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Razzismo, l’appello di Mattarella
a non dimenticare la storia

rassegnaRicordando l’infamia del Manifesto della Razza, consegnato ottant’anni fa nelle mani di Mussolini e premessa per le Leggi razziste, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha sottolineato, in un messaggio ripreso oggi da diversi quotidiani, come “il veleno del razzismo continua a insinuarsi nelle fratture della società e in quelle tra i popoli. Crea barriere e allarga le divisioni. Compito di ogni civiltà è evitare che si rigeneri”. Secondo il presidente le stagioni più oscure della storia possono insomma ripresentarsi, sottolinea il Corriere. “Compresa, la cupa parentesi che vide affermarsi la smania di ‘supremazia di uomini su altri uomini considerati di razze inferiori’, con fatali ricadute in ‘volontà di dominio, violenza, segregazione, pulizia etnica’”. “Le leggi razziste portarono alla feroce persecuzione degli ebrei, presupposto dell’Olocausto – scrive Mattarella nel suo appello definito “necessario per un Paese smemorato” dallo storico Amedeo Osti Guerrazzi (Stampa) – Allo stesso modo ci si accanì contro Rom e Sinti, e anche quelle mostruose discriminazioni sfociarono nello sterminio, il Porrajmos, degli zingari”. “Non sfugge – scrive La Stampa – la coincidenza tra questa ricorrenza e l’animosità della maggioranza giallo-verde nei confronti di stranieri e zingari”. Interpellato riguardo alle parole di Mattarella, il ministro degli Interni Matteo Salvini ha dichiarato “con le sue parole ricorda un passato che non dovrà mai più tornare. È folle e fuori del mondo ritenere una razza superiore a un’altra”. Aggiungendo poi, “In Italia ci sono 150 mila persone rom ma i problemi sono limitati a 30 mila che si ostinano a vivere nell’illegalità. Il problema è questa sacca parassitaria” (Repubblica).

Ancora razzi da Hamas. Questa mattina all’alba il sistema antimissile Iron Dome ha abbattuto l’ennesimo razzo lanciato da Gaza contro la popolazione israeliana. Ieri il movimento terroristico palestinese di Hamas ha attaccato una pattuglia di soldati israeliani al confine, usando come scudo dei ragazzini, riporta il portavoce dell’esercito israeliano. La risposta è stata immediata e tre miliziani di Hamas sono stati uccisi. La situazione al confine rimane dunque instabile mentre Israele guarda con preoccupazione anche a nord. Il Foglio riporta del confronto tra Gerusalemme e Mosca sulla presenza iraniana in Siria: Israele non la vuole affatto, la Russia promette di allontanarla dai confini con lo Stato ebraico. “Israele è un paese piccolo che gli aerei attraversano in pochi minuti, e a maggior ragione i missili, quindi non si vede perché dovrebbero negoziare su una differenza di sessanta chilometri dai loro nemici giurati”, scrive il Foglio, che rispetto alla situazione siriana sottolinea come l’Isis sia ancora presente sul territorio: “Ieri alcune squadre della morte dello Stato islamico hanno lanciato un assalto contro l’enclave drusa di al Suwayda, hanno occupato villaggi, hanno ucciso circa duecentoventi persone”. L’esercito di Bashar al-Assad ha poi ripreso il controllo dei villaggi attaccati, tre, e liberato gli ostaggi, riporta La Stampa. “Lo choc restava forte. L’Isis era considerato sconfitto, relegato in qualche area desertica, oltre che in una piccola sacca incuneata alla frontiera fra Siria, Giordania e Israele”.

Gerusalemme, la corsa a sindaco. Il Fatto Quotidiano scrive della candidatura di Rachel Azaria, ex Kulanu, a sindaco di Gerusalemme. Nel prossimo ottobre si terranno infatti le elezioni comunali nella Capitale e l’attuale sindaco, Nir Barkat, ha annunciato che non farà parte della partita (puntando alle elezioni nazionali). Azaria, già vicesindaco, è considerata un outsider e sfiderà altri sette candidati, tutti uomini: “C’è il ministro degli affari di Gerusalemme Ze’ev Elkin, – scrive il Fatto – il vice sindaco Moshe Lion, Ofer Berkovich, giovane leader della fazione Hitorerut che gode del sostegno dell’elettorato laico e di alcuni dei residenti religiosi più liberali della città. C’è Kobi Kahlon, fratello del ministro delle Finanze Moshe Kahlon e il deputato della sinistra (Unione sionista) Nachman Shai. Il vicesindaco Yossi Deutsch della United Torah Judaism spera di intercettare, grazie al sostegno dei rabbini, il voto del 32% della popolazione della città che si identifica come Haredi”. Il Fatto pone molto l’accento poi sull’aperta ostilità di alcuni gruppi di haredi nei confronti di Azaria per il suo essere donna: alcuni di loro sono stati ripresi mentre strappavano i manifesti che la rappresentavano. “Un gruppo estremo e marginale, – li ha definiti la candidata sindaca – noi di Gerusalemme sappiamo come vivere insieme nel rispetto reciproco, anche se non è sempre facile. Non lasceremo che gli estremisti decidano per noi”.

Roma, tributo a Herbert Pagani. Questa sera (ore 21.30), per la XV edizione della rassegna I Solisti del Teatro (Giardini della Filarmonica Romana) andrà in scena Un cuore per capire, tributo a Herbert Pagani, scomparso nel 1988, di Ketty Di Porto con la collaborazione di Paola Traverso, presentato dal Festival Internazionale di letteratura e cultura ebraica (Corriere).

Roma e le scritte da cancellare.
In una lettera al Corriere Roma, si denuncia la presenza sui muri del quartiere Appio Latino di scritte e simboli nazisti e antisemiti chiedendo l’intervento del Comune per cancellarli. Una richiesta raccolta e rilanciata dal giornalista Paolo Conti: “Finché il Campidoglio e i Municipi tollereranno certe scritte antisemite, naziste e fasciste è del tutto evidente che taluni estremisti, pericolosi perla loro imbecille ignoranza, si sentiranno autorizzati a dire e a scrivere ciò che vogliono”.

Daniel Reichel twitter @dreichelmoked