28 febbraio 2018 - 13 Adar 5778

Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

21 marzo 2018 - 5 Nissan 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
La Haftarà di Shabbat Ha-gadol, il sabato che precede Pesach, si conclude con il confortante annuncio del tempo, preconizzato dal profeta Malakhì, in cui il Signore invierà nuovamente il Profeta Elia, con il compito di ristabilire armonia, pace e pienezza di fede nel popolo d’Israele, riportando “il cuore dei padri ( verso il Signore) per mezzo dei figli e il cuore dei figli (verso il Signore) per mezzi dei padri.” ( Malakhì 3,23). Fino ad allora però le cose non saranno così semplici, e l’idillio della condivisione tra padri e figli, tra una generazione e l’altra, sarà spesso ben lontano dal trovare realizzazione, come ben ci testimonia il famoso brano della Haggadà di Pesach in cui si parla di “ quattro figli”.
 
Leggi

Davide
Assael,
ricercatore
Vladimir Putin ha vinto le elezioni. Niente che non si sapesse già, anche se bisogna ammette che l’ondata di astensionismo tanto auspicata dall’opposizione (in cima dal blogger dissidente Navalnij) non si è verificata. Putin ha vinto col pieno sostegno popolare e con la più importante percentuale mai riscossa durante la sua lunga vita politica. Cosa dice a noi questo risultato assai atteso? Mentre tutti discutono di fake news, di dati rubati, di influenze dall’Est sulle campagne elettorali dell’Ovest, sembra passare inosservato il dato ai miei occhi più rilevante: nel mondo si sta consolidando un potere verticistico che pare più adatto a gestire le complesse dinamiche del mondo globalizzato.
 
Leggi

I veleni di Abu Mazen
L’esercito israeliano ha ammesso per la prima volta di aver attaccato e distrutto un reattore siriano all’inizio del settembre 2007. È la prima volta che il Paese si assume la responsabilità dell’attacco. “Tra il 5 e il 6 settembre 2007 la nostra aviazione ha colpito e distrutto un reattore nucleare in fase avanzata di costruzione a Deir ez-Zor, 450 chilometri a nord di Damasco” si legge in un comunicato.

Mahmoud Abbas, veleni prima dell’addio. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha insultato l’ambasciatore americano in Israele, David Friedman, definendolo “figlio di un cane”. “Tre giovani israeliani sono stati assassinati a sangue freddo nel weekend e dall’Autorità nazionale palestinese non è arrivata nessuna condanna, un silenzio assordante. E qual è stata la risposta di Abu Mazen. L’ho vista sul mio smartphone: mi ha definito un figlio di un cane. E’ un discorso politico o antisemitismo? Decidete voi”, la replica dell’ambasciatore Friedman al leader palestinese da tempo in declino e che presto dovrebbe lasciare la leadership dell’Anp. “Abu Mazen – scrive Fiamma Nirenstein sul Giornale – sembra la frustrazione impersonificata: con gli americani rifiuta di parlare mentre essi stanno per presentare il loro progetto di pace, ha dichiarato il suo disprezzo per l’Egitto che non sa garantire l’accordo con Hamas, e l’Arabia Saudita perché ha interessi in comune con Israele contro l’Iran”.
 
Leggi

  davar
la rivelazione
La Siria e il reattore nucleare

"Minaccia sventata da Israele"
Per dieci anni la censura israeliana, per motivi strategici, ha ordinato alla stampa del paese di mantenere il segreto su un’operazione che ha segnato la storia contemporanea del Medio Oriente. Ora quel segreto è caduto e il mondo ha avuto la conferma che nel 2007, grazie a un’operazione da manuale, Israele distrusse il reattore nucleare siriano costruito dal regime di Assad nella regione di Deir Ezzor, nella Siria orientale.
A dare la notizia in via ufficiale, l’esercito israeliano con un annuncio chiaro ai suoi nemici di oggi: “Il messaggio dell’attacco al reattore nucleare nel 2007 è che lo Stato di Israele non permetterà che vengano sviluppate capacità che possano minacciare la stessa esistenza di Israele”. L’esercito ha pubblicato nelle scorse ore anche il video dell’attacco compiuto nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2007.


Leggi

il ministro della giustizia in visita
Israele, il monito di Orlando:

"Antisemitismo desta allarme"
“In Europa la propaganda antisemita e le sue manifestazioni violente hanno superato i livelli di guardia. Vecchi rancori e false leggende contro gli ebrei risorgono nel cuore dell’Europa. Allora è giusto di dire da che parte si sta: schierarsi con nettezza contro ogni forma di antisemitismo”.
Fermo intervento, al Forum globale per la lotta all’antisemitismo che si è svolto a Gerusalemme, del ministro della Giustizia uscente Andrea Orlando. Ad essere evocato anche l’ottantesimo anniversario dalla promulgazione delle Leggi antiebraiche da parte del fascismo. “Una pagina vergognosa che dobbiamo ricordare – le sue parole – proprio mentre alcuni Paesi in Europa e non solo in Europa cercano di cancellare alcune pagine”. Significativo in tal senso, ha poi osservato, la nomina a senatrice a vita di Liliana Segre da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Temi, quelli della lotta all’antisemitismo e a ogni forma di odio, anche sulle piattaforme digitali che sono stati al centro di un incontro del ministro con la collega israeliana Ayelet Shaked (ha partecipato tra gli altri anche l’ambasciatore italiano Gianluigi Benedetti).
“Costruiamo un lavoro comune per contrastare il riemergere dell’antisemitismo e la propaganda di odio online. L’Italia, con l’Unione Europea – ha affermato Orlando – è in prima linea in questa battaglia”. Nel corso del forum il ministro aveva esortato: “Occorre organizzare una grande alleanza contro l’odio di tutti i soggetti discriminati e colpiti”.
Leggi

