Pagine Ebraiche 24

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 26 Luglio 2018 - 14 Av 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
La Torà rileva: “Qual è una grande gente che ha statuti e norme giusti come tutta questa Torà che io pongo davanti a voi oggi?”
In questo versetto sono nominate tutte le tipologie dell’insegnamento divino, che, come sappiamo, si dividono in “chuqqìm”, “mishpatìm” e “toròth”. I “chuqqìm”, o “statuti”, sono quelle norme di cui non comprendiamo la logica, come le regole della mucca rossa.
 
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Giorgio Berruto


Quando, verso la fine di “Farenheit 451” il protagonista Guy Montag riesce a fuggire e trova rifugio presso il fiume, incontra un gruppo di persone che ricordano a memoria i libri, uno ciascuno, in modo da salvare quanto possibile del patrimonio letterario dell’umanità. Nel mondo descritto da Ray Bradbury e rappresentato sul grande schermo da François Truffaut, infatti, è il possesso di libri il crimine più grande. Di conseguenza, l’unico forziere in grado di conservare i tesori della tradizione letteraria è l’interiorità; la via della resistenza al regime è quella della memoria individuale e isolata.
 
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L'appello di Mattarella
Ricordando l’infamia del Manifesto della Razza, consegnato ottant’anni fa nelle mani di Mussolini e premessa per le Leggi razziste, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato, in un messaggio ripreso oggi da diversi quotidiani, come “il veleno del razzismo continua a insinuarsi nelle fratture della società e in quelle tra i popoli. Crea barriere e allarga le divisioni. Compito di ogni civiltà è evitare che si rigeneri”. Secondo il presidente le stagioni più oscure della storia possono insomma ripresentarsi, sottolinea il Corriere. “Compresa, la cupa parentesi che vide affermarsi la smania di ‘supremazia di uomini su altri uomini considerati di razze inferiori’, con fatali ricadute in ‘volontà di dominio, violenza, segregazione, pulizia etnica’”. “Le leggi razziste portarono alla feroce persecuzione degli ebrei, presupposto dell’Olocausto – scrive Mattarella nel suo appello definito “necessario per un Paese smemorato” dallo storico Amedeo Osti Guerrazzi (Stampa) – Allo stesso modo ci si accanì contro Rom e Sinti, e anche quelle mostruose discriminazioni sfociarono nello sterminio, il Porrajmos, degli zingari”. “Non sfugge – scrive La Stampa – la coincidenza tra questa ricorrenza e l’animosità della maggioranza giallo-verde nei confronti di stranieri e zingari”. Interpellato riguardo alle parole di Mattarella, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha dichiarato “con le sue parole ricorda un passato che non dovrà mai più tornare. È folle e fuori del mondo ritenere una razza superiore a un’altra”. Aggiungendo poi, “In Italia ci sono 150 mila persone rom ma i problemi sono limitati a 30 mila che si ostinano a vivere nell’illegalità. Il problema è questa sacca parassitaria” (Repubblica).
 
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  davar
israele
Legge sulla Nazione ebraica,

i ministri vogliono cambiarla 
Una legge “fatta frettolosamente”. “Abbiamo commesso un errore e dobbiamo correggerlo”. Pochi giorni dopo la sua approvazione da parte della maggioranza di governo, la Legge fondamentale intitolata “Israele, Stato nazionale del popolo ebraico” è tornata in discussione ma questa volta a criticarla sono figure di primo piano della coalizione che l’ha votata: nelle scorse ore infatti il ministro delle Finanze Moshe Kahlon (leader del partito centrista Kulanu), intervistato dalla radio israeliana, l’ha definita una norma fatta “frettolosamente” a cui devono essere apportati dei correttivi. Sulla stessa linea il ministro dell’Educazione Naftali Bennett, del partito HaBayt HaYehudi (considerato più a destra del Likud del Premier Benjamin Netanyahu), che, dopo aver incontrato esponenti della minoranza drusa, ha dichiarato: “È ora chiaro che il modo in cui la Legge sullo Stato nazionale è stata promulgata è molto dannoso, soprattutto per loro (i drusi) e per chiunque abbia legato il proprio destino allo Stato ebraico”.
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Redazione aperta al meis
Sinti e Rom, culture da scoprire
“Un incontro per sensibilizzare alla conoscenza degli importanti contributi culturali che Sinti e Rom, come altre minoranze storicamente vittime di discriminazioni e persecuzioni, portano alla società italiana”. Questo il senso dell’iniziativa organizzata dal Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara in collaborazione con la redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, domani (venerdì 27 luglio, ore 11.00, ingresso libero) dal titolo “Essere Sinti e Rom: l’impegno culturale”. Un incontro che vuole sgomberare il campo dai pregiudizi troppo spesso applicati a queste due minoranze, ricordarne la storia e sottolineare il loro contributo alla società civile senza dimenticarne la tragedia. Come ha evidenziato proprio in queste ore il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando la vergogna italiana del Manifesto della razza, il nazifascismo “si accanì contro Rom e Sinti, e anche quelle mostruose discriminazioni sfociarono nello sterminio, il Porrajmos”. L’incontro al Meis – ultimo appuntamento del laboratorio giornalistico UCEI Redazione Aperta – ricorderà quella pagina nera del Novecento ma soprattutto metterà in luce i diversi aspetti della cultura sinta e rom.
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qui trieste - redazione aperta
"Risorse e ruolo nella società,

