Roberto
Della Rocca,
rabbino
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A
proposito di Erdogan, Bergoglio e Noi…Il popolo ebraico giunge
finalmente di fronte al monte Sinai e sta per ricevere la Torà, lo
scopo ultimo dell’uscita dall’Egitto, della liberazione. “Partirono da
Refidìm e giunsero nel deserto del Sinai, si accamparono nel deserto e
là Israele si accampò di fronte al monte” (Shemòt, 19; 2).
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
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Ci si chiede come si possano fermare in Francia le manifestazioni di antisemitismo di origine islamica.
Peraltro, ci si chiede perché in Italia uno stesso crimine venga
giudicato in modo diverso a seconda che a commetterlo sia un bianco o
un nero. E ci si chiede come si possa giustificare il fatto che Forza
Nuova prenda le difese di uno xenofobo che ha attentato alla vita di
gente di colore per il solo fatto che era di colore. Si percepisce una
certa assonanza con chi odia gli ebrei per il solo fatto che sono
ebrei. E non promette nulla di buono che la stampa di destra forzi la
mano e parteggi per la xenofobia leghista e neofascista, anziché
mostrare l’equilibrio della sensatezza. Pensieri accavallati, ma
neanche tanto, a cui si dovrà dare ordine, nel disorientamento di
questi giorni.
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L'appello di Mattarella
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Dopo
l’aggressione fascista e xenofoba di Macerata, in cui undici persone –
le cui storie sono raccontate da Avvenire – sono state ferite da Luca
Traini, iscritto alla Lega Nord, il presidente della Repubblica Sergio
Mattarella ha invitato a tenere vivo il senso della comunità. “L’Italia
ha bisogno di sentirsi comunità di vita in cui tutti siamo legati da
sorte comune, in cui si vive insieme agli altri, senza diffidenza”.
Perché se manca la comunità “l’egoismo porta inevitabilmente alla
diffidenza, all’ostilità, all’intolleranza e qualche volta alla
violenza” (Corriere della Sera). “Dobbiamo chiamare i fatti con il loro
nome: rappresaglia nazi-fascista di una persona che in un bar aveva
dichiarato che sarebbe andato a sparare ai neri”, il commento del
sindaco di Macerata, Romano Carancini. “Non è un fatto isolato, c’è un
fermento che dobbiamo essere in grado di fermare e combattere in
maniera esplicita e non ambigua” (La Stampa). Il sindaco, intervistato
da Repubblica, spiega poi che continuerà la sua politica a favore
dell’accoglienza. Inquietanti le parole dell’avvocato di Traini, che
afferma “c’è un problema: mi ferma la gente a Macerata per darmi
messaggi di solidarietà nei confronti di Luca. È allarmante”
(Repubblica). Come racconta La Stampa, l’attentatore iscritto alla Lega
“alimentava la sua devozione per Mussolini, infarcita di letture
nostalgiche, di Mein Kampf, di saluti romani. Fino al tatuaggio della
runa sulla tempia. L’odio per gli extracomunitari in Traini era ormai
divenuto incontenibile”. Nonostante questo per Massimiliano Fedriga,
capogruppo della Lega alla Camera, “in questo momento sia fuori dalla
storia e dalla realtà il parlare di fascismo”. E prima ancora il
leghista, intervistato dal Corriere, arriva a dire: “io non chiederei
mai a Debora Serracchiani di dissociarsi dall’immigrato che ha fatto a
pezzi Pamela. Trovo offensivo che si chieda a noi di dissociarci da un
folle come Luca Traini”. Il leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio
invece, in un colloquio con Repubblica, non si espone sul tema Macerata
e poi attacca il Pd per non aver approvato la legge sullo ius soli che
i Cinque stelle non hanno però voluto votare. E ancora contesta la
legge Fiano contro la propaganda fascista perché “quella legge è un
pastrocchio, in Italia esistono già leggi in vigore che puniscono
l’apologia del fascismo, fascismo che noi abbiamo sempre condannato
senza se e senza ma”.
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il cittadino israeliano assassinato Itamar, vittima dell'odio
Nell’insediamento
di Har Bracha, nel nord della Cisgiordania, centinaia di persone hanno
preso parte nelle scorse ore al funerale di Itamar Ben Gal, 29 anni, il
cittadino israeliano assassinato in un attentato terroristico nei
pressi della cittadina di Ariel. Ben Gal, insegnante in una yeshiva e
padre di quattro figli, è stato ucciso a coltellate da Abd al-Hakim
Adel Asi, diciannovenne arabo israeliano di Jaffa. Il giovane
attentatore è riuscito a fuggire e al momento le forze di sicurezza lo
stanno cercando. Le autorità israeliane hanno invece nella notte ucciso
Ahmad Nassar Jarrar, il terrorista considerato responsabile
dell’attentato del 9 gennaio in cui è stato assassinato rav Raziel
Shevach, nei pressi dell’avamposto di Havat Gilad, in Cisgiordania.
Quest’ultimo attentato, legato al movimento di Hamas, è diverso da
quello di cui è rimasto vittima Ben Gal: in questo secondo caso non c’è
una diretta affiliazione e la madre dell’attentatore ricercato nelle
scorse ore ha lanciato un appello affinché si costituisca alle autorità.
