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7 marzo 2018 - 20 Adar 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
Insegna R. Izhak: “Non si procede ad assegnare un ruolo di autorità (parnas al hatzibbur) se non dopo aver consultato il parere del pubblico, infatti troviamo scritto nella Torah: "Mosè disse ai figli d’Israele: Vedete, il Signore designa Betzalel figlio di Urì, figlio di Chur appartenente alla tribù di Yeudà (per presiedere alla realizzazione delle opere necessarie per  il Tabernacolo (Mishkan) (Esodo 35,30)". 
 
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Davide
Assael,
ricercatore
A tre giorni dal voto, con gli animi che cominciano a raffreddarsi, è già possibile riflettere in maniera più razionale sui risultati e soprattutto sulle possibili vie di fuga da una situazione cha appare in stallo. Naturalmente, il grande sconfitto di queste elezioni è il fronte (tutto intero) del centro-sinistra. La crisi della socialdemocrazia riguarda tutta l’Europa ed affonda le proprie radici in un processo di globalizzazione che ha radicalmente mutato la struttura delle società occidentali. Il corso della storia ha reso necessarie nuove sintesi politiche, che implicavano un superamento dello Stato-nazione e delle politiche che lo contraddistinguevano, compreso quel proverbiale welfare che era il vanto di questa parte di mondo. Dalle nostre parti ciò significava arrivare a questo appuntamento dopo un radicale percorso di ristrutturazione dei conti pubblici, senza cadere nell’abbaglio che il contribuente tedesco avrebbe pagato le tasse dell’evasore italiano o greco.
 
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“La Storia è con noi”
Per vedere il futuro della Ue bisogna guardare al voto italiano. Salvini lo ha detto: l’Euro non sopravviverà. Tutto è nelle mani dei cittadini. E l’onda populista è solo all’inizio, perché la Storia è dalla nostra parte”. Così Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump, in una intervista a La Stampa. Che introducendo la figura del controverso comunicatore, negli scorsi giorni in Italia per alcuni incontri, sottolinea: “Bannon ha davanti ai suoi occhi il disegno dell’Internazionale Populista che vuole costruire. Che poi sarebbe un’Internazionale Sovranista, un ossimoro che rischia di portare a un tutti contro tutti (dalla guerra sull’acciaio in giù). Ma che in questa fase storica ha le urne dalla sua parte”.

Prima uscita pubblica da neo governatore della Regione Lombardia per Attilio Fontana. L’occasione una cena dell’organizzazione sionista Keren Hayesod con ospite tra gli altri l’ambasciatore israeliano Ofer Sachs. Intervistato dal Giorno, che rievoca anche le sue parole sulla ‘razza bianca’ in campagna elettorale, Fontana dice: ”È stato un bell’incontro e una bella serata, i malintesi provocati da quella mia dichiarazione sono ormai alle spalle: mi sono già scusato e il rapporto con la comunità ebraica è tornato ad essere ottimo come è sempre stato”. Fontana annuncia inoltre la sua prima missione all’estero: “È possibile che sia in Israele in occasione del Giro d’Italia che quest’anno parte da Gerusalemme”.

Roberto Pirrone, il 65enne fiorentino che lunedì ha ucciso a colpi di pistola il senegalese Idy Diene, dal 1971 al 1999 aveva lavorato come operaio stampatore “in uno degli ambienti più estranei al razzismo che si possano immaginare: la Tipografia Giuntina, che per anni ha pubblicato meravigliosi testi della cultura ebraica” (Repubblica Firenze). Numerose le manifestazioni di solidarietà alla comunità senegalese, tra cui quella della Comunità ebraica. “L’atto barbaro compiuto contro un uomo intento a lavorare pacificamente lacera il nostro cuore” scrive in un messaggio il rav Amedeo Spagnoletto.
Il presidio organizzato ieri dalla comunità senegalese sul Ponte Vespucci è stato però segnato da momenti di tensione e parole inaccettabili da parte di alcuni nei confronti del sindaco Dario Nardella (raggiunto anche dallo sputo di un antagonista). “Firenze è una città aperta. Noi non siamo per l’intolleranza e la violenza ma queste manifestazioni non fanno bene. Non vanno bene” le parole del primo cittadino.
 
