Giuseppe Momigliano,
rabbino
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Insegna
R. Izhak: “Non si procede ad assegnare un ruolo di autorità (parnas al
hatzibbur) se non dopo aver consultato il parere del pubblico, infatti
troviamo scritto nella Torah: "Mosè disse ai figli d’Israele: Vedete,
il Signore designa Betzalel figlio di Urì, figlio di Chur appartenente
alla tribù di Yeudà (per presiedere alla realizzazione delle opere
necessarie per il Tabernacolo (Mishkan) (Esodo 35,30)".
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Davide
Assael,
ricercatore
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A
tre giorni dal voto, con gli animi che cominciano a raffreddarsi, è già
possibile riflettere in maniera più razionale sui risultati e
soprattutto sulle possibili vie di fuga da una situazione cha appare in
stallo. Naturalmente, il grande sconfitto di queste elezioni è il
fronte (tutto intero) del centro-sinistra. La crisi della
socialdemocrazia riguarda tutta l’Europa ed affonda le proprie radici
in un processo di globalizzazione che ha radicalmente mutato la
struttura delle società occidentali. Il corso della storia ha reso
necessarie nuove sintesi politiche, che implicavano un superamento
dello Stato-nazione e delle politiche che lo contraddistinguevano,
compreso quel proverbiale welfare che era il vanto di questa parte di
mondo. Dalle nostre parti ciò significava arrivare a questo
appuntamento dopo un radicale percorso di ristrutturazione dei conti
pubblici, senza cadere nell’abbaglio che il contribuente tedesco
avrebbe pagato le tasse dell’evasore italiano o greco.
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“La Storia è con noi”
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Per
vedere il futuro della Ue bisogna guardare al voto italiano. Salvini lo
ha detto: l’Euro non sopravviverà. Tutto è nelle mani dei cittadini. E
l’onda populista è solo all’inizio, perché la Storia è dalla nostra
parte”. Così Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump, in una
intervista a La Stampa. Che introducendo la figura del controverso
comunicatore, negli scorsi giorni in Italia per alcuni incontri,
sottolinea: “Bannon ha davanti ai suoi occhi il disegno
dell’Internazionale Populista che vuole costruire. Che poi sarebbe
un’Internazionale Sovranista, un ossimoro che rischia di portare a un
tutti contro tutti (dalla guerra sull’acciaio in giù). Ma che in questa
fase storica ha le urne dalla sua parte”.
Prima uscita pubblica da neo governatore della Regione Lombardia per
Attilio Fontana. L’occasione una cena dell’organizzazione sionista
Keren Hayesod con ospite tra gli altri l’ambasciatore israeliano Ofer
Sachs. Intervistato dal Giorno, che rievoca anche le sue parole sulla
‘razza bianca’ in campagna elettorale, Fontana dice: ”È stato un
bell’incontro e una bella serata, i malintesi provocati da quella mia
dichiarazione sono ormai alle spalle: mi sono già scusato e il rapporto
con la comunità ebraica è tornato ad essere ottimo come è sempre
stato”. Fontana annuncia inoltre la sua prima missione all’estero: “È
possibile che sia in Israele in occasione del Giro d’Italia che
quest’anno parte da Gerusalemme”.
Roberto Pirrone, il 65enne fiorentino che lunedì ha ucciso a colpi di
pistola il senegalese Idy Diene, dal 1971 al 1999 aveva lavorato come
operaio stampatore “in uno degli ambienti più estranei al razzismo che
si possano immaginare: la Tipografia Giuntina, che per anni ha
pubblicato meravigliosi testi della cultura ebraica” (Repubblica
Firenze). Numerose le manifestazioni di solidarietà alla comunità
senegalese, tra cui quella della Comunità ebraica. “L’atto barbaro
compiuto contro un uomo intento a lavorare pacificamente lacera il
nostro cuore” scrive in un messaggio il rav Amedeo Spagnoletto.
Il presidio organizzato ieri dalla comunità senegalese sul Ponte
Vespucci è stato però segnato da momenti di tensione e parole
inaccettabili da parte di alcuni nei confronti del sindaco Dario
Nardella (raggiunto anche dallo sputo di un antagonista). “Firenze è
una città aperta. Noi non siamo per l’intolleranza e la violenza ma
queste manifestazioni non fanno bene. Non vanno bene” le parole del
primo cittadino.
