
Elia Richetti,
rabbino
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La Torà rileva: “Qual è una grande gente che
ha statuti e norme giusti come tutta questa Torà che io pongo davanti a
voi oggi?”
In questo versetto sono nominate tutte le tipologie dell’insegnamento
divino, che, come sappiamo, si dividono in “chuqqìm”, “mishpatìm” e
“toròth”. I “chuqqìm”, o “statuti”, sono quelle norme di cui non
comprendiamo la logica, come le regole della mucca rossa.
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Giorgio Berruto
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Quando, verso la fine di “Farenheit 451” il
protagonista Guy Montag riesce a fuggire e trova rifugio presso il
fiume, incontra un gruppo di persone che ricordano a memoria i libri,
uno ciascuno, in modo da salvare quanto possibile del patrimonio
letterario dell’umanità. Nel mondo descritto da Ray Bradbury e
rappresentato sul grande schermo da François Truffaut, infatti, è il
possesso di libri il crimine più grande. Di conseguenza, l’unico
forziere in grado di conservare i tesori della tradizione letteraria è
l’interiorità; la via della resistenza al regime è quella della memoria
individuale e isolata.
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L'appello di Mattarella
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Ricordando l’infamia del Manifesto della
Razza, consegnato ottant’anni fa nelle mani di Mussolini e premessa per
le Leggi razziste, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha
sottolineato, in un messaggio ripreso oggi da diversi quotidiani, come
“il veleno del razzismo continua a insinuarsi nelle fratture della
società e in quelle tra i popoli. Crea barriere e allarga le divisioni.
Compito di ogni civiltà è evitare che si rigeneri”. Secondo il
presidente le stagioni più oscure della storia possono insomma
ripresentarsi, sottolinea il Corriere. “Compresa, la cupa parentesi che
vide affermarsi la smania di ‘supremazia di uomini su altri uomini
considerati di razze inferiori’, con fatali ricadute in ‘volontà di
dominio, violenza, segregazione, pulizia etnica’”. “Le leggi razziste
portarono alla feroce persecuzione degli ebrei, presupposto
dell’Olocausto – scrive Mattarella nel suo appello definito “necessario
per un Paese smemorato” dallo storico Amedeo Osti Guerrazzi (Stampa) –
Allo stesso modo ci si accanì contro Rom e Sinti, e anche quelle
mostruose discriminazioni sfociarono nello sterminio, il Porrajmos,
degli zingari”. “Non sfugge – scrive La Stampa – la coincidenza tra
questa ricorrenza e l’animosità della maggioranza giallo-verde nei
confronti di stranieri e zingari”. Interpellato riguardo alle parole di
Mattarella, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha dichiarato “con
le sue parole ricorda un passato che non dovrà mai più tornare. È folle
e fuori del mondo ritenere una razza superiore a un’altra”. Aggiungendo
poi, “In Italia ci sono 150 mila persone rom ma i problemi sono
limitati a 30 mila che si ostinano a vivere nell’illegalità. Il
problema è questa sacca parassitaria” (Repubblica).
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israele
Legge
sulla Nazione ebraica,
i
ministri vogliono cambiarla
Una
legge “fatta frettolosamente”. “Abbiamo commesso un errore e dobbiamo
correggerlo”. Pochi giorni dopo la sua approvazione da parte della
maggioranza di governo, la Legge fondamentale intitolata “Israele,
Stato nazionale del popolo ebraico” è tornata in discussione ma questa
volta a criticarla sono figure di primo piano della coalizione che l’ha
votata: nelle scorse ore infatti il ministro delle Finanze Moshe Kahlon
(leader del partito centrista Kulanu), intervistato dalla radio
israeliana, l’ha definita una norma fatta “frettolosamente” a cui
devono essere apportati dei correttivi. Sulla stessa linea il ministro
dell’Educazione Naftali Bennett, del partito HaBayt HaYehudi
(considerato più a destra del Likud del Premier Benjamin Netanyahu),
che, dopo aver incontrato esponenti della minoranza drusa, ha
dichiarato: “È ora chiaro che il modo in cui la Legge sullo Stato
nazionale è stata promulgata è molto dannoso, soprattutto per loro (i
drusi) e per chiunque abbia legato il proprio destino allo Stato
ebraico”.
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Redazione
aperta al meis
Sinti
e Rom, culture da scoprire
“Un
incontro per sensibilizzare alla conoscenza degli importanti contributi
culturali che Sinti e Rom, come altre minoranze storicamente vittime di
discriminazioni e persecuzioni, portano alla società italiana”. Questo
il senso dell’iniziativa organizzata dal Museo Nazionale dell’Ebraismo
Italiano e della Shoah di Ferrara in collaborazione con la redazione
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, domani (venerdì 27
luglio, ore 11.00, ingresso libero) dal titolo “Essere Sinti e Rom:
l’impegno culturale”. Un incontro che vuole sgomberare il campo dai
pregiudizi troppo spesso applicati a queste due minoranze, ricordarne
la storia e sottolineare il loro contributo alla società civile senza
dimenticarne la tragedia. Come ha evidenziato proprio in queste ore il
Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ricordando la vergogna
italiana del Manifesto della razza, il nazifascismo “si accanì contro
Rom e Sinti, e anche quelle mostruose discriminazioni sfociarono nello
sterminio, il Porrajmos”. L’incontro al Meis – ultimo appuntamento del
laboratorio giornalistico UCEI Redazione Aperta – ricorderà quella
pagina nera del Novecento ma soprattutto metterà in luce i diversi
aspetti della cultura sinta e rom.