qui roma - il libro di flick 
"Costituzione, un punto fermo"
A settanta anni dall’entrata in vigore, l’appassionato saggio Elogio della Costituzione (ed.Paoline) di Giovanni Maria Flick ricostruisce motivazioni, sfide e attualità della legge fondamentale dello Stato italiano. “Una testimonianza di gratitudine”: così definisce il suo libro Flick, presidente emerito della Corte costituzionale che in qualità di ministro della Giustizia, all’epoca del processo contro Erich Priebke, prese la decisione di convalidare il provvedimento cautelare di custodia del criminale nazista responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine.
Stimolante il confronto sviluppatosi ieri attorno al libro presso la sede della Fondazione Museo della Shoah di Roma alla Casina dei Vallati. A dialogare con l’autore la giornalista Lucia Annunziata e il rabbino capo rav Riccardo Di Segni, dopo i saluti introduttivi del padrone di casa, il presidente della Fondazione Mario Venezia, della presidente della Comunità ebraica romana Ruth Dureghello e della direttrice del centro di cultura ebraica Miriam Haiun.
Leggi

diploma triennale ucei 
A lezione di Medioevo ebraico

per capire oggi la complessità
Come vivevano gli ebrei italiani ed europei nel Medioevo? Qual era il loro peso economico e culturale? Che genere di rapporti avevano con i cristiani e i musulmani? Nel lungo periodo storico che va dal VI al XIV secolo, caratterizzato da repentini mutamenti politici e contaminazioni culturali e religiose, la presenza ebraica era una costante normalità. Ancora da indagare. E grazie allo studio attento ed esegetico delle fonti, la moderna storiografia oggi ci suggerisce novità non di rado sorprendenti. Non solo sull’organizzazione comunitaria, giuridica e sociale delle comunità ebraiche, ma anche sui rapporti con il potere politico e religioso. Senza dimenticare gli scambi proficui di ebrei colti e influenti con le personalità culturali di spicco di fede non ebraica. È un viaggio affascinante quello nel Medioevo ebraico. Che quest’anno l’Unione delle Comunità ebraiche italiane offre a chiunque sia interessato, con la possibilità di frequentare come uditori le lezioni di Storia medioevale ebraica del Diploma universitario triennale in Cultura ebraica. Un’occasione da non perdere.

Nunzia Bonifati
Leggi

pilpul
Ticketless - Le elezioni e il Nord
Le elezioni hanno posto all’ordine del giorno anche una questione settentrionale. Non le richieste affannose del reddito di cittadinanza, che si sono viste al Sud. È la parola “lavoro” che ha perso la funzione etica di un tempo. Questa settimana ho rivisto un vecchio amico che vive nei paesi del Nord Europa; il Welfare lo conosce per diretta esperienza e così, scherzando, ma non troppo, anzi, con quel filo di perfidia tipico di chi da tempo, senza pentirsene, si è allontanato dall’Italia, mi ha confidato che quando in campagna elettorale sentiva Salvini urlare “Aboliremo la Fornero!” gli sembrava che dicesse “Abbasso la squola!”. Sia ben chiaro. Nessuno pensa che la legge Fornero sia una meraviglia: splende per le sue contraddizioni, ma chiederne l’abolizione tout court è sogno di Bengodi, ogni politico serio dovrebbe saperlo.
Il nord ebraico ha offerto al neonato Stato italiano esempi straordinari di attaccamento al lavoro, da Levi teorizzato nella “Chiave a stella”. Ve li vedete Faussone o Marcovaldo difendere le baby pensioni o ricorrere all’Ape social? Gli esempi più significativi risalgono al riformismo socialista d’inizio novecento: Camillo e poi Adriano Olivetti ad Ivrea, le scuole professionali seminate da ebrei in tutta la Padania. La Società Umanitaria di Augusto Osimo ne sosteneva parecchie. Alzerebbe gli occhi al cielo, la buonanima di Osimo di fronte alla “alternanza scuola-lavoro”. Una legge giusta, sia ben chiaro, diventata una babele burocratica, che si crogiola nella retorica del “saper fare”, ma ha perso ogni contatto con il reale significato della parola “lavoro”.


Alberto Cavaglion

Periscopio - Via Fani
Come tutte le celebrazioni, tutte le commemorazioni, tutti gli anniversari di qualsiasi avvenimento tragico e doloroso, di ogni vicenda di dolore, morte, riscatto, segnata da lacrime, sangue, lutto, che abbia segnato la storia del nostro Paese, in nome della quale gli uomini sarebbero chiamati a unirsi in un momento di raccoglimento, di silenzio, di memoria, di solidarietà, di compassione – dalla liberazione di Auschwitz alla strage di Bologna, da Marzabotto al 25 aprile, dalle Fosse Ardeatine alle Torri Gemelle -, anche il quarantennale dell’eccidio di via Fani ha offerto l’occasione, puntualmente, ad alcuni nauseabondi ectoplasmi che infestano i bassifondi delle nostre città di ricordarci che esistono, che ci sono ancora, e non hanno alcuna intenzione di ritirarsi, di andare in pensione.

Francesco Lucrezi, storico
Leggi





moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.