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8 luglio 2018 - 25 Tamuz 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Jonathan
Sacks,
rabbino
L'elemento più importante di qualsiasi istruzione non è l'apprendimento di fatti o abilità, ma capire cosa amare. Ciò che amiamo, lo ereditiamo. Quello che non amiamo, lo perdiamo.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Ho sempre pensato a Claude Lanzmann come a uno che scava nel senso comune.
Tuttavia, quel suo scavare, sarebbe stato impossibile o avrebbe trovato un pugno di ascoltatori, senza la solitudine e la caparbietà dello storico Raul Hilberg, uno che pensa La distruzione degli ebrei d’Europa nel 1948, riesce a pubblicarlo in totale solitudine, solo nel 1961 (in Italia arriverà nel 1995) e anche allora il suo professore, Franz Neumann, lo dovrà proteggere dall’indifferenza e di tutti. E allo stesso tempo ho la sensazione che Shoah non sia la fine di un processo, o il passaggio irreversibile tra prima e dopo, come molti hanno scritto in questi giorni. A più di 30 anni di distanza, uno come Jan Tomasz Gross è considerato un nemico da quei polacchi che non vogliono fare i conti con il loro passato. Lanzmann sta in mezzo. Ma il dossier è ancora aperto e il tempo attuale dice che non è la riflessione sul passato a darci gli elementi per costruire un’etica pubblica per il presente.
 
Thailandia, fiato sospeso
Il mondo intero guarda con attenzione a quando accade in Thailandia, dove alle 5 di questa mattina sono iniziate le operazioni di salvataggio per tirare fuori dalla grotta i 12 giovani calciatori e il loro allenatore da giorni intrappolati a causa delle piogge. Da Israele all’Italia, tutti i quotidiani stanno seguendo in diretta il lavoro dei soccorritori. I sub dovranno percorrere 1,7 chilometri tra andata e ritorno: un percorso che richiederà 11 ore. Per questo le operazioni potrebbero durare due giorni e dipenderanno dalla condizioni meteo.

Italia, migranti e l’iniziava di Libera. Sui giornali italiani si parla dell’iniziativa lanciata da Libera, “Una maglietta rossa per fermare l’emorragia di umanità”: un appello alla solidarietà e a indossare un indumento rosso per ricordare i bambini morti nei tanti naufragi di migranti. “Un’onda travolgente, da Lampedusa al Gran Sasso, che supera quei confini che rischiano di ritrovarsi blindati e attraversa quel mare senza soccorsi in cui si muore sempre di più”, così la descrive Repubblica, che in un altro articolo parla delle “bufale anti-migranti” e in particolare di una pagina Facebook che le alimenta (“Scazzo quotidiano”) su cui sta indagando anche la polizia postale.
 
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  davar
già tratti in salvo alcuni ragazzi
Thailandia, soccorsi al via

