società
Contro la retorica
del dubbio
Se
si incomincia a dubitare della propria moglie, si dice in un racconto
di Singer — Isaac Bashevis Singer — si finisce per dubitare delle Sacre
Scritture. Non è solo una battuta. L'opera del grande narratore
yiddish, che ho conosciuto bene — uno dei grandi incontri della mia
vita — è una ricerca di verità permeata dal senso profondo della sua
forse inattingibile conoscenza, ma anche della sua misteriosa realtà.
Molti dei personaggi di Singer sono ricercatori della verità — spesso
falliti ma, nel momento estremo di tale fallimento, sono, forse senza
saperlo, dinanzi ad essa. Quell'ironica esortazione a non dubitare,
smentita da tanti protagonisti dei suoi racconti e romanzi, va presa
sul serio. Anzitutto c'è dubbio e dubbio. Ovviamente Singer non ha
nulla a che vedere con la presuntuosa pretesa di conoscere e possedere
la verità, pretesa madre di tanti dogmatismi e anche di intolleranze e
di persecuzioni nei riguardi di chi non la condivide o ne dubita. Ma
Singer non ha nulla da spartire con la retorica del dubbio, ora più che
mai imperante nelle forme più banali, retoriche e stereotipe. Il dubbio
creativo non è ottusa e arrogante indifferenza alla verità,
indifferenza che ora sembra obbligatoria per essere considerati
evoluti, al passo con i tempi e di mente criticamente aperta.
Claudio Magris, Corriere della Sera,
24 giugno 2018
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