“Ti prometto che saremo forti. Continuerò a crescere i nostri figli, e
vivremo con gioia, come volevi tu” le parole della moglie di Ben Gal,
Miriam, nel corso del funerale. “Abbiamo ricevuto un dono prezioso
circa 30 anni fa, e oggi ci dividiamo da questo dono con grande dolore”
ha affermato Daniel Ben-Gal, padre di Itamar. Leggi
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le iniziative all'università la sapienza di roma Medicina, dai lager alla bioetica
"La vita un bene da difendere"
Medicina,
arte e legislazione nella storia della Shoah. Temi che La Sapienza
Università di Roma sviluppa da tempo, in molteplici forme e in una
prospettiva multidisciplinare. Un percorso che, nella giornata di ieri,
è stato segnato da nuovi impegni assunti assieme all’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane e con il sostegno della Fondazione Museo
della Shoah. Un convegno con l’intervento di studiosi di fama che ha
permesso di mettere a fuoco alcuni punti essenziali e l’inaugurazione
di una mostra, nel museo dell’arte classica dell’ateneo capitolino,
dedicato a Medicina e Shoah “dalle sperimentazioni naziste alla
bioetica”. Iniziativa quest’ultima che si affianca alla pubblicazione
di un volume, “Medicina eugenica e Shoah. Ricordare il male e
promuovere la bioetica”, edito dalla University Press Sapienza
Università Editrice e a cura della professoressa Silvia Marinozzi, che
raccoglie diversi saggi (tra cui un intervento della docente
universitaria e assessore UCEI Livia Ottolenghi) riguardanti le
sperimentazioni mediche effettuate sui detenuti dei lager nazisti e non
solo.
“Il libro, il convegno e la mostra sono il punto di arrivo di un
percorso che La Sapienza ha intrapreso da vari anni” sottolinea con
soddisfazione il magnifico rettore Eugenio Gaudio. Percorso di
conoscenza ma anche impegno civile, come testimoniano – citati da
Gaudio stesso – alcune richieste che proprio dall’ateneo hanno finito
per parlare al mondo istituzionale e a tutta l’accademia: la richiesta
di cancellazione di alcuni eponimi usati per identificare malattie che
ricordano medici che aderirono al nazismo, macchiandosi di gravi
crimini; o ancora, di stringente attualità, la richiesta di
cancellazione della parola “razza” dalla Costituzione.
“Dalla sperimentazione dell’orrore alla bioetica e alla salvaguardia
della vita e della sua dignità. Questa è la sfida che tutti
condividiamo” ha affermato la presidente UCEI Noemi Di Segni. È un
percorso, ha aggiunto, “che riflette consapevolezza delle
responsabilità passate e assunzione di impegni verso il futuro”. Un
percorso quindi che inevitabilmente “passa attraverso l’educazione”. Leggi
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Analisi scorretta - Polonia
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Wlodek
Goldkorn su La Repubblica; Fabio Nicolucci su Il Mattino e Giovanni
Sabatucci su La Stampa hanno spiegato con chiarezza che la legge votata
dal Parlamento polacco, che vieta qualsiasi allusione a una
responsabilità della Nazione polacca con la Shoah, è un tassello della
ricostruzione identitaria della Polonia, la quale anche attraverso
questa legge negazionista ricerca una traccia della sua storia
nazionale diversa dalla narrativa europea, ritenuta denigratrice del
proprio onore. “Si tratta – ha scritto Goldkorn – in fine dei conti di
un procedimento xenofobo che si richiama all’immaginario antisemita”.
La proposta di legge approvata a Varsavia pretende di cancellare la
partecipazione attiva allo sterminio degli ebrei di quella parte della
popolazione polacca che collaborò coi nazisti. Del resto come ha
ricordato il Vice-Presidente dalla UE Timmermans “tutti i paesi sotto
il giogo hitleriano hanno avuto eroi che hanno resistitito, ma anche
collaborazionisti”.
La Polonia decide di fare i conti col proprio passato non con un
pubblico dibattito e un confronto democratico – ricorda Sabatucci – ma
per legge, e questo è un vero vulnus alla democrazia.
Anselmo Calò
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Storie - L'imprenditore e il 1938
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Anche
l’imprenditore veneziano Giuseppe Volpi di Misurata, ricordato in
Veneto nell’ultimo anno nell’ambito delle celebrazioni del Centenario
di Porto Marghera, di cui è stato un grande artefice, disse “si” alle
leggi razziste del 1938. Lo evidenzia una pubblicazione appena uscita,
finanziata dalla Cisl del Veneto e curata dal professor Mauro Pitteri,
che rievoca la discriminazione dei diritti e la successiva deportazione
nei campi di sterminio nazisti di molti ebrei veneti. «1938-2018. La
persecuzione degli ebrei in Veneto» è il titolo del libro di Pitteri,
in cui si racconta la deriva antiebraica del fascismo, fino alla
partecipazione attiva alla Shoah.
Mario Avagliano
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Ritorno di fiamma
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Ho
visto ”Sono tornato”, dove il Duce risuscita, del quale film potrei
fare una recensione, visto che da ragazzo frequentavo dei critici
cinematografici così impegnati che talvolta taluno di essi si spingeva
sino al punto di vedere realmente l’opera cinematografica che
commentava.
Non c’è opera dell’ingegno che possa prescindere dalla fantasia, se non
vuole sconfinare nel saggio e, onde evitarlo, si rischia spesso e
volentieri di valicare il confine col realismo magico. A proposito di
questo film, qualcuno ha scritto che oggi Benito Mussolini vincerebbe
le elezioni, ma sembrerebbe più un desiderio inconscio che una reale
possibilità.
Emanuele Calò
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