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9 GENNAIO 2018
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scuola

I disegni del dialogo

img headerPresentato ieri nella prestigiosa cornice della Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, sede di rappresentanza del Senato, il progetto educativo internazionale “501 disegni a sei mani, dalla Giustizia alla Pace. Due città, due capitali, Venezia e Trento, Roma e Tunisi”. Un percorso culturale ideato e realizzato dalla giornalista Nadia De Lazzari, responsabile dell’associazione Venezia: Pesce di Pace con la finalità di costruire ponti di amicizia e fratellanza tra le fedi. Protagonisti dell’iniziativa sono i bambini di diverse scuole pubbliche o paritarie, italiane e non, che hanno fatto centinaia di coloratissimi disegni, confluiti in un libro e in una mostra. Tra gli istituti che hanno partecipato, anche la scuola ebraica Tedeschi Morpurgo di Trieste. Ad “affiancare” le opere dei bambini, il contributo dei detenuti del carcere di Venezia e della casa circondariale di Trento.

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il "caso licei"

Classisti e anti poveri

Alcuni dei più prestigiosi istituti del nostro Paese hanno pubblicato sul portale del Miur una serie di schede fondate su studenti «medio-alto borghesi» e che valutano la scarsa presenza di stranieri come un aspetto positivo. Uno dei fiori all'occhiello del ministero dell’Istruzione, "Scuola in chiaro", restituisce un'immagine delle scuole fortemente classista e poco incline ad accogliere gli studenti stranieri. Come ha fatto notare Corrado Zunino su Repubblica, il portale del Miur che presenta le scuole raccoglie una serie di fascicoli di autovalutazione, chiamati anche RAV, che sembrano redatti ai tempi del libro Cuore. Visconti di Roma: "Pochi stranieri e nessun disabile" «L’essere il liceo classico più antico di Roma conferisce alla scuola fama e prestigio consolidati, molti personaggi illustri sono stati alunni», scrive di sé l'Ennio Quirino Visconti di Roma, «Le famiglie che scelgono il liceo sono di estrazione medio- alto borghese», «Tutti, tranne un paio, gli studenti sono di nazionalità italiana e nessuno è diversamente abile», come a dire che non ci sono impedimenti al percorso scolastico e infatti la percentuale di alunni svantaggiati «per condizione familiare è pressoché inesistente».

Lettera43

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il "caso licei"

Lo stop del ministero

Le scuole che, per attrarre studenti, "descrivono come un vantaggio l'assenza di stranieri o di studenti provenienti da zone svantaggiate o di condizione socio-economica e culturale non elevata" violano i principi della Costituzione e travisano completamente il ruolo della scuola.  A dirlo è la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, dopo la denuncia di “Repubblica” che ha raccontato come molti licei, da Milano a Roma, presentino come propri punti di forza (che favoriscono "la coesione" e "l’apprendimento") proprio l’assenza tra gli alunni di ragazzi di origine straniera, poveri e disabili? Accade sul portale istituzionale "Scuola in chiaro", dove ogni istituto pubblica il proprio Rav (Rapporto di autovalutazione): uno strumento nato per aiutare ragazzi e famiglie a scegliere la scuola confrontando le diverse opzioni. Diversi i casi citati da "Repubblica": "Tranne un paio, gli studenti sono italiani e nessuno è disabile", scrive ad esempio il classico romano Visconti. Mentre il genovese D’Oria sottolinea come l’assenza di "gruppi particolari" (ad esempio nomadi) offra ai ragazzi un "background favorevole".

Repubblica.it

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