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  davar
la cerimonia a berlino 
L'Italia alla guida dell'Ihra
Un 2018 per la Memoria

Successo oltre le aspettative per la cerimonia, tenutasi presso l’ambasciata italiana a Berlino, con cui Benno Bättig, capo delegazione svizzero, ha passato il testimone all’ambasciatore Sandro De Bernardin, che guida la delegazione per l’Italia presso la International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA).
Presenti oltre a una folta rappresentanza di ambasciatori di molti Paesi membri dell’IHRA (Slovenia, Serbia, Lussemburgo, Romania, Slovacchia, Lituania, Svizzera, Lettonia), l’ambasciatore Felix Klein, capo della delegazione tedesca dell’IHRA e inviato speciale del ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel per le questioni relative all’antisemitismo e la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni. Nel pubblico, invitati alla cerimonia, anche alcuni studenti dei licei di Roma Nobel, Einstein e del Liceo Linguistico Montale, che hanno guidato gli ospiti alla scoperta delle opere vincitrici del Concorso nazionale “I giovani ricordano la Shoah” esposte nelle sale dell’ambasciata.

L’ambasciatore italiano a Berlino
Paolo Benassi ha introdotto la cerimonia ricordando le parole del premio Nobel Elie Wiesel: “Se c’è qualcosa che può farlo, sarà la memoria a salvare l’umanità”, per poi ricordare ai presenti come l’IHRA abbia un ruolo chiave nello sforzo comune di preservare la Memoria della Shoah, con l’obiettivo anche di promuovere una comprensione della storia tale da portare a un atteggiamento sempre vigile contro le ondate di nazionalismo, razzismo e xenofobia cui si assiste oggi in troppi Paesi in tutto il mondo. L’ambasciatore Bättig nel passare le consegne a Sandro De Bernardin ha sottolineato come gli obiettivi dell’IHRA siano stabilire aspettative e condividere buone pratiche, cooperazione, impegno, e come prioritari siano la protezione delle testimonianze e il contrasto alla distorsione della Memoria della Shoah.
“L’IHRA è la principale rete internazionale che unisce studiosi e policymaker, l’obiettivo delle presidenza italiana è di aumentare la visibilità e la conoscenza del grande lavoro portato avanti dall’IHRA, a partire dall’Italia. Il 2018 segna gli 80 anni dalla Conferenza di Evian, dell’Accordo di Monaco e dall’adozione delle leggi razziali in Italia. Una dimostrazione di come la comunità internazionale di allora non sia stata capace di riconoscere i segnali premonitori di ciò che sarebbe accaduto. Dobbiamo essere vigili, anche adesso”, ha voluto ricordare Sandro De Bernardin, che ha anche ribadito come l’atto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che alla vigilia della Giornata della Memoria della Shoah ha nominato Liliana Segre, è stata una decisione applaudita sia dai partiti di destra che da quelli di sinistra, confermando così l’esistenza in Italia di un sostegno bipartisan per quanto riguarda il dovere del ricordo della Shoah.

(Nelle immagini del servizio fotografico dell’ambasciata Italiana a Berlino – scattate da Dario Laganà – l’apertura della cerimonia, l’ambasciatore Paolo Benassi con la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, l’ambasciatore Sandro De Bernardin con il direttore della redazione giornalistica UCEI Guido Vitale)

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pagine ebraiche - il dossier di marzo
Benvenuti a Gerusalemme
Inaugurata a dicembre negli ampi spazi del Jüdisches Museum Berlin, il Museo ebraico di Berlino, la mostra temporanea "Welcome to Jerusalem", Benvenuti a Gerusalemme, riesce a colpire ed emozionare. Gli oltre mille metri quadrati mostrano con forza come religione, politica e vita quotidiana facciano parte di un unicum inestricabile, che si somma ai portati già enormi della millenaria storia gerosolimitana. Peter Schäfer, il direttore del museo, all'apertura ha sottolineato che "Gerusalemme, punto focale delle tre religioni monoteiste e delle loro aspirazioni inconciliabili, è stata per molti secoli luogo di tensione religiosa e politica. Una situazione messa in forte evidenza dalla decisione del Presidente degli Stati Uniti di riconoscere la città come capitale di Israele. La mostra non vuole suggerire soluzioni, ma speriamo che aiuti a comprendere lo status speciale di Gerusalemme e aiuti chi vorrà visitarla a farsi una propria idea".