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la cerimonia a berlino
L'Italia alla guida dell'Ihra
Un 2018 per la Memoria
Successo
oltre le aspettative per la cerimonia, tenutasi presso l’ambasciata
italiana a Berlino, con cui Benno Bättig, capo delegazione svizzero, ha
passato il testimone all’ambasciatore Sandro De Bernardin, che guida la
delegazione per l’Italia presso la International Holocaust Remembrance
Alliance (IHRA).
Presenti oltre a una folta rappresentanza di ambasciatori di molti
Paesi membri dell’IHRA (Slovenia, Serbia, Lussemburgo, Romania,
Slovacchia, Lituania, Svizzera, Lettonia), l’ambasciatore Felix Klein,
capo della delegazione tedesca dell’IHRA e inviato speciale del
ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel per le questioni relative
all’antisemitismo e la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Noemi Di Segni. Nel pubblico, invitati alla cerimonia, anche
alcuni studenti dei licei di Roma Nobel, Einstein e del Liceo
Linguistico Montale, che hanno guidato gli ospiti alla scoperta delle
opere vincitrici del Concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah”
esposte nelle sale dell’ambasciata. 
L’ambasciatore italiano a Berlino Paolo
Benassi ha introdotto la cerimonia ricordando le parole del premio
Nobel Elie Wiesel: “Se c’è qualcosa che può farlo, sarà la memoria a
salvare l’umanità”, per poi ricordare ai presenti come l’IHRA abbia un
ruolo chiave nello sforzo comune di preservare la Memoria della Shoah,
con l’obiettivo anche di promuovere una comprensione della storia tale
da portare a un atteggiamento sempre vigile contro le ondate di
nazionalismo, razzismo e xenofobia cui si assiste oggi in troppi Paesi
in tutto il mondo. L’ambasciatore Bättig nel passare le consegne a
Sandro De Bernardin ha sottolineato come gli obiettivi dell’IHRA siano
stabilire aspettative e condividere buone pratiche, cooperazione,
impegno, e come prioritari siano la protezione delle testimonianze e il
contrasto alla distorsione della Memoria della Shoah.
“L’IHRA
è la principale rete internazionale che unisce studiosi e policymaker,
l’obiettivo delle presidenza italiana è di aumentare la visibilità e la
conoscenza del grande lavoro portato avanti dall’IHRA, a partire
dall’Italia. Il 2018 segna gli 80 anni dalla Conferenza di Evian,
dell’Accordo di Monaco e dall’adozione delle leggi razziali in Italia.
Una dimostrazione di come la comunità internazionale di allora non sia
stata capace di riconoscere i segnali premonitori di ciò che sarebbe
accaduto. Dobbiamo essere vigili, anche adesso”, ha voluto ricordare
Sandro De Bernardin, che ha anche ribadito come l’atto del Presidente
della Repubblica Sergio Mattarella, che alla vigilia della Giornata
della Memoria della Shoah ha nominato Liliana Segre, è stata una
decisione applaudita sia dai partiti di destra che da quelli di
sinistra, confermando così l’esistenza in Italia di un sostegno
bipartisan per quanto riguarda il dovere del ricordo della Shoah.
(Nelle immagini del
servizio fotografico dell’ambasciata Italiana a Berlino – scattate da
Dario Laganà – l’apertura della cerimonia, l’ambasciatore Paolo Benassi
con la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di
Segni, l’ambasciatore Sandro De Bernardin con il direttore della
redazione giornalistica UCEI Guido Vitale)
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pagine ebraiche - il dossier di marzo
Benvenuti a Gerusalemme
Inaugurata
a dicembre negli ampi spazi del Jüdisches Museum Berlin, il Museo
ebraico di Berlino, la mostra temporanea "Welcome to Jerusalem",
Benvenuti a Gerusalemme, riesce a colpire ed emozionare. Gli oltre
mille metri quadrati mostrano con forza come religione, politica e vita
quotidiana facciano parte di un unicum inestricabile, che si somma ai
portati già enormi della millenaria storia gerosolimitana. Peter
Schäfer, il direttore del museo, all'apertura ha sottolineato che
"Gerusalemme, punto focale delle tre religioni monoteiste e delle loro
aspirazioni inconciliabili, è stata per molti secoli luogo di tensione
religiosa e politica. Una situazione messa in forte evidenza dalla
decisione del Presidente degli Stati Uniti di riconoscere la città come
capitale di Israele. La mostra non vuole suggerire soluzioni, ma
speriamo che aiuti a comprendere lo status speciale di Gerusalemme e
aiuti chi vorrà visitarla a farsi una propria idea".