Israele in prima linea
Gli occhi del mondo puntati sulla Thailandia, dove sono in svolgimento le operazioni di salvataggio dei 13 ragazzi intrappolati da diversi giorni all’interno di una grotta.
Un’operazione messa a punto nei dettagli, grazie al coraggio di tanti soccorritori accorsi sul posto e a dotazioni tecnologiche in grado di affrontare le tante sfide e complessità che questo salvataggio richiede.
Tra gli strumenti che sono utilizzati anche alcuni strumenti di comunicazione d’emergenza donati dalla compagnia israeliana Maxtech NetWorks.
Il CEO della compagnia, Uzi Hanuni, ha dichiarato alla stampa israeliana che sono state le autorità thailandesi a richiedere un supporto. “Si sono rivolti al nostro rappresentante nel paese, manifestando un interesse specifico per questa tecnologia. Abbiamo dato loro i nostri dispositivi, per utilizzarli nella grotta. L’abbiamo fatto volontariamente. È il nostro contributo – ha sottolineato – un contributo israeliano”.
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pagine ebraiche luglio 2018
Giustizia sociale, sfida ebraica
“Oggi gli ebrei negli Stati Uniti devono riconoscere che stanno vivendo in un paese dove una parte terribile della storia si sta ripetendo, il che si può notare nelle parole e nelle azioni antisemite dei suprematisti bianchi a Charlottesville, nella dissociazione dei cimiteri ebraici, nel linguaggio controverso e degradante delle ultime elezioni. Oggi la comunità ebraica deve reagire e lavorare attivamente per cambiare il mondo che ci circonda o rischia di essere considerata responsabile, per aver solamente osservato questo stesso mondo disintegrarsi e vittimizzarci nel suo declino. Inoltre, la comunità ebraica deve capire e riconoscere che non può combattere l’antisemitismo come fenomeno isolato: un approccio del genere è destinato a fallire”.
Così scrive Ann Toback, sulla rivista americana Tablet Magazine. Per la Toback, direttrice dell’organizzazione ebraica no profit Workmen’s Circle che promuove la giustizia sociale, l’ebraismo americano si trova di fronte ad una sfida: dare una risposta all’antisemitismo agganciandola ai problemi economici di alcuni settori della società a stelle e strisce.
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qui bologna - la rassegna
Nel segno di Regina Jonas
La Memoria come arma contro l’indifferenza. La Memoria come unica bandiera per una reale integrazione.
Ha preso il via nel segno di questi concetti la rassegna Treni Verticali, alla sua terza edizione dall’inaugurazione del Memoriale della Shoah di Bologna, quest’anno per la prima volta con un programma in cui sono state inserite due proiezioni cinematografiche del tutto inedite oltre all’usuale performance teatrale e di danza.
Il via con “Regina Jonas ‐ Un documentario sul primo rabbino donna della storia”, intensa ricostruzione che ha portato il pubblico nella Berlino Anni Venti e Trenta fino al drammatico epilogo ad Auschwitz.
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il ciclo di incontri
9 di Av, le parole dei Maestri
È iniziato nella piccola ma attiva sezione senese della Comunità di Firenze un ciclo di lezioni che hanno per oggetto il periodo di Ben Ha-Mezarim. Nati dalla collaborazione tra le due Comunità, gli incontri si svolgeranno anche a Firenze (giovedì 12 luglio) e a Bologna (mercoledì 18). Introducono il tema i rabbini Enzo Piattelli, Alberto Sermoneta e Amedeo Spagnoletto, affrontando ciò che contraddistingue il periodo che va dal 17 di Tamuz al 9 di Av. Tre gli argomenti che verranno presentati: le espressioni di lutto per la distruzione del Santuario che costellano la vita ebraica in molte situazioni, si pensi al bichiere che si rompe durante la celebrazione del matrimonio; i rigori che, a seconda dei riti, aumentano all’avvicinarsi di Tisha Be Av e i midrashim dedicati dal Talmud alla distruzione del Tempio che offrono una chiave per comprendere la catastrofe e trovare al proprio interno la forza di ricominciare.
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sorgente di vita
Il '38 raccontato da Lia
Si apre con un servizio sulla scrittrice Lia Levi la puntata di Sorgente di Vita in onda domenica 8 luglio. Finalista al premio Strega e vincitrice dello Strega giovani, nel suo ultimo romanzo Questa sera è già domani ha raccontato l'infanzia di suo marito Luciano Tas, tra le Leggi razziste, il confino e la fuga in Svizzera.

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pilpul

Sostituto d'intelligenza
Si dice che le cose vadano chiamate con il loro nome ma, spesso, non sappiamo bene quale esso sia per davvero. Così nella bufera mediatica, prima ancora che politica, che in queste ultime settimane ha di nuovo chiamato in causa il tema dei migranti. La questione è anche europea non solo perché il fenomeno delle migrazioni ha una proporzione continentale ma poiché interpella ciò che resta di una comune politica dell’Unione in materia, se di un indirizzo condiviso in tale senso si può ancora parlare. Fermo restando che il sogno “sovranista” di dotarsi di frontiere impermeabili, o difficilmente accessibili, rischia non solo di frantumare quello che resta degli accordi di Schengen sulla libera circolazione dei cittadini nello spazio europeo ma anche di erigere dei veri e propri muri nei confronti dei paesi limitrofi, imponendo dei filtri che potrebbero rivelarsi un incubo per le stesse nazioni continentali. Ciò al netto delle idealizzazioni su improbabili alleanze tra “nazioni sovrane” che, qualora dovessero fare proprie le posizioni più radicali nei riguardi della libertà di movimento, danneggerebbero prima di tutto i propri vicini e poi, in una sorta di gioco del contrappasso, se stesse. Tra le tante fantasie che fluttuano nell’aria come particelle in libertà – una libertà molto confusa, che si fa quasi da subito disordine nei giudizi e, in immediato riflesso, pregiudizio strutturato – è da tempo arrivata anche in Italia, proveniente soprattutto dall’Ungheria di Orbán e dalla Francia di Le Pen ma trovando solido terreno tra alcuni interlocutori nostrani, l’idea che l’intero processo migratorio in atto vada letto come un fenomeno di «sostituzione», guidato da eminenze grigie che lo starebbero utilizzando per mutare gli equilibri sociali e demografici del Continente. Il fantasma del miliardario e filantropo George Soros e della sua Open Society Foundation, prende allora subito corpo.

Claudio Vercelli
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