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qui
trieste - redazione aperta
"Risorse
e ruolo nella società,
impegno
da tradurre in fatti"
“Di
fronte a un processo di allargamento della prospettiva globale, in un
mondo che si fa sempre più complesso, più ampio, più interconnesso, si
registra in Italia una progressiva chiusura. Specie nei ceti più
deboli. Un tema che ha ricadute profonde”.
È l’allarme lanciato da Riccardo Grassi, direttore di ricerca di Swg,
ospite dei lavori di Redazione Aperta a Trieste. Al confronto, dedicato
al nuovo quadro politico e sociale italiano e a una valutazione dei
dati sulla raccolta dell’Otto per Mille in una prospettiva comparata,
ha preso parte, fra gli altri, anche l’assessore al Bilancio
dell’Unione Davide Romanin Jacur.
Autore di numerose pubblicazioni, Grassi ha coordinato diverse indagini
nazionali e locali sulle tematiche sociali, sui giovani e sui servizi
di welfare. Con la redazione, nello storico Caffè San Marco, si
confronta sull’ultimo report relativo all’Otto per Mille realizzato da
Swg per l’UCEI.
Si parte da un punto fermo. La credibilità dei destinatari della
raccolta, viene spiegato, si fonda anche sulle modalità di utilizzo di
questi fondi. E quindi “quanto più sono universalistiche, tanto più
sono valutate positivamente”. In quest’ottica, dimostrano i risultati
dell’indagine, l’Unione è percepita come una istituzione
“particolarmente impegnata a finanziare attività culturali specifiche
della propria realtà”, in ciò “differenziandosi in maniera
significativa dalle altre organizzazioni considerate”.
(Foto
di Giovanni Montenero)
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l'inaugurazione
Venezia,
un nuovo spazio verde
per
condividere identità e valori
Dall’olivo
al fico, dal melograno alla palma. Oltre 450 specie di piante e alberi,
citate nel testo biblico, danno vita a un piccolo grande tesoro che da
quest’oggi entra a pieno titolo tra le suggestioni più significative
della Venezia ebraica.
Il Giardino segreto della Sinagoga Spagnola, 110 metri quadri con un
piccolo spazio per la didattica riservato alo scolaresche, sarà
inaugurato nel tardo pomeriggio. Ma la Comunità ebraica veneziana, in
particolare nella figura della sua Consigliera Gaia Ravà, che del
progetto è l’ideatrice, ha voluto condividerlo con la stampa per un
primo confronto sul significato di questa iniziativa.
Sotto la Sukkah allestita nel Giardino, la cui prima apertura al
pubblico è prevista per il 2 settembre, sono intervenuti anche Lorenzo
Simoni, progettista di Venice Green per la realizzazione del sito, il
rabbino capo Scialom Bahbout, la locale responsabile di CoopCulture
Michela Zanon.
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Setirot
- Responsabilità
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A
proposito di responsabilità individuale, crocefissi obbligatori,
stravolgimento di ogni principio etico e democratico.
“Di questi tempi, in cui ci vengono a raccontare che l’etica è tutta
relativa «e ciò che è buono in Europa non lo è in Africa, ciò che è
morale al Sud non lo è in Oriente o in Occidente, a volte penso al
semplice fatto che non c’è nessuno al mondo che non sappia cosa sia la
sofferenza. Lo sanno tutti(...)".
Stefano Jesurum, giornalista
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In
ascolto - Il tormentone
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L’estate
ha bisogno di tormentoni, se no che estate è? Dicesi tormentone un
brano allegro, semplice al limite del sempliciotto, spesso contenente
non sense e/o onomatopee, nonché ripetizione di parole e/o frasi. Ma la
caratteristica principale è che ha la straordinaria capacità di
infilarsi nella testa e non uscirci più, specie nelle notti insonni,
quando l’innocua melodia diventa fastidiosa quanto un moscone che ti
ronza nell’orecchio e si posa di continuo sul naso.
Maria Teresa Milano
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Ebrei
senza coda
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Scambio
di due parole (solo virtuali, dalla mia torre d’avorio ben isolata e
lontana dal mondo) con un’amica straniera dalla vita piena e
movimentata, che a causa di rapporti un po’ burrascosi in famiglia
cerca, e spesso trova, stage all’estero, amici lontani da cui farsi
ospitare per fine settimana culturali.
Sara Valentina Di Palma
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