Ada Treves, Dossier Benvenuti a Gerusalemme,
Pagine Ebraiche Marzo 2018
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l'inaugurazione nella capitale
Roma, un giardino per i Giusti
Salvo D’Acquisto, il carabiniere napoletano che sacrificò la propria vita per salvare quella di tanti civili. Irena Sendler, l’infermiera polacca che fece scappare 2500 bambini ebrei dal Ghetto di Varsavia. Il tedesco Armin T. Wegner, che per primo documentò il genocidio armeno e si oppose poi alla Shoah. Etty Hillesum, la giovane intellettuale olandese il cui Diario ha emozionato milioni di persone in tutto il mondo. Mohamed Naceur (Hamadi) Ben Abdesslem, la guida tunisina che ha messo in salvo i turisti italiani durante l’attacco dell’Isis al Museo del Bardo.
A loro sono dedicati i primi cinque alberi del Giardino dei Giusti di Roma, inaugurato ieri a Villa Doria Pamphilj (ingresso via Nocetta 30). Una sfida rivolta in prima istanza alle nuove generazioni è che stata raccolta dall’amministrazione cittadina su impulso di Gariwo, foresta dei Giusti e Adei Wizo.
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qui roma 
"Arma, la nostra riconoscenza"
Il significato di una presenza ebraica a Roma radicata nei secoli e il proficuo rapporto instauratosi con l'Arma dei Carabinieri al centro dell'incontro avvenuto questa mattina nei locali comunitari tra il comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri, il rabbino capo rav Riccardo Di Segni e la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello.
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qui torino
Il progetto Meis si racconta
Il Meis raccontato ai torinesi. Questa l’idea alla base della serata di ieri organizzata dall’Adei Wizo, che ha visto alternarsi al tavolo dei relatori Dario Disegni, presidente del Meis e della Comunità ebraica di Torino e Daniele Jalla, che, insieme ad Anna Foa e Giancarlo Lacerenza, ha curato l’allestimento della mostra inaugurale.
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la cerimonia con il sindaco leoluca orlando
Palermo ricorda il Giusto Caronia
Palermo ha celebrato la prima Giornata in memoria dei Giusti dell'umanità istituita dal Senato della Repubblica italiana, proclamata già nel 2012 dal Parlamento europeo. La famiglia Sonnino assieme a Micol Ferrara hanno fortemente voluto e organizzato un momento di riconoscimento per il Giusto Giuseppe Caronia nella sua terra natia. Durante le celebrazioni è stata apposta una targa nel Giardino dei Giusti, si è tenuta la cerimonia per la consegna all'Archivio Comunale dei documenti di Eugenio Sonnino circa il riconoscimento di Caronia come Giusto fra le Nazioni da parte dello Yad Vashem di Gerusalemme, ed è stato proiettato un video sui Giusti. La Comunità ebraica di Roma, che nel 2014 ha prodotto il libro sul salvataggio della famiglia Sonnino da parte di Caronia, "La punizione che diventò salvezza", a cura di Silvia Haia Antonucci e Micol Ferrara, ha patrocinato l'iniziativa, rappresentata da  Antonucci, responsabile dell'Archivio Storico della Comunità ebraica di Roma "Giancarlo Spizzichino".
All'opposizione della targa in memoria di Caronia era presente il sindaco Leoluca Orlando, che ha accolto i discendenti del professor Caronia e della famiglia Sonnino.
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pilpul
Ticketless - Dupont Revival
Quando mercoledì leggerete queste righe sapremo il destino dell’Italia per i prossimi anni. Per vincere la tensione Ticketless si concede un minuto di autocelebrazione. Daniela Gross, su questo portale, ci ha raccontato che la Berlinale 2018 ha reso omaggio al grande regista ebreo Ewald Andrè Dupont con il restauro della sua pellicola più famosa “Das Alte Gesetz- L’antica legge” (1923). Un restauro digitale, scrive Gross, “realizzato sotto gli auspici della Deutsche Kinemathek su nuove musiche del compositore francese Philippe Schoeller, che per la prima volta propone una versione corrispondente alla versione originale sia nella durata sia nei colori”. Dopo l’anteprima berlinese, “Das alte Gesetz” sarà proiettato a Vilnius, Budapest, Varsavia e Vienna.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Qualche sentiero
"Prevedo la spoliticizzazione completa dell'Italia: diventeremo un gran corpo senza nervi, senza più riflessi. Lo so: i comitati di quartiere, la partecipazione dei genitori nelle scuole, la politica dal basso... Ma sono tutte iniziative pratiche, utilitaristiche, in definitiva non politiche. La strada maestra, fatta di qualunquismo e di alienante egoismo, è già tracciata. Resterà forse, come sempre è accaduto in passato, qualche sentiero: non so però chi lo percorrerà, e come."
Queste parole di Pier Paolo Pasolini, a distanza di più di quarant'anni, sembrano oggi terribilmente profetiche. Ma, a ben guardare, la condizione di oggi del nostro Paese è ben più grave e disperata di quanto potesse apparire, a suo tempo, al grande poeta e testimone.


Francesco Lucrezi, storico
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Levi e la poetica del silenzio
Collocare Primo Levi in una zona limite posta tra la letteratura vera e propria e l’attività di testimone, contribuisce ad occultare e rimuovere il problema della responsabilità degli scrittori di fronte ai problemi più inquietanti del nostro più recente passato. Secondo questa logica nemmeno Solgenitsin potrebbe essere considerato uno scrittore, e con lui forse nemmeno certe pagine di Dostoevskij. Non sarebbero letteratura, le pagine dei Diari di Kafka e chissà quanti altri grandi capolavori..

David Meghnagi, Università Roma Tre
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