Ada Treves, Dossier Benvenuti a Gerusalemme,
Pagine Ebraiche Marzo 2018 Leggi
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la cerimonia con il sindaco leoluca orlando
Palermo ricorda il Giusto Caronia
Palermo
ha celebrato la prima Giornata in memoria dei Giusti dell'umanità
istituita dal Senato della Repubblica italiana, proclamata già nel 2012
dal Parlamento europeo. La famiglia Sonnino assieme a Micol Ferrara
hanno fortemente voluto e organizzato un momento di riconoscimento per
il Giusto Giuseppe Caronia nella sua terra natia. Durante le
celebrazioni è stata apposta una targa nel Giardino dei Giusti, si è
tenuta la cerimonia per la consegna all'Archivio Comunale dei documenti
di Eugenio Sonnino circa il riconoscimento di Caronia come Giusto fra
le Nazioni da parte dello Yad Vashem di Gerusalemme, ed è stato
proiettato un video sui Giusti. La Comunità ebraica di Roma, che nel
2014 ha prodotto il libro sul salvataggio della famiglia Sonnino da
parte di Caronia, "La punizione che diventò salvezza", a cura di Silvia
Haia Antonucci e Micol Ferrara, ha patrocinato l'iniziativa,
rappresentata da Antonucci, responsabile dell'Archivio Storico
della Comunità ebraica di Roma "Giancarlo Spizzichino".
All'opposizione della targa in memoria di Caronia era presente il
sindaco Leoluca Orlando, che ha accolto i discendenti del professor
Caronia e della famiglia Sonnino. Leggi
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Ticketless - Dupont Revival
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Quando
mercoledì leggerete queste righe sapremo il destino dell’Italia per i
prossimi anni. Per vincere la tensione Ticketless si concede un minuto
di autocelebrazione. Daniela Gross, su questo portale, ci ha raccontato
che la Berlinale 2018 ha reso omaggio al grande regista ebreo Ewald
Andrè Dupont con il restauro della sua pellicola più famosa “Das Alte
Gesetz- L’antica legge” (1923). Un restauro digitale, scrive Gross,
“realizzato sotto gli auspici della Deutsche Kinemathek su nuove
musiche del compositore francese Philippe Schoeller, che per la prima
volta propone una versione corrispondente alla versione originale sia
nella durata sia nei colori”. Dopo l’anteprima berlinese, “Das alte
Gesetz” sarà proiettato a Vilnius, Budapest, Varsavia e Vienna.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Qualche sentiero
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"Prevedo
la spoliticizzazione completa dell'Italia: diventeremo un gran corpo
senza nervi, senza più riflessi. Lo so: i comitati di quartiere, la
partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso... Ma
sono tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non
politiche. La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante
egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in
passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come."
Queste parole di Pier Paolo Pasolini, a distanza di più di
quarant'anni, sembrano oggi terribilmente profetiche. Ma, a ben
guardare, la condizione di oggi del nostro Paese è ben più grave e
disperata di quanto potesse apparire, a suo tempo, al grande poeta e
testimone.
Francesco Lucrezi, storico
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Levi e la poetica del silenzio
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Collocare
Primo Levi in una zona limite posta tra la letteratura vera e propria e
l’attività di testimone, contribuisce ad occultare e rimuovere il
problema della responsabilità degli scrittori di fronte ai problemi più
inquietanti del nostro più recente passato. Secondo questa logica
nemmeno Solgenitsin potrebbe essere considerato uno scrittore, e con
lui forse nemmeno certe pagine di Dostoevskij. Non sarebbero
letteratura, le pagine dei Diari di Kafka e chissà quanti altri grandi
capolavori..
David Meghnagi, Università Roma Tre
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