancheranno le conseguenze penali, scrive il Corriere del Veneto, perché il cartellone è stato sequestrato dalla Digos di Vicenza (che ieri ha inoltrato una segnalazione in Procura).

"Sono tornato", l'apprezzamento della Mussolini. “L’ho trovato curioso. Non è un film strumentale. Certamente non è bonario, ma non è appesantito dalla retorica, né vuole dare una morale”. Così Alessandra Mussolini a proposito di “Sono tornato”, il film con Mussolini redivivo che sarà nelle sale a partire da giovedì, in una intervista al Tempo. “Più che la satira – prosegue la nipote del dittatore – ho apprezzato il fatto che non scade in banalità o cliché. Non vuole dare risposte, finalmente! E non mette in bocca a mio nonno frasi mai dette”.

Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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