impegno da tradurre in fatti"
“Di fronte a un processo di allargamento della prospettiva globale, in un mondo che si fa sempre più complesso, più ampio, più interconnesso, si registra in Italia una progressiva chiusura. Specie nei ceti più deboli. Un tema che ha ricadute profonde”.
È l’allarme lanciato da Riccardo Grassi, direttore di ricerca di Swg, ospite dei lavori di Redazione Aperta a Trieste. Al confronto, dedicato al nuovo quadro politico e sociale italiano e a una valutazione dei dati sulla raccolta dell’Otto per Mille in una prospettiva comparata, ha preso parte, fra gli altri, anche l’assessore al Bilancio dell’Unione Davide Romanin Jacur.
Autore di numerose pubblicazioni, Grassi ha coordinato diverse indagini nazionali e locali sulle tematiche sociali, sui giovani e sui servizi di welfare. Con la redazione, nello storico Caffè San Marco, si confronta sull’ultimo report relativo all’Otto per Mille realizzato da Swg per l’UCEI.
Si parte da un punto fermo. La credibilità dei destinatari della raccolta, viene spiegato, si fonda anche sulle modalità di utilizzo di questi fondi. E quindi “quanto più sono universalistiche, tanto più sono valutate positivamente”. In quest’ottica, dimostrano i risultati dell’indagine, l’Unione è percepita come una istituzione “particolarmente impegnata a finanziare attività culturali specifiche della propria realtà”, in ciò “differenziandosi in maniera significativa dalle altre organizzazioni considerate”.


(Foto di Giovanni Montenero)
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l'inaugurazione
Venezia, un nuovo spazio verde

per condividere identità e valori
Dall’olivo al fico, dal melograno alla palma. Oltre 450 specie di piante e alberi, citate nel testo biblico, danno vita a un piccolo grande tesoro che da quest’oggi entra a pieno titolo tra le suggestioni più significative della Venezia ebraica.
Il Giardino segreto della Sinagoga Spagnola, 110 metri quadri con un piccolo spazio per la didattica riservato alo scolaresche, sarà inaugurato nel tardo pomeriggio. Ma la Comunità ebraica veneziana, in particolare nella figura della sua Consigliera Gaia Ravà, che del progetto è l’ideatrice, ha voluto condividerlo con la stampa per un primo confronto sul significato di questa iniziativa.
Sotto la Sukkah allestita nel Giardino, la cui prima apertura al pubblico è prevista per il 2 settembre, sono intervenuti anche Lorenzo Simoni, progettista di Venice Green per la realizzazione del sito, il rabbino capo Scialom Bahbout, la locale responsabile di CoopCulture Michela Zanon.
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jciak
Il coraggio dei Caschi bianchi
Il finale è triste. Mentre al sud della Siria l’offensiva del regime si faceva intollerabile, Israele portava in salvo in Giordania un centinaio di Caschi bianchi siriani e le loro famiglie: 422 persone. È stato un gesto umanitario eccezionale, come ha detto un portavoce dell’esercito israeliano. Vedere in rotta il fragile esercito dei volontari getta però una luce ancora più angosciosa su quella guerra, ricordandoci – se mai ce ne fosse bisogno – che i riflettori dell’opinione pubblica anche su quel fronte contano poco o nulla.
I Caschi Bianchi, che dall’inizio della guerra soccorrono le vittime dei bombardamenti delle forze pro-Assad, erano entrati ufficialmente nell’immaginario collettivo due anni fa. Candidati al Nobel per la Pace, avevano conquistato l’Oscar grazie al documentario inglese White Helmets di Orlando von Einsiedel.


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  pilpul
Setirot - Responsabilità
A proposito di responsabilità individuale, crocefissi obbligatori, stravolgimento di ogni principio etico e democratico.
“Di questi tempi, in cui ci vengono a raccontare che l’etica è tutta relativa «e ciò che è buono in Europa non lo è in Africa, ciò che è morale al Sud non lo è in Oriente o in Occidente, a volte penso al semplice fatto che non c’è nessuno al mondo che non sappia cosa sia la sofferenza. Lo sanno tutti(...)".


Stefano Jesurum, giornalista
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In ascolto - Il tormentone
L’estate ha bisogno di tormentoni, se no che estate è? Dicesi tormentone un brano allegro, semplice al limite del sempliciotto, spesso contenente non sense e/o onomatopee, nonché ripetizione di parole e/o frasi. Ma la caratteristica principale è che ha la straordinaria capacità di infilarsi nella testa e non uscirci più, specie nelle notti insonni, quando l’innocua melodia diventa fastidiosa quanto un moscone che ti ronza nell’orecchio e si posa di continuo sul naso.

Maria Teresa Milano
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Ebrei senza coda
Scambio di due parole (solo virtuali, dalla mia torre d’avorio ben isolata e lontana dal mondo) con un’amica straniera dalla vita piena e movimentata, che a causa di rapporti un po’ burrascosi in famiglia cerca, e spesso trova, stage all’estero, amici lontani da cui farsi ospitare per fine settimana culturali.

Sara Valentina Di Palma
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