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13 Marzo 2018 - 26 Adar 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Ephraim Mirvis, Rabbino capo di Gran Bretagna
Il rabbino Eliezer Askari, cabalista vissuto nel XVI secolo, è autore del poema Yedid Nefesh. Ha anche scritto un’altra bellissima poesia, Bilvavi, e in essa ha scritto: “Bilvavi Mishkan Evneh l’hadar k’vodo” – “Nel mio cuore, costruirò un Mishkan, per riflettere la gloria di Hashem”.
Questa è l’essenza di ciò che il Mishkan ha rappresentato; attraverso le nostre esperienze al suo interno, ci ha ispirato a portare nel cuore quel piccolo Mishkan, a portare con noi la presenza di Hashem ovunque andassimo.
 
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Dario
Calimani,
Università di Venezia
Sono cadute le ideologie, ma sono venute meno anche le idee, e il risultato di queste votazioni lo dimostra. Non si è votato un progetto politico o economico. Si sono votate le battute televisive e qualche frammentario slogan ideologico: ‘immigrati sì, immigrati no’, ‘vi abbassiamo le tasse’, ‘Fornero sì, Fornero no’, ‘fuori dall’Europa’, ‘no all’euro’. Nessun progetto in base al quale fondare la politica di un paese, il che consentirà, ancor più del solito, di non doversi attenere ad alcuna linea coerente. Si è scelto di raccattare voti solleticando la pancia della massa. Il tutto reso possibile dal personalismo e dal disfacimento della sinistra.
Quel che è peggio, poi, è che sia caduto il concetto di verità.
 
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Israele verso le elezioni
Nonostante gli appelli all’unità del Primo ministro Benjamin Netanyahu alla sua colazione, l’opzione elezioni anticipate sembra sempre più probabile in Israele. Secondo i media locali, la frattura tra partiti religiosi e il ministro della Difesa Avigdor Lieberman sulla legge che prevede l’esenzione dalla leva obbligatoria per gli studenti delle yeshivot difficilmente sarà ricomposta. Questo pomeriggio, il Comitato Ministeriale per la Legislazione ascolterà un appello del Ministro dell’Immigrazione Sofa Landver di Yisrael Beytenu – partito di Lieberman – contro la controversa norma. E intanto Lieberman ha minacciato di togliere il suo appoggio all’esecutivo se la legge dovesse passare, il che porterebbe Netanyahu ad avere una maggioranza alla Knesset che si regge su un solo seggio. Da qui, il possibile ritorno alle urne. “Se ci saranno elezioni, vincerò ancora”, il virgolettato di Netanyahu riportato oggi dal quotidiano cattolico Avvenire.

Gli ebrei e la storia italiana. Sul Corriere della Sera Paolo Mieli dedica un’ampia analisi al libro dello storico Giacomo Todeschini, Gli ebrei nell’Italia medievale, che sta per essere pubblicato da Carocci. Secondo Todeschini, ripreso da Mieli, “per decenni abbiamo introiettato uno stereotipo storiografico mai esplicitamente dichiarato, che può essere riassunto nell’idea ‘alquanto divulgata della storia degli ebrei nell’Italia medievale come storia di una convivenza felice, repentinamente interrotta dalle polemiche antiebraiche del Quattrocento culminate nell’età dei ghetti’. Un’idea – sottolinea Mieli – che ci porta fuori strada”. “Gli ebrei per secoli non furono ‘né tollerati, né sistematicamente avversati’, dal momento che ‘l’inesistenza di una maggioranza forte dal punto di vista politico-religioso’ e ‘la natura ancora elitaria e ristretta a circoli aristocratici decisamente acculturati della religione imperiale cristiana’ facevano dell’Italia ostrogota, romana e longobarda ‘un arcipelago di usanze e di norme, di pratiche religiose e di abitudini rituali, nell’ambito delle quali la specificità ebraica non spiccava particolarmente’”.

Parolin: “Gerusalemme? Siamo per lo status quo”. Intervistato da Repubblica sul lavoro diplomatico del Vaticano a livello internazionale da quando al soglio pontificio c’è Bergoglio, il cardinale Pietro Parolin interviene sul riconoscimento del presidente Usa Trump di Gerusalemme come capitale d’Israele. “È un tema molto sensibile, sia per l’aspetto politico, che deve essere oggetto di negoziati tra israeliani e palestinesi, sia per il suo simbolismo religioso, legato alla sua identità di Città sacra per le tre grandi religioni monoteiste e patrimonio dell’umanità. Le Nazioni Unite hanno votato varie Risoluzioni. La posizione della Santa Sede – afferma Parolin – è in linea con quella espressa dalla Comunità internazionale e, oggi più che mai, sottolinea l’importanza dell’osservanza dello status quo della Città e della tutela della sua identità attraverso uno Statuto internazionalmente garantito. Le prese di posizione ‘unilaterali’ che si pongono contro le Risoluzioni Onu, rischiano di destabilizzare il già precario equilibrio mediorientale, introducendo nuovi elementi di tensione”.

Putin e le interferenze russe nelle elezioni Usa. Il Fatto in una breve riporta la frase pronunciata dal presidente russo Vladimir Putin, impegnato in campagna elettorale, secondo cui i responsabili delle interferenze nelle Presidenziali Usa – conclusesi con la vittoria di Trump – “forse non sono neppure russi, forse sono ucraini, tatari, ebrei, che hanno solo la cittadinanza russa”. Parole che sembrano suggerire che un ebreo russo non sia veramente un russo e che hanno sollevato le critiche di associazioni ebraiche e parlamentari Usa.
 
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  davar
il seminario europeo a roma
"Comunicazione, facciamo rete"
Costruite le premesse, attivato un confronto che ha coinvolto figure professionali che operano nella comunicazione di enti e associazioni ebraiche di 16 diversi paesi europei, la sfida è quella di dare continuità a un progetto che possa durare nel tempo. Di implementare una rete ancor più solida di scambio di informazioni ed esperienze.
“How we can be more connected?”. Era questa, non a caso, la domanda che ci si è posti al termine del seminario in tre giornate “First European Jewish Media Professionals Encounter” svoltosi a Roma su iniziativa dello European Council of Jewish Communities, con il sostegno di American Jewish Joint Distribution Committee e con il patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Le pratiche per una buona comunicazione, i diversi strumenti a disposizione e i diversi target da raggiungere, al centro dei molteplici approfondimenti che hanno segnato il seminario. Feedback in genere positivi per un’esperienza che ha analizzato – tra i tanti temi – le potenzialità dello storytelling, il ruolo dei social media, la differenza di linguaggio nella comunicazione verso un pubblico interno e verso uno esterno.
“È fondamentale che da questa esperienza nasca una rete, un sentire condiviso” dicono in coro il direttore dei programmi ECJC Mariano Shlimovich e il direttore dei programmi pan-europei di JDC Mario Izcovich, i due principali animatori dell’iniziativa.

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pagine ebraiche - il dossier gerusalemme
Una città dalla bellezza difficile
Pietre plurimillenarie e grandi incontri nel segno dello sport. Arte, geopolitica e letteratura. Ma anche un curioso rapporto con la creatività cinematografica. Nel 70esimo anniversario della nascita dello Stato di Israele Pagine Ebraiche di marzo ne celebra la capitale con uno speciale dossier, “Benvenuti a Gerusalemme”, curato da Ada Treves.
“Portare Gerusalemme al cinema è come uscire con l’amica troppo bella. Per quanto ti metta in ghingheri avranno tutti occhi solo per lei” racconta Daniela Gross. Forse è per questo che la città stenta a trovare il suo cantore sul grande schermo. “Troppo appariscente, troppo evocativa, troppo ricca di storia, storie e simboli: una protagonista più che una comprimaria, destinata a relegare sullo sfondo intreccio e attori”. Anche se qualcosa finalmente sembra muoversi.
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qui torino - l'incontro
Il volto del pregiudizio 2.0
Razzismo, antisemitismo e web, questi i macro-temi affrontati durante la serata organizzata dall’Asset (Associazione Ex Allievi e Amici della Scuola Ebraica di Torino). Cosa contraddistingue il razzismo di ieri da quello odierno? Se alla base si ritrovano i pregiudizi, la paura del diverso e le teorie del complotto, a cambiare sono le modalità di diffusione dei contenuti, la velocità di condivisione e la platea potenziale che può essere raggiunta. Tutto questo grazie al Web e alle piattaforme social che hanno portato all’esplosione di fenomeni quali la disinformazione, il rifiuto degli organi intermedi, la totale assenza di filtri e una sorta di autolegittimazione a dire tutto ciò che passa per la mente, senza pudore, senza rispetto.

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il progetto ucei e ugei
"Giovani protagonisti nel lavoro"
Una risposta alle trasformazioni del mondo del lavoro e alla mutata forma di incontro fra domanda e offerta. Un supporto concreto nel percorso di crescita e inserimento professionale per giovani dai 18 ai 35 anni. Una rete virtuosa di relazione tra giovani e adulti, competenze e tirocini, lavoro e imprese.
Scadranno il prossimo 3 aprile le iscrizioni a Chance 2 Work, il progetto (inizialmente nato come Progetto Tirocini) che vede al fianco Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Unione Giovani Ebrei d’Italia. Doppio il binario di azione: la realizzazione di attività formative connesse all’inserimento professionale, con una banca dati che sarà costruita ad hoc. E la sperimentazione in quattro città (o insieme di città) di un collegamento dei giovani con un network di professionisti, di diversa formazione e attività svolta. Il primo seminario, domenica 22 aprile a Roma, sul tema “Comunicazione: dal public speaking al colloquio di assunzione”.

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qui milano - tempo di libri
"Talmud, pilastro dell'identità"
“Tutto ciò che gli ebrei sono oggi, sta nelle pagine di questo testo. Come e perché osserviamo le feste, lo Shabbat, la Kashrut, tutte le altre norme. La base dell’osservanza è nel Talmud, pilastro imprescindibile dell’identità ebraica” spiegava a Pagine Ebraiche (Dossier Talmud, gennaio 2018) rav Gianfranco Di Segni, coordinatore del Collegio rabbinico italiano e curatore della traduzione in italiano del Trattato Berakhot (edizioni Giuntina). E proprio il Trattato Berakhot è stato presentato da rav Di Segni, assieme allo studioso Stefano Levi Della Torre, al pubblico milanese in occasione di questa edizione di Tempo di Libri. “Nove i capitoli in cui è suddiviso Berakhot. I primi tre – ha spiegato il rav – si occupano della lettura dello Shemà’ e delle berakhòt associate alla sua lettura”.


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qui milano - il convegno
De Benedetti, ricordo a più voci
Da motzè shabbat a domenica sera si è tenuto a Milano un convegno di studio e approfondimento della complessa figura del biblista e filosofo astigiano Paolo De Benedetti (1927-2016) incentrato sul suo pensiero religioso. L’incontro è stato promosso da Biblia, Associazione laica di cultura biblica, di cui De Benedetti è stato a lungo vice-presidente e presidente onorario nonché ‘maestro’, e oggi presieduta da Agnese Cini. Dopo una carriera nel mondo editoriale in Bompiani e Garzanti, è stato a lungo docente di giudaismo alla facoltà di Teologia dell’Italia settentrionale a Milano e negli istituti (non ecclesiatici) di Scienze religiose a Trento e Urbino. Chi scrive ne ha presentato la complessa identità a partire dalle radici familiari, dalla sua formazione filologica e filosofica nella Milano degli anni Cinquanta e dall’impatto con l’amico, filosofo cattolico della religione, Italo Mancini nella scoperta di Bonheoffer e Dostoevskij, e parallelamente di Agnon, Buber, Wiesel, Petuchowski, Neher e altri esponenti del pensiero ebraico, che De Benedetti contribuì a far tradurre e pubblicare in Italia.


Massimo Giuliani
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informazione - international edition
Memoria, l'Italia segna la via
Sono quattro le lingue contenute nell’odierna uscita di Pagine Ebraiche International Edition: oltre all’inglese anche il francese, il tedesco e lo spagnolo, principalmente grazie all’impegno degli studenti della Scuola traduttori e interpreti di Trieste che proseguono il loro tirocinio all’interno della redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (tra quelli coinvolti in questo numero, Federica Alabiso, Anna Pagetti, Rachele Ferin, Ilaria Vozza). Così i lettori fuori dalla Penisola possono rimanere informati su quello che accade nell’Italia ebraica e non solo.
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pilpul


Politics & Literature
I giuristi ben conoscono l’indirizzo Law & Literature, coi suoi rispettivi guru, epigoni, gregari e artisti di strada. Dall’altra parte dello spettro, troviamo i politologi, che provano, con esiti alterni, a cimentarsi nelle classificazioni, fra le quali s’impone, da ultimo, quella che fa ricorso alla categoria del populismo, il cui massimo esponente sarebbe stato l’argentino Juan Domingo Perón. La differenza col marxismo è netta; un conto è rivolgersi al proletariato, classe che interpreta un ruolo salvifico nella narrazione classica, meglio se guidato da borghesi, ottimo se condotto da aristocratici, altro è il riferimento indifferenziato al popolo, presunta monade connotata dal suo carattere alquanto sfuggente. Tuttavia, per quanto sfuggente, il popolo è un’entità eterna, mentre il proletariato, quanto meno nella sua accezione classica, è stato sostituito dalla cibernetica, dall’informatica e, soprattutto, dalla delocalizzazione.

Emanuele Calò